sabato, marzo 22, 2014

Efficienza nordica: seconda parte

- Pronto sono il responsabile della lamentela per il caso TC.
- Mi dica.
- No, relativamente alle sue lamentele... Ho parlato con TC e mi pare che da un punto di vista tecnico...
- Infatti non era su quello che io mi lamentavo. Almeno non principalmente.
- Ah no? E su che cosa allora?
- Scusi ha letto la mia lettera?
- Certo.
- No, perché lì avevo scritto...- D racconta di nuovo tutta la storia.
- Ah, è vero, ha ragione però lei sta mescolando un po' il piano soggettivo con quello oggettivo.
D riformula il tutto mantenendo accuratamente separati i due piani.
- Sì, la capisco. Però io che cosa dovrei fare adesso?
- Be', questo dovrebbe saperlo lei. Io dirigo un gruppo di assistenza ai clienti e se un cliente mi riportasse tali fatti saprei bene che cosa fare. Mi sarebbe ben chiaro che quello che ha fatto TC viola tutte le regole più elementari del supporto ai clienti.
- Ci ho già parlato, ma le assicuro che ci parlerò di nuovo alla luce delle informazioni ascoltate durante questa telefonata. Che poi lui non è neppure nostro dipendente. Quella è una piccola società esterna.
- Allora forse dovreste considerare di cambiare società.
- Eh, sì, possiamo pensarci. Comunque le do la mia parola che ne parlerò di nuovo con TC. Ma a lei basterebbero le mie scuse?
- Diciamo che me le faccio bastare. In realtà ci sarebbe poi pure il conto di 124€ dell'elettricista che ha fatto il lavoro che TC si è rifiutato di fare.
- Ah, allora le farò sapere se le possiamo rimborsare qualcosa.
- Faccia un po' lei.
Dopo un po' si risentono e il tipo dice a D che invieranno una lettera di scuse accompagnata da un piccolo presente.

Secondo voi D dovrebbe farsi pagare anche la consulenza che ha fornito responsabile della lamentela su come si gestiscono le lamentele?

giovedì, marzo 20, 2014

Le risatine? di Barroso e Van Rompuy

Sarà ma a me questo nuovo caso dei sorrisini di Barroso e Van Rompuy, indirizzati a Renzi e all'Italia, mi pare tanto una montatura di Repubblica. Oppure una dimostrazione di ipersensibilità. I tre lettori del blog (ciao mamma!) sanno bene quanto io mi inalberi quando sento i soliti pregiudizi sull'Italia. Ma in questo caso l'impressione che mi fa quel sorriso è quella di uno scambio mimico tra due persone che si chiedono: rispondi tu? rispondo io? E quando ci si guarda di solito ci si sorride.
Non lo so. Magari sbaglio anche perché mi manca il contesto più ampio. Voi che ne pensate?


 

mercoledì, marzo 19, 2014

Cammino transappenninico: organizzazione

Durante il nostro scorso fine settimana italico abbiamo percorso il cammino transappenninico in macchina. Volevamo definire un po' meglio le tappe. E devo dire che la cosa è stata molto utile. Questi sono i casi in cui si tocca con mano il fatto che la rete non contiene ancora una mappa isomorfa della realtà. Eh sì, la mappa dell’Impero in scala 1:1 di Borges e Carrol dovrà aspettare ancora un po'. Come disse Mein Herr:

"...finalmente abbiamo avuto l’idea grandiosa! Abbiamo realizzato una mappa del paese alla scala di un chilometro per un chilometro!”
“L’avete utilizzata?”
“Non è stata ancora dispiegata,” disse Mein Herr. “I contadini hanno fatto obiezione. Hanno detto che avrebbe coperto tutta la campagna e offuscato la luce del sole. Così adesso usiamo la campagna vera e propria come mappa di se stessa e vi assicuro che funziona ottimamente”.”


E pure per noi, l'uso del territorio vero e proprio come mappa di se stesso, ha funzionato ottimamente. E abbiamo scoperto che esistono ancora luoghi e attività irraggiungibili dalla rete.

Indi per cui, le modifiche apportate hanno reso le tappe del percorso più equidistanti e hanno minimizzato i tratti di strada troppo trafficati. Anche se il percorso totale è passato da 126 Km a 132 Km. Abbiamo anche scoperto che alcune attività date come funzionanti in rete erano in realtà state chiuse.

Ecco dunque il nuovo percorso, le nuove tappe e gli appunti di viaggio.


Un cammino transappenninico:132Km in cinque giorni

Primo giorno – 14 giugno - 31,5 km
Tappa pranzo - Orvinio (14 km) oppure Vallinfreda (21 km) ristorante pappa e ciccia - via San Rocco 47
Controllare percorso a piedi tra Vallinfreda, Riofreddo e Arsoli. Noi siamo passati per il paese ma dalla mappa sembrerebbe esserci un'alternativa poco dopo Vallinfreda, a sinistra. La strada è un po' più trafficata dopo la stazione ferroviaria di Arsoli, ma si può accorciare scendendo a sinistra.
PernottamentoÀrsoli b&b Le macchie 0774921026 3384976325 (sig. Filomena) filomena.zarroli@virgilio.it - considerare il fatto che il b&b è fuori il paese già in direzione di Cervara questo però implica che per cenare dobbiamo tornare indietro verso il paese.

Secondo giorno - 15 giugno - 27 Km
Tappa pranzo - Cervara (12,5 km) Trattoria Rossi - Via Goito 5 oppure Trattoria Massa - Via Santamaura 5 oppure Ferrari (già provato da ziomassimo) - Via Xx Settembre, 20
Pernottamento - Subiaco (27 Km)
Ristorante Belvedere B&B -Via dei Monasteri, 33, 00028 Subiaco
Preparare panini per il terzo giorno

Terzo giorno - 16 giugno - 21 Km
Galleria pericolosa lasciando Subiaco. Ma dalla via dei monasteri la si può evitare. Al Km 13 c'è una fontana.
Tappa pranzo - panini
Pernottamento - Altipiani di Arcinazzo (21,2 Km) - B&B Le Querce Rosse - Via delle querce rosse, 00020 Altipiani Di Arcinazzo, +39 339 772 2418
Cena - Ristorante Memmo - Piazza Meo Passeri 2/3

Quarto giorno 17 giugno - 28 Km
Tappa pranzo - Guarcino? (14 Km)
Pernottamento - Alatri (27,5 Km) - AGRITURISMO IL GIRASOLE - VIA Basciano 5 - 03011 - Alatri (FR) Cell: 348 7108182- 377 1443723 | E-mail: info@ilgirasoleagriturismo.it

Quinto giorno 18 giugno - 26 Km
Tappa pranzo - Veroli? (5 Km) - Panini?
Pernottamento - Arce (26 Km)

lunedì, marzo 17, 2014

Carnevale della Matematica #71: pi greco

Quale data più adatta di quella del 14 marzo per scegliere pi greco come argomento del Carnevale della Matematica?
Il tema è interessantissimo e il contenuto pure.
Così Gianluigi Filippelli introduce il mio contributo:

Di non minore qualità letteraria è il percorso storico attraverso la matematica che da anni sta portando avanti Dioniso. Il nuovo capitolo di questo lungo percorso, giunto fino a Raffaele Bombelli e i numeri complessi è Il rinascimento: Recorde e il simbolo =; Bombelli, gli irrazionali e i complessi coniugati - Numeri e Geometria attraverso la storia:
Lo sapevate con chi bisogna prendersela per gli esercizi con le operazioni sui numeri complessi? Con un certo Raffaele. Sapevatelo!
Ma, a parte il mio, il carnevale è pieno di contributi interessantissimi. E quindi che aspettate ad andare a leggervelo?


Il carnevale si conclude con la segnalazione del prossimo ospite.
A questo punto, nella speranza di avervi fatto passare un pi day come sempre interessante e matematicamente ricco, non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento alla prossima edizione, la 72.ma, che verrà ospitata, come accennato prima, su Popinga giusto il 14 del mese prossimo!

Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale

martedì, marzo 11, 2014

La dieta alcalina

Qualcuno di voi è irresistibilmente attratto dalla dieta alcalina e sta meditando l'acquisto di acqua alcalina? Oppure è semplicemente curioso di saperne di più su tale dieta? Allora la lettura di questo articolo di Dario Bressanini, con molte citazioni da un lavoro di Salvo Di Grazia, è quello che fa per voi.
Ne riporto alcuni stralci.

"Era da tempo che volevo scrivere qualche cosa sulla cosiddetta “dieta alcalina”... Quando poi ieri, nell’ultima puntata della trasmissione Le Iene (ormai tristemente nota per la faccenda Stamina) sento una oncologa nutrizionista dell’Ospedale S. Raffaele di Milano parlare di alimenti acidificanti e addirittura di “acqua alcalina“ come strumento terapeutico ho pensato che era giunto il momento di mettere online il pezzo..."

"Negli ultimi anni, soprattutto in «ambienti alternativi», spopolano le affermazioni secondo cui la dieta (e le terapie) «deacidificante» o «alcalinizzante» avrebbe poteri curativi innumerevoli, arrivando persino a sconfiggere il cancro. Cosa significa? È vero che «alcalinizzando l’organismo» si vive meglio? Bisogna partire dall’inizio, ed essendo l’argomento molto tecnico proverò un po’ a semplificarlo..."

"Il nostro sangue ha un pH lievemente alcalino: più o meno di 7,4. Se questo valore diminuisse o aumentasse anche di poco, non potremmo sopravvivere. In realtà il nostro pH non è fisso però viene subito riportato nella norma da una serie di meccanismi che il nostro organismo mette in atto involontariamente, ma in maniera visibile, mediante due mezzi: i reni e la respirazione.
Se per qualsiasi motivo il pH del nostro organismo non è stabile si entra in uno stato patologico: se si va verso l’acidità si parla di «acidosi metabolica», al contrario di «alcalosi metabolica». Sono due condizioni che, in caso non vengano rapidamente risolte, possono portare alla morte in breve tempo. Ecco il perché di un sistema tanto complicato: altrimenti basterebbe mangiare un pomodoro per rendere acido il plasma sanguigno e morire o assumere un cucchiaio di bicarbonato di sodio per avvelenarsi."

"Ma allora perché seguire una «dieta alcalina» o voler «alcalinizzare il corpo»? A cosa serve? Sarebbe davvero un beneficio per la salute? Sono tanti i siti pseudoscientifici e i «naturopati» che consigliano una dieta ricca di alcali per migliorare la condizione del nostro organismo ed evitare spiacevoli disturbi. Mangiando in particolare frutta
, alcuni legumi, ma soprattutto evitando cibi acidi quali la carne, i grassi, i fritti, il nostro corpo ne risulterebbe «alcalinizzato», con un risultato eccezionale sulla salute.
Qualcuno che ha seguito questa «dieta» riferisce di benefici evidenti e sostiene di godere di un migliore stato di salute: probabilmente non pensa al fatto che non è il «bizzarro» regime alimentare a farlo stare meglio ma la maggiore attenzione a ciò che ingerisce, evitando cibi grassi e pesanti. Esistono almeno tre motivi per i quali nutrirsi di alimenti «alcalini» non serve a nulla in termini di salute: ...."
"Qualcuno sostiene che questa dieta prevenga e curi alcune malattie, anche gravi. In realtà è una bugia, non serve a nulla, è semplicemente una truffa inutile: una bufala."


lunedì, marzo 10, 2014

Camminata di allenamento

Ieri abbiamo inaugurato la prima giornata manichecortabile della stagione con una bella camminata. Eh, sì. In vista del cammino transappenninico di metà giugno (130Km in cinque giorni) dobbiamo allenarci un po'.
Siamo partiti verso le 12:30, e, dopo un giro di perlustrazione dei nuovi sentieri e del nuovo caffè del quartiere, ci siamo incamminati verso il Kloster Neuburg.
Poi siamo saliti e ridiscesi fino al Philosophenweg.


E, durante l'attraversamento del ponte sul Neckar, non poteva certo mancare la foto del tramonto sul fiume.

In tutto abbiamo percorso più di 18 Km. Ben più di metà della tappa media del nostro futuro cammino.

Ah, il prossimo finesettimana ci faremo il cammino transappenninico in macchina per capire meglio il percorso.

giovedì, marzo 06, 2014

Il rinascimento: Recorde e il simbolo =; Bombelli, gli irrazionali e i complessi coniugati - Numeri e Geometria attraverso la storia

Nella puntata precedente abbiamo parlato dell'ingarbugliata questione della soluzione dell'equazione cubica. Il problema che tanto aveva infruttuosamente impegnato le menti di molti grandi matematici greci, cinesi, indiani e islamici, era stato finalmente risolto da Del Ferro, Tartaglia e Cardano.
A vedere i nomi affiancati qualcuno potrebbe pensare che si trattò di un lavoro di gruppo. Tutt'altro! Quello che fu probabilmente il maggiore contributo dato all'algebra da quando i babilonesi avevano capito come risolvere le equazioni di secondo grado quattromila anni prima, fu il risultato di inganni e battaglie tra i tre matematici. E l'ingiustizia si propaga fino a oggi attraverso la denominazione delle risultanti formule di risoluzione. Chiamate ancora formule di Cardano ignorando così i contributi di Del Ferro e Tartaglia.

Due puntate fa si era parlato invece di Luca Pacioli, dei matematici tedeschi, dei nuovi simboli (+, - e √) e delle nuove notazioni.
Volendo estendere il tema dell'introduzione di nuovi simboli possiamo citare Robert Recorde (1510 – 1558) che fu l'unico matematico degno di nota nell'Inghilterra del XVI secolo. Recorde studiò e insegnò matematica a Oxford e a Cambridge, ottenne il titolo di dottore in medicina a Cambridge e arrivò ad essere il medico personale di Edoardo VI e Maria Stuarda.

Un anno prima della sua morte, nel 1557, Recorde pubblicò The Whetstone of Witte. In questo libro compare per la prima volta il simbolo = per l'uguaglianza. Passò tuttavia più di un secolo prima che tale simbolo si affermasse sugli simboli altri preesistenti.

A questo punto possiamo tornare in Italia e citare un altro importante algebrista: Raffaele Bombelli (Bologna, 1526 – Roma, 1573). Essendo nato venticinque anni dopo Cardano, Bombelli si formò anche sui lavori del grande algebrista che lo aveva preceduto e probabilmente seguì pure la questione della contesa soluzione dell'equazione cubica.
Sebbene già introdotti nelle formule risolutive di Del Ferro-Tartaglia-Cardano, i numeri complessi non possedevano ancora una vera dignità di numeri. Fu proprio Bombelli a imprimere un forte impulso in quella direzione attraverso la definizione di regole per l'addizione, la sottrazione, la moltiplicazione, e la divisione dei numeri complessi.
Bombelli ebbe anche un'importante intuizione che anticipò il ruolo importante che i complessi coniugati avrebbero ricoperto in futuro1.
Un altro contributo del matematico bolognese fu quello relativo alla notazione algebrica usata nella sua grande opera: L'Algebra. Notazione che impresse una forte spinta all'algebra sincopata del tempo nel suo cammino verso l'algebra simbolica moderna.
Per mostrare la notazione di Bombelli ho rubato l'immagine di destra al blog Fermat's Last Theorem3. Bombelli però, nel suo lavoro, non usò il simbolo = per l'uguaglianza. Seppure già introdotto da Recorde, infatti, quel simbolo si trovava ancora a distanze troppo grandi dalla penisola.
Due puntate fa avevamo anche visto come Stifel  prese in considerazione una questione che tormentò molti matematici che lo avevano preceduto e che ne tormenterà altri che lo seguiranno. E cioè se gli irrazionali possano essere considerati numeri oppure no. Stifel era combattuto tra l'accettarli come veri numeri e il rifiutarli in quanto la loro rappresentazione avrebbe richiesto un numero infinito di cifre dopo la virgola. Bè, Bombelli apportò un contributo anche qui attraverso un'ipotesi che conoscerà un grande successo. E cioè che ci sia una corrispondenza biunivoca tra i numeri reali e le lunghezze su una rettaBombelli definì quindi le quattro operazioni su tali lunghezze e usò quelle per definire le quattro operazioni sui numeri reali.2 In tal modo egli fornì una nuova tecnica per risolvere il millenario problema dei numeri irrazionali. Tuttavia, così come i precedenti tentativi di risolvere le difficoltà relative all'inclusione degli irrazionali tra i numeri, anche questo tentativo non risolveva del tutto il problema in quanto rendeva i numeri reali un'entità dipendente dalla geometria.

Nella prossima puntata parleremo dell'introduzione di altri simboli e di Copernico.

Puntate precedenti...

Indice della serie

1 Carl B. Boyer: Storia della matematica, Oscar Saggi Mondadori
3 Fermat's Last Theorem (blog), Rafael Bombelli.

domenica, marzo 02, 2014

Efficienza nordica?

- Questo piano è stato fissato con del silicone - dice TC esprimendosi in un tedesco semidialettale e veloce, con suoni gutturali ai limiti della comprensibilità umana, dopo aver esercitato un po’ di pressione verso l’alto sulla parte inferiore del piano cottura. - Chi lo ha montato? - chiede poi.
- Sia la cucina sia il piano cottura sono stati acquistati in Italia e sono stati montati da una ditta venuta dall'Italia - risponde D.
- Allora la garanzia non è valida - dice TC.
- Veramente abbiamo controllato con la casa madre italiana e lì ci è stato detto che la garanzia ha valore internazionale. Se vuole possiamo richiamarli.
- No, lasci stare. Anche se non è valida lo sistemiamo lo stesso. Comunque - continua tornando a visionare il piano - il lavoro di installazione è stato fatto malissimo. Non hanno installato la guarnizione tra il piano cottura e il piano della cucina ed è stato usato del silicone per fissare il piano cottura sul piano della cucina - dice TC. Poi continua con una quasi incomprensibile giaculatoria in un proto-teutonico delle valli sveve. Quello che D riesce a interpretare è: che TC si rifiuta di smontare quel piano cottura, che sarebbe dovuta tornare la ditta dall'Italia per smontarlo e che lui sarebbe tornato solo a piano già smontato.
A quel punto Z decide di consultare il titolare della ditta italiana, il quale, dopo un commento non propriamente agiografico sulle qualità tecniche di TC, dice a Z - Lasciatelo perdere. Torno io dall'Italia e mi faccio rimborsare il viaggio dalla casa madre.
Dopo l'uscita di scena di TC, Z dice a D che lei, tra i rapidi latrati è riuscita a decifrare un commento di disprezzo di TC relativo agli italiani e al loro modo di lavorare. Frattanto il titolare della ditta italiana richiama Z e le dice - Secondo me per risolvere il problema basta una spatola.
Z passa quindi la spatola lungo il perimetro tra il piano cottura e il piano della cucina e, in cinque minuti, riusce a sollevare il piano cottura. Del fantomatico silicone non se ne trova traccia. Troviamo invece la guarnizione nera che secondo TC non era stata installata.
D richiama quindi TC dicendogli - Guardi può pure tornare perché il lavoro lo ha fatto mia moglie in cinque minuti con una spatola.
- Non è necessario che io torni - dice TC. - Ordino subito il nuovo piano cottura e entro una settimana vengo a sostituirlo.
Dopo due settimane, non avendo ricevuto più notizie, D prova più volte a richiamare inutilmente TC. Dopo due giorni di tentativi D riceve un SMS di risposta dove TC lo informa che non poteva rispondere perché al volante. D gli risponde per SMS chiedendogli il motivo del ritardo ma non riceve alcuna risposta. Poi prova ancora a richiamare ma non riceve di nuovo risposta. Il giorno successivo TC si degna infine di rispondere a una delle chiamate di D e, dopo varie richieste di parlare più lentamente e chiaramente, D riesce a capire che TC il pezzo lo ha ordinato e che non è colpa sua se il pezzo non arriva. D obietta che può anche comprendere il ritardo, ma che, come cliente, dovrebbe esserne almeno informato e che non gli pare un buon supporto ai clienti quello che non risponde alle chiamate degli stessi che chiedono informazioni su promesse non mantenute.
Finalmente, dopo più di due settimane oltre la data promessa, TC informa D che il piano cottura è arrivato. Qualche giorno dopo, TC torna da D per montarlo.
Non appena smontato il piano TC ricomincia la sua giaculatorie ai limiti della comprensibilità con diversi riferimenti al fato che il lavoro è stato fatto male dagli italiani. Inizialmente D ignora i commenti e si fa spiegare il problema. Sembra che il collegamento del filo non sia stato fatto correttamente e che il cavo non sia quello giusto. D cerca di spiegargli che il cavo era stato installato dall'impresa costruttrice tedesca, quella che ha costruito l’edifico, sotto esplicita richiesta che il cavo dovesse essere adeguato per un piano cottura. Ma D non riesce nell'intento di spiegare il fatto perché TC è troppo impegnato nella sua giaculatoria.
- Qui siamo in Germania - dice infine TC - un lavoro del genere va forse bene per l’Italia ma non qui - continua assumendo che anche il cavo fosse stato installato dalla ditta italiana. - Tornerò solo quando questo cavo sarà stato sostituito.
Non riuscendo più a ignorare tali sproloqui D dice a TC che è stufo dei suoi commenti offensivi di stampo pregiudiziale e razzistico.
- Lei deve stare molto attento a quello che dice - dice D avvicinandosi col dito alzato. TC lo fissa un istante e prova a parlare. - Lo sa che ci sono anche delle leggi contro la discriminazione? - lo interrompe D.
- Io sono mezzo italiano e amo l'Italia - risponde TC in italiano con tono concitato.
D lo fissa con sguardo esterrefatto. - Non ci posso credere - dice poi portandosi una mano alla testa. - Ma che c****o di comportamento è!? Perché mi parlavi in quel modo allora?
- No io... - biascica TC riprendendo a parlare in tedesco. - È che l'italiano non lo parlo e non lo capisco quasi per niente.

lunedì, febbraio 24, 2014

Aggiornamenti orchestral-escursionistici

Allora, i tre concerti hanno avuto luogo.

Per quello più importante nella Stadthalle di Heidelberg, la sala era piena. Devono essere state più di mille di persone. E noi abbiamo suonato in modo soddisfacente. Nonostante il precario stato di salute del nostro direttore.
In precedenza c'erano stati i due concerti scolastici con la solita divertente presentazione istrionica del nostro direttore. Che ha introdotto i pezzi
mostrando anche il dipinto di Arnold Böcklin a cui Rachmaninov si ispirò per comporre l'omonimo pezzo L'isola dei morti.
Domenica, invece, ci siamo fatti una camminata di una decina di chilometri nella Ketscher Rheininsel (isola di Ketsch sul Reno).
E alla fine ci siamo pure persi. Un tocco di brivido che ha reso la camminata più interessante e ci ga permesso di goderci il tramonto renano.

venerdì, febbraio 21, 2014

L'anti-Esopo ovvero della rinuncia all'uva ma non al desiderio

- Ecco, questa è la cosa che vorrei di più in questo momento - disse Linda guardando quel volto scavato.
L'uomo tacque. - Sei sicura che questo obiettivo tu lo voglia raggiungere per te stessa? - disse infine fissandola con occhi inespressivi.
- E per chi altrimenti? - rispose subito Linda. - Per i miei forse? - continuò spostando lo sguardo verso l'alto.
- Non lo so. Magari per qualcun altro - disse l'uomo tornando a fissarla. - Comunque la mia impressione - riprese dopo una lunga pausa - è che lei dentro di sé abbia già deciso.
- E che cosa avrei deciso? - disse Linda con un espressione carica di sorpresa.
- Secondo me lei ha già rinunciato a quell'obiettivo ma continua a rincorrere quell'idea. Non vuole mollare quel desiderio. Se lo tiene stretto come un'ancora di salvezza. E, un po' come in un favola di Esopo ribaltata, lei ha già rinunciato all'uva ma vuole continuare a desiderarla.

mercoledì, febbraio 19, 2014

Il gusto della vita

Il gusto della vita (Fabrizio Falco recita Pirandello)

Perché, caro signore, non sappiamo da che cosa sia fatto, ma c’è, c’è ce lo sentiamo tutti qua, come un’angoscia nella gola, il gusto della vita, che non si soddisfa mai, che non si può mai soddisfare, perché la vita, nell'atto stesso che la viviamo, è così sempre ingorda di sé stessa, che non si lascia assaporare. Il sapore è nel passato, che ci rimane vivo dentro. Il gusto della vita ci viene di là, dai ricordi che ci tengono legati. Ma legati a che cosa? A questa sciocchezza qua... a queste noje... a tante stupide illusioni... insulse occupazioni... Sì sì. Questa che ora qua è una sciocchezza... questa che ora qua è una noja... e arrivo finanche a dire questa che ora è per noi una sventura, una vera sventura... sissignori, a distanza di quattro, cinque, dieci anni, chi sa che sapore acquisterà... che gusto, queste lagrime... E la vita, perdio, al solo pensiero di perderla... specialmente quando si sa che è questione di giorni... – Ecco... vede là? dico là, a quel cantone... vede quell'ombra malinconica di donna? Ecco, s’è nascosta!

lunedì, febbraio 17, 2014

Il conte di Montecristo e C'era una volta in America

Mi sto accorgendo che c'è un certo parallelo tra "Il conte di Montecristo" e "C'era una volta in America". Qualcuno è in grado di confermare o smentire?

 

venerdì, febbraio 14, 2014

Carnevale della Matematica #70: È più scientifica la matematica o è più matematica la scienza?

L'edizione valentiniana del Carnevale della Matematica ha come tema "È più scientifica la matematica o è più matematica la scienza?" A ospitarlo sono i Rudi Mathematici.
Il tema è interessantissimo e il contenuto pure.
Così i Rudi introducono il mio contributo:

Iniziamo dall'alto, da chi ruba il nome agli dei. Primo contributo arrivato è di Dioniso, da Pitagora e dintorni, con lo stesso titolo di questo Carnevale: È più scientifica la matematica o è più matematica la scienza?. In un secondo tempo, ispirato come non mai, ci manda anche La matematicità della scienza – può la somma di tutti i numeri interi tendere a un numero negativo?, che non è una domanda da poco.


Gianluigi Filippelli ospiterà il prossimo carnevale su Dropsea.

Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale

domenica, febbraio 09, 2014

La matematicità della scienza - può la somma di tutti i numeri interi tendere a un numero negativo?

- Senta, volevo tornare sull'argomento di quanto matematica sia la scienza.
- Illustre Pitagora! Con tutto il rispetto. Ma venite a disturbare il mio sogno per questo? Mi trovavo in una situazione... Beh, lasciamo perdere. Non potremmo risentirci domani?
- No, domani c'è la festa di compleanno di Crono. Mi stia a sentire. Se sommo 1+2 che cosa ottengo?
- Ma mi rovinate l'attività onirica per chiedermi tali banalità!?
- Risponda! È a partire dalle banalità che si scoprono le grandi verità.
- Scusate maestro. Otteniamo 3.
- E se sommo 1+2+3 che cosa ottengo?
- Otteniamo 6.
- E se sommo 1+2+3+4?
- Ma dovremo andare avanti per molto? ... Ah, ho capito dove volete arrivare: 1, 3, 6, 10... I numeri triangolari! Una vecchia gloria della scuola pitagorica.
- Ma no, no. Non è di quello che volevo parlare. Quello che volevo chiederle è: se andiamo avanti che succederà a quella somma?
- Beh, il risultato sarà via via più grande.
- E quindi se si va avanti indefinitamente?
- Credo che
\sum_{n=1}^{\infin} n  = ∞
- Meno male qualcuno con un po' di sale in zucca. E se uno le venisse a dire che quella somma di infiniti addendi è un numero finito e addirittura negativo? E precisamente
 \sum_{n=1}^{\infin} n  = -1/12 ,
lei che cosa direbbe.
- Beh, che forse alle feste di Crono si beve troppo Ciceone.
- Sì, ma Crono non c'entra nulla. Guardi qua:


- Allora. È matematica la scienza quando mi dimostra che \sum_{n=1}^{\infin} n  = -1/12 ?
- Però non avevamo detto che la scienza non poteva prescindere dalla matematica e invece il viceversa sì?
- Sì, la scienza non può prescindere dalla matematica ma non per questo si può attribuire alla scienza una rigorosa matematicità. E infatti quando gli scienziati giocano con la matematica riescono anche a produrre tali bestialità.
- Io non ne sarei così sicuro - fa una voce severa in lontananza. Man mano che si avvicina, da dietro la tunica di quella figura snella e slanciata, si scopre lentamente un'altra figura più tozza e massiccia.
- Non è per niente una bestialità - rincara la dose il secondo uomo mentre si liscia i baffi.
- E voi chi sareste?
- Luigi Guido Grandi per servirla- risponde il frate.
Ernesto Cesaro. Con l'accento sulla a - dice il secondo.
- Se applichiamo la sua definizione di somma della serie - riprende il frate indicando Cesaro - otterremo che la mia serie sarebbe uguale a un mezzo. Quindi quel risultato non è poi così assurdo.
- Ah, davvero!? - fa Pitagora. - Non sarebbe così assurdo? Allora applichiamo la definizione di Cesaro anche alla serie iniziale \sum_{n=1}^{\infin} n. Quello che otterremmo è la successione: 1, 4/2, 10/3, 20/4, 35/5, 56/6, = 1, 2, 3 + 1/3, 5, 7, 9 + 1/3, ... Le pare che questa converga a -1/12? Quindi due percorsi logici ci portano ad eguagliare lo stesso oggetto matematico a due numeri diversi. Questo non può che significare la fallacia di uno dei due. E quale dei due percorsi logici vi pare essere più fallace? Quello che assegna alla somma di tutti i numeri interi un numero indefinitamente grande o quello che le assegna una frazione negativa? - mi chiede il maestro.
- Beh, direi quello che assegna un numero indef ... - Il frate e Cesaro mi fissano con fare poco rassicurante. - O forse quello che assegna una fraz... - I tre si avvicinano minacciosamente.
tititititì tititititì tititititì tititititì

Per un approfondimento

Aggiornamenti
Segnalo anche il post di Juhan: Roba da matematti; che cita e approfondisce questo post. E poi è venuto anche quello di Maurizio Codogno: Non accettate somme dagli sconosciuti; che cita e riapprofondisce entrambi.

giovedì, gennaio 30, 2014

È più scientifica la matematica o è più matematica la scienza?

- Signore e signori. Filosofi e psicologi. Matematici e fisici. Sono lieto di aprire questa tavola rotonda sull'enigmatico quesito che ci è stato posto da i rudimathematici. Vorrei cominciare dall'ospite con la più lunga esperienza in materia. Più di due millenni e mezzo, pensate. L'illustre Pitagora! Maestro, chi meglio di voi può darci una risposta illuminante all'enigmatico quesito?
- Non mi parli di enigmatici quesiti per favore. I Campi Elisi sono affollati di gente che viene a pormi enigmatici quesiti. "Avete un enigmatico quesito? E che ci vuole! Abbiamo tra di noi il grande Pitagora!" E allora rispondi ai quesiti di Crono, rispondi ai quesiti di Achille, rispondi ai quesiti della tartaruga...
- Capisco il fastidio Maestro. Ma qui siamo di fronte a un tema al quale voi non saprete resistere.
- Ah sì? E sentiamo un po' quale sarebbe questo tema al quale non saprei resistere!
- Allora, il questo è.... (rullo di tamburi e arpeggi di lira) ... : "È più scientifica la matematica o è più matematica la scienza?"
- Per tutti gli dei dell'Olimpo! Ma che quesito è questo! Avrebbe potuto chiedermi della matematica delle corde. Avrebbe potuto indagare i misteri dei triangoli rettangoli e del pentagramma. Avrebbe potuto scoprire gli enigmi dei numeri triangolari e quadrati. E invece lei che cosa viene a chiedermi? Un'ovvietà!
- Scusatemi Maestro, ma per molti di noi non è un'ovvietà.
- Ma a una domanda del genere saprebbe rispondere anche Crono. Senta qua! Oh Crono signore del Campi Elisi. Rispondete voi al quesito di questo sfrontato: "È più scientifica la matematica o è più matematica la scienza?"
Le nuvole si squarciano, si ode un boato come di tuono e poi una voce stridula e roca allo stesso tempo:  - Che cosa!? Se è più salvifica la tematica o più tematica la lonza? Ma la lonza intesa come animale o come salume?
- Beh, lasciamo perdere. Tornate pure al vostro divino riposo oh Crono! - urla Pitagora verso il cielo. Poi, voltandosi: - Ma, tornando invece a noi, è ovvio! Allora mettiamola così. Se le chiedessi: potrebbe esistere la scienza senza la matematica, lei che risponderebbe?
- Beh... Non saprei.... Forse…
- Pensi alla fisica. Potrebbero esistere le leggi del moto di Newton senza la matematica?
- Ehm… Effe uguale emme per a… No, penso di no.
- Vediamo di esserne più certi allora. Potrebbe esistere la teoria della relatività senza la matematica?
- Dunque…   ... No, direi di no. Non vedo come si potrebbero formulare leggi così complesse...
- Dunque, quale conclusione ne possiamo trarre?
- Forse si può dire che... Ma scusi un momento illustre Pitagora. Vedo che il professor Freud si sta inquietando. Vuole controbattere professore?
- La psicoanalisi! - esclama Freud fissando Pitagora. - Dove vogliamo mettere la psicoanalisi? - continua sbuffando una nuvoletta di fumo denso dopo aver aspirato dal suo sigaro.
- Ma ecco che anche il professor Popper chiede la parola.
- Una tale obiezione falsificherebbe la tesi del collega Pitagora - dice Karl Popper. - Ma solo a patto che la psicoanalisi si possa considerare una scienza.
- Che cosa vorrebbe insinuare!? - replica Freud spegnendo violentemente il suo sigaro. - Che la psicoanalisi non è una scienza!?
- Nein, sie ist keine Wissenschaft!
- Calmiamoci, calmiamoci esimi professori. Sembra che anche il professor Galilei voglia aggiungere qualcosa.
- Serenissimi colleghi volevo solo dire - fa Galileo Galilei lisciandosi la barba bianca - che parmi la cosa dipendere da quel che s'intenda per scienza. Scienza come conoscenza dotata di costrutto, oppure come quella cosa costruita usando il mio metodo?
- Adesso non impantaniamoci in cavilli epistemologici - riprende Pitagora. - Abbiamo trovato la risposta alla mia prima domanda... A meno di trascurabili e discutibili eccezioni - continua guardando i due austriaci. - E ora consideri il viceversa - aggiunge tornando a guardarmi. - Potrebbe esistere la matematica senza la scienza?
- Beh, penso di sì. Molta matematica è stata creata senza alcun corrispettivo nella realtà.
- Quindi la risposta all'«enigmatico quesito»" mi pare a questo punto triviale. La scienza è inestricabilmente intrisa di matematica, ma la matematica prescinde dalla scienza. È il numero! - continua Pitagora in crescendo. - È il numero che cela in se le leggi per interpretare la realtà che ci circonda. È il numero che tutto ha generato. È il numero il principio primo. Πάντα αριθμός εστι. - conclude il samio con voce potente carica di misticismo.
- Mi permetto di dissentire - interviene il più giovane del gruppo, George Lakos, distruggendo l'incanto del momento. - Potremmo ribaltare la prospettiva e affermare che la matematica è stata sviluppata dalle nostre menti proprio per interpretare la realtà che osserviamo. Quindi essa può essere vista come la chiave di lettura creata ad hoc. Una sorta di guaina deformabile e strutturata che avvolge progressivamente la nostra percezione dell'universo sensibile e che si spinge oltre i confini del sensibile. Una mirabile creazione delle menti umane. La creazione che ci rende più simili alla divinità. Ma pur sempre una creazione.
- Quindi lei sosterrebbe che i numeri e tutta la matematica siano un prodotto della mente umana!?
- Sì. Il numero è una creazione della nostra mente generata dalla subitizzazione. E tutto il resto della matematica è generato attraverso speculazioni della nostra mente. Di conseguenza il numero non possiede una sua esistenza al di fuori del cervello umano. E la matematica funziona per la descrizione dell'universo in quanto l'universo stesso ha guidato l'evoluzione del cervello a costituire uno strumento di investigazione efficace. Quindi possiamo concludere che...
- Ma la smetta!
- Senta, io non l'ho interrotta quando lei stava parlando e ora lei faccia parlare me.
- Ma lei dice stupidaggini...
- Io direi stupidaggini! E allora vogliamo parlare della sua teoria sulla musica delle sfere? Che cos'è che dicevate? Che i pianeti emettono suoni ma noi non li sentiamo perché il nostro orecchio si è abituato a quei suoni costantemente presenti?
- Se lei possedesse un po' d'intelligenza le potrei rispondere che fu proprio a partire dalla nostra teoria sulla musica delle sfere che Keplero sviluppò le sue leggi. Ma la sua sfrontatezza è intollerabile e non la tollererò. Oh Crono signore del Campi Elisi fulminatelo e riportatemi tra di voi.
Le nuvole si squarciano, si ode un boato come di tuono e poi un raggio di sole illumina George Lakos e una voce stridula e roca intona:

Su di noi nemmeno una nuvola 
su di noi l'amore è una favola

- Divino Crono, ma che succede!?
- Come che succede. Non mi ha appena detto: illuminatelo e ricordatemi "Su di noi"? 

lunedì, gennaio 20, 2014

Stagione invernale: Glazunov, Rachmaninov, Kabalevskij, Šostakovič e Chačaturjan

A noi della Musikfreunde Heidelberg i compositori russi piacciono proprio. Eh sì! Come un anno fa. Anzi di più. Perché stavolta i compositori saranno tutti totalmente russi.

Se vi troverete nei dintorni di Heidelberg il 15 febbraio o di Gernsbach o di Leutershausen il fine settimana precedente siete invitati.

Suoneremo Sabato 15 Febbraio alle 19:00 nella Stadthalle di Heidelberg

Programma:

Aleksandr Konstantinovič Glazunov (Александр Константинович Глазунов) - (San Pietroburgo 1865-1936) - Sinfonia numero 4 in mi bemolle maggiore op.48 (1893);




Sergej Vasil'evič Rachmaninov (Velikij Novgorod, 1873 – Beverly Hills, 1943) - L'isola dei morti, Op. 29 1908-1909




Dmitrij Borisovič Kabalevskij (Дмитрий Борисович Кабалевский) (San Pietroburgo, 1904 – Mosca, 1987) - I comedianti Op. 26



Dmitrij Dmitrievič Šostakovič (1906 - 1975) - Ouverture festiva, op. 96



Aram Il'ič Chačaturjan (Tblisi, 1903 – Mosca, 1978) (Qui siamo di fronte all'eccezione nel programma. Chačaturjan si può infatti definire sovietico ma non russo. E più precisamente armeno. Ma questo è il pezzo preparato in caso di richiesta di bis.) - Gayane: Suite No. 1 (ultimo movimento Lezginka).


venerdì, gennaio 17, 2014

Il metodo Stamina spiegato a Presa diretta: una lezione per Le Iene

Ecco un esempio di giornalismo un po' più serio dove si cerca di mostrare i fatti nella loro interezza e complessità.
Una lezione per Le Iene, che, con la loro disinformazione infarcita di analfabetismo scientifico e rincorsa al caso pietoso da dare in pasto al popolo di complottisti, hanno fatto passare un truffatore per un benefattore dell'umanità.
Consiglio la visione di questa puntata (Il metodo Stamina - Presa diretta del 13/01/2014) a tutti quelli che volessero avere una visione dei fatti un po' più completa.

mercoledì, gennaio 15, 2014

Carnevale della Matematica #69: Macchine Matematiche Antiche E Moderne

Il primo Carnevale della Matematica del 2014, il numero 69, ha come tema: Macchine Matematiche Antiche E Moderne. A ospitarlo è Annarita Ruberto, sul suo blog http://www.lanostra-matematica.org/.
Un fantastico carnevale con un numero di contributi da primato.
Così Annarita Ruberto introduce il mio contributo:

Dioniso arriva trafelato, quasi allo scadere della deadline, con il contributo "Pitagora (settima parte) - la morte di Pitagora e il grande contributo dei pitagorici", l'ultima parte della serie storica su Pitagora.

Ne riporto l'introduzione:
"Nella puntata precedente abbiamo visto i tre modi possibili con cui probabilmente Ippaso individuò un oggetto la cui misura non si può esprimere come un rapporto tra numeri interi e che tale oggetto mise in crisi il modello cosmologico dei pitagorici. Nella quinta puntata avevamo già detto che, secondo Giamblico1, dopo la scoperta dell'oggetto incommensurabile e dopo il suo rifiuto di mantenere la segretezza di tale scoperta, Ippaso venne condannato a morte per annegamento.Ma che successe alla scuola dopo il crollo delle fondamenta teoriche?Sembra che la scuola continuò a funzionare e che addirittura il suo potere crebbe. Forse una tal scoperta non ebbe così tanta risonanza al di fuori della confraternita."
Ma, a parte il mio, il carnevale è pieno di contributi interessantissimi. Tra cui anche quelli degli allievi di Annarita Ruberto. E quindi che aspettate ad andare a leggervelo?


Il carnevale si conclude con la segnalazione del prossimo ospite.


Siamo arrivati alla fine! Vi ricordo che  il prossimo Carnevale della Matematica, ovvero il n. 70,  sarà ospitato  dai Rudi Matematici sul Blog di Le Scienze.


Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale


martedì, gennaio 14, 2014

'Le Iene'" e le bufale scientifiche

"L'hanno detto a 'Le Iene'" ha la stessa attendibilità scientifica di "me l'ha detto mio cuggino"

È la prima simpatica regola dell'interessante tetralogo per riconoscere le bufale pubblicato su Gravita Zero. Vi consiglio la lettura dell'articolo originale:

If I go insane, please don't put your wires in my brain


If I were a swan, I'd be gone.
If I were a train, I'd be late.
And if I were a good man, I'd talk with you more often than I do.
If I were to sleep, I could dream.
If I were afraid, I could hide.
If I go insane, please don't put your wires in my brain.