sabato, novembre 17, 2012

Al frantoio

Oggi abbiamo portato il raccolto (più o meno il prodotto di metà del campo) al frantoio.

Trasporto
 Pesatura: 345,5 Kg
Cernita e lavaggio
Frangitura
Gramolatura
 Estrazione e separazione
Ed ecco il nostro olio, immediatamente provato sul pane di mia madre: 46 Kg. Resa 13%. Scarsina. Ma era prevedibile, vista la dimensione, la forma e il grado di maturazione delle olive.
Nell'attesa ci è scappata anche un'interessante visita all'impianto di produzione di materiale per la cosmesi e per l'alimentazione animale effettuata con gli scarti del frantoio.

venerdì, novembre 16, 2012

Pause, mal di denti e incubi oppiacei

Oggi pausa di riflessione dalla raccolta delle olive. Causata anche da un fastidioso mal di denti notturno che non avevo mai provato nell'età adulta e che per calmare ho dovuto rovistare nottetempo tra i farmaci materni. Trovando infine un antidolorifico a base di oppiacei che dopo mezzora mi ha calmato il dolore. Ma il sonno successivo è stato infarcito di incubi. In cui, privo del lume della ragione, vagavo tra studi medici alla ricerca della strada per tornare a casa cercando inutilmente di contattare Zucchero.

Domani pomeriggio invece si macina! Vedremo qual sarà la resa dei tre quintali raccolti. Speriamo almeno un quindici.

E la pausa di riflessione odierna porta a rielaborare i suoni della piluccatura.

giovedì, novembre 15, 2012

I suoni della piluccatura

Il fruscio della pettinatura scernente delle frasche

La xilofonica vibrazione dei pioli percossi dalla gragnola di drupe:
nera grandine di oleosa fertilità


Il brusio dei cumuli di bacche che rotolano sui teli manovrati

Il passo appesantito sull'umido terreno erboso

martedì, novembre 13, 2012

Valle Crapetta

La prima giornata di "piluccatura" a Valle Crapetta è andata bene.
Alle 8 eravamo sulle piante. C'era il sole e le temperature erano miti come previsto.

Tanto che da verso metà mattinata siamo dovuti rimanere in maniche corte. Cosa abbastanza inconsueta.

E verso l'una ci siamo concessi un frugale pasto.

La produzione invece non è andata benissimo. Diverse piante erano quasi vuote. E alla fine abbiamo raccolto meno di un quintale con dieci piante.



lunedì, novembre 12, 2012

Piluccatura

Piluccatura è il termine sabino con cui si indica la raccolta delle olive. 
Dopo aver convinto il mi' babbo che se lo aiuto a piluccare non perderò il lavoro domani si comincia.  Mio padre ha predisposto scale, strumenti, cassette e teli (ballucce).
Mentre mia madre si è occupata di zuppa di cicerchia e gambuccio.
Tutto sembra ben predisposto. Quindi domani sveglia alle 6:30 e si comincia. Tempo previsto: sole e 20° di massima.

sabato, novembre 03, 2012

Un viaggio è finito e se ne organizza già un altro

E pure questo viaggio USA è finito. Ma proprio quando mi stavo rilassando, dopo le due settimane del corso più corto e intenso che io abbia mai seguito, mi è arrivata la richiesta di tornare qui a dicembre per insegnare la materia appena appresa ad una classe di 16 persone. Tutte americane! E forse anche un po' riluttanti nell'accettare questa nuova metodologia. Dopo vari tentennamenti e dubbi - tra i quali: avrò abbastanza tempo per prepararmi? gli studenti si lamenteranno del mio accento? saprò gestire domande e diffidenze varie? - ho accettato. E così eccomi a riorganizzare il prossimo viaggio che avrà probabilmente luogo dal 4 al 13 dicembre.

Manhattan

Uscito dalla porta di Chinatown mi sposto verso ovest. Verso il ponte di Brucculino. Per partire alla conquista di Manhattan!!

Vedete quel grattacielo in lontananza? Pare che sia quello che stanno ricostruendo al posto di una delle torri gemelle. Non so se riuscite a scorgere la gru applicata sul fianco destro dell'edificio. Non avevo mai visto una gru che avesse come base lo stesso edificio in costruzione.
Questa fontana invece dovrebbe essere ciò che ora sostituisce l'altra torre.
Lungo il mio vagabondare incrocio: l'edificio dello US Justice department

alcune utilitarie,
grattacieli,

la St. Andrew Roman Catholic Church,
diverse prospettive di grattacieli,
e un'insoddisfacente prospettiva del ponte di Brucculino. Mi sposto quindi verso Little Italy
dove trovo questo Italian American Museum che è purtroppo chiuso.
Pare che nel Caffè Palermo ci siano i migliori cannoli del mondo. Ma li preparano un po' tardi. E quindi non riesco a confermare tale primato.
Mi accontento così del più modesto cannolo del cannolaro Pedro di Santo Domingo del ristorante Positano. Non era malvagio.
E ora, dopo la scorta di calorie, si procede per il Greenwich Village.
Lungo la strada incontro varie particolarità littleitalyane.
E che dire di questa "annual feast of San Gennaro"? Non è fantastica? Solo che ma la sono persa. Era dal 13 al 23 settembre. Pare che sia una cosa grande. C'era persino Patrizio Buanne. Che non avevo mai sentito nominare prima. Ma sembra che sia un fenomeno internazionale della canzone italiana o pseudo-tale.
Procedendo per il Greenwich Village rientro di nuovo a Chinatown.
Ste' scale antincendio mi affascinano.
Concessionaria di utilitarie italiane.
Vista di Jersey City al di là del fiume Hudson.
Finalmente a Greenwich Village mi concedo un pasto: di stampo mediorientale.
La Peroni ricorre ancora.
Ma purtroppo i tempi stringono e mi tocca ripartire: verso il massacro che mi aspetta nella Carolina del Nord.

sabato, ottobre 27, 2012

Una notte a chinatown

Solo ora, uscito dal tritacarne della metodologia del pensiero razionale, sono riuscito a trovare qualche minuto per scrivere. Le giornate di apprendimento di questa metodologia sono molto intense. Si comincia alle 8:30 si finisce tra le 17 e le 18. Poi ci sono due ore di pause e si riprende andando avanti fino a mezzanotte - mezzanotte e mezza.
Il corso di per sé è interessante. Ma gl'insegnanti....
Uno è un aspirante maschio alpha trentenne. Molto brillante ma costantemente dominato dall'affanno di dover ostentare le sue ineguagliabili doti e prodezze al branco di pigri e scanzonati quarantenni che lo deridono alle spalle. Sicuramente la risata leggera e contagiosa del vecchio collega/amico tunisino è uno dei migliori contrappunti per bilanciare lo stridulo autocompiacimento del ragazzetto onnipotente.
L'altro è un ultracinquantenne bostoniano molto colto e con molti interessi: musica, linguistica, filosofia e statistica. L'unico problema è che l'accento della sua infanzia brucculiniana unito a un difetto di pronuncia e al nervosismo della lezione rendono i suoi interventi quasi incomprensibili.

Fatto questo breve aggiornamento vi propongo la prima parte di un breve fotoracconto delle due giornate newyorchesi.

 
Voi avevate mai visto prima delle cozze essiccate? Parrebbe che in oriente il pesce essiccato sia molto popolare.

Per la cena cerco di scegliere uno dei ristoranti dall'apparenza migliore. I ravioli al vapore sono buoni, ma gli spaghetti fritti con frutti di mare no. I frutti di mare sembrano di gomme. Persino le cappesante... Forse perché usano quelli essiccati...
Dopo la cena vado in giro per il quartiere. Tutte le insegne sono in cinese,
ma si vedono anche molte cose tipicamente americane.
Dopo una nottata in una stanza all'ombra di un ponte della metropolitana newyorchese parto per la mia mattinata di escursioni.
Mercati, negozi, spezie, prodotti misteriosi.
Come vedete il pesce essiccato è veramente molto popolare.

Qui il signore mi mostrava orgogliosamente una seppiona essicata.

Ma anche il pesce fresco è molto popolare.

Soprattutto granchi, molluschi, e....
... che cosa vedete lì a sinistra nella foto?
Poi c'erano anche questi frutti di mare gelatinosi. Credo in seguito a qualche trattamento particolare. Ma non ho idea che tipo di trattamento possa essere.
E questo frutto? Qualcuno lo conosce?
 Ma trovo anche prodotti che non mi sarei aspettato di trovare qui. Non avevo mai visto delle Peroni fuori dagli italici confini.
E neppure il latte Parmalat.
Ma ora è giunto il momento di uscire dalla porta di Chinatown per spostarmi verso ovest. Verso il ponte di Brucculino!

domenica, ottobre 21, 2012

USA reloaded: la partenza


Cominciamo bene! Quelli davanti a me sono tutti sfilati in poche decine di secondi, ma quando è giunto il mio turno, alla vista del passaporto italiano, la ragazzetta del primo controllo è partita con le solite domande.
Ma lei è italiano? E vive qui in Germania? E va negli USA? E per quale motivo? E che lavoro fa? Mi può mostrare un documento che comprovi la sua residenza in Germania?
Con estrema pazienza e un po' divertito tiro fuori il vecchio permesso di soggiorno. Di solito basta. Ma non per lei. Le mostro quindi anche assicurazione e patente teutoniche. No! Non la convincono.
- Scusi, vado un attimo dal collega della sicurezza - dice allontanandosi con tutti i documenti. Poi ci ripensa e torna indietro.
- Mi potrebbe spiegare di nuovo che lavoro fa?
Dopo un colloquio di pochi secondi con l'uomo della sicurezza torna: tutto a posto.
Chissà come si sarebbe comportata se avessi anche avuto la carnagione e i capelli scuri della mia Zuccherina?