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venerdì, giugno 10, 2016

L'habanero di 9 anni

Pensavo che l'habanero di 9 anni avesse tirato le cuoia. Da qualche hanno, viste le nostre frequesnti assenze, sto usando i vasi con il serbatoio. Di recente dal vaso dell'habanero proveniva uno strano odore e la pianta non assorbiva più l'acqua. Ho deciso quindi di smontare il vaso e ho trovato una fitta rete di radici che, dopo aver invaso il serbatoio d'acqua, stavano marcendo. Allora ho eliminato quelle radici e ho rinnovato un po' la terra. Dopo qualche giorno tutte le foglie del peperoncino si sono seccate. Pur dandolo per spacciato ho tentato una cura chirurgica in extremis: potatura drastica. E ora pare che il 9-enne si stia riprendendo.
Il ficus, invece, di anni ne avrà almeno 16. E, vista la sua maturità sessuale, di recente ha anche dato alla luce un fiscusino.

giovedì, maggio 09, 2013

La propedeutica del trasloco

Oggi, soprattutto Zucchero, ma a fine giornata anch'io, abbiamo dedicato questa festività dell'ascensione alla propedeutica del trasloco.
Chi mi conosce sa che sono molto riluttante a liberarmi delle cose vecchie. Collego moltissimi oggetti a ricordi di momenti o persone. E liberarmene mi provoca sempre un po' di disagio. Ma in momenti come questi bisogna scendere a compromessi.
Per cui, approfittando anche dell'assenza di diversi vicini, abbiamo semiriempito i cassonetti differenziando ovviamente il differenziabile. E il cassonnetto più gettonato è stato quello del biologico. È lì infatti che sono finiti i resti di alcune delle mie piante. Tra le quali il nostro abete rosso, e il pino domestico: un beerdigung che andava fatto.

venerdì, agosto 17, 2012

Le ricette scientifiche di Bressanini: il pesto (quasi) genovese

Prima di partire per una lunga vacanza una delle incombenze per noi appassionati incompresi del balconaggio è quella di trovare un amico disposto ad aver cura dei nostri piccoli.
Una volta avevamo i nostri simpaticissimi e affidabilissimi amici crimei (Qui i racconti del nostro viaggio per le loro nozze crimee) che si prendevano cura di tutto e soprattutto respingevano le incursioni intrusive di Mortisia e Mortimer, ma ora che loro sono altrove non possiamo certo chiedere di annaffiare le piante proprio a Mortisia e Mortimer.
Individuata quindi la sfortunata e gentilissima amica che si è prestata a farsi due chilometri in bicicletta più volte a settimana e che sarà ricompensata a suon di salamelle e bottiglie d'olio, a noi non rimane che effettuare l'ultima annaffiata e i lavori di disposizione delle piante per minimizzare lo sforzo della nostra amica.
In tutto ciò, guardando il grosso vaso del basilico con le sue grandi, verdi e rigogliose foglie mi son detto: lui non ce la farà di sicuro. E allora perché non dargli modo di esprimersi ora che è nel pieno della sua bellezza e prestanza giovanile?
E così sono andato a rispolverare tra le ricette scientifiche di Bressanini quella del pesto (quasi) genovese.
Ho seguito quasi alla lettera le indicazioni del quasi pesto. Solo che Bressanini ci dice "Lo raccogliete e lo pesate (io peso tutto quando cucino) per meglio dosare gli altri ingredienti", ma poi non ci fornisce i dosaggi. Così io ho seguito questi dosaggi trovati su una delle migliaia ricette che si trovano in giro 

(Note 1/1/24 e 13/7/25: Ho ottenuto il risultato migliore, seguendo la tecnica del congelatore di Bressanini e le proporzioni di questa ricetta: https://ricette.giallozafferano.it/Pesto-alla-Genovese.html - Visto che uso il mio piccolo frullatore, la tecnica migliore è di fare 50 g di basilico per volta, con 50 g di formaggio ripartito a metà tra pecorino e parmigiano, 50 g di olio, 20 g di pinoli, 2 g di sale grosso e uno spicchio d’aglio.
Il frullatore con i pinoli vanno nel congelatore, mentre il basilico, il formaggio e l’aglio, vanno nel vano 0º del frigorifero. Il tutto per 15-20 min.
Con queste quantità nel 2025 ho prodotto 185 g di pesto. (Lo so, è un po’ di più della somma degli ingredienti. Forse ho aggiunto un po’ di olio alla fine.)  E ho visto che una quantità ragionevole di pesto per ogni piatto è di circa 30 – 35 g Fine note.

INGREDIENTI PER 260 G DI PESTO: Basilico Genovese DOP 70 g; Olio extravergine d'oliva Ligure DOP 70 g; Parmigiano Reggiano DOP(Stravecchio) 50 g; Pecorino sardo (Fiore Sardo) 30 g; Pinoli 30 g; Aglio (di Vessalico) 2 spicchi, Sale grosso (marino) 3 g)
Peso foglie basilico 100, peso pinoli 40 (rimpiazzati con anacardi),  parmigiano 10, pecorino 20 (essendomi rimasto senza parmigiano e solo con del pecorino forte ho fatto pecorino 30), olio extra vergine oliva 100 (ho un po' abbondato), 1 spicchio d'aglio, peso sale grosso 6.
Il frullatore a bicchiere con basilico, olio e anacardi l'ho tenuto circa 20 minuti in congelatore.

Risultato: buona la consistenza e il colore, ma il sale era troppo. Penso che la metà (3) sarebbe stata più che sufficiente.
Quindi le note per il prossimo tentativo sono: metà sale, parmigiano e pecorino, e come bicchiere a immersione posso usare anche quello più piccolo con probabilmente più tornate di introduzioni di foglie.

sabato, marzo 24, 2012

Nuntio vobis gaudium magnum: Habemus Pomum!

Ne è spuntato uno! Esattamente 21 giorni dopo la semina.
E ora dovrò cercare di dare le giuste cure a questa prima pianta di Rubinette affinché possa resistere fino all'inverno per essere trapiantata nel terreno di mio padre in Sabina. Juhan, mi servono consigli!

Da notare anche il recente frutto dello Jalapeño, i cui semi prelevai da una donazione del mio amico Marcello.

sabato, marzo 03, 2012

Se son meli spunteranno

È da una decina d'anni che faccio la spesa al mercato del quartiere. E dopo una serie di approssimazioni successive ho trovato il mio fruttivendolo preferito. Per la verità si tratta di una preferenza relativa. Infatti nel quartiere confinante c'è n'è uno che mi piace di più. E se poi ci spostiamo verso gli acquisti diversamente ecologici, c'è anche il mio amato fruttivendolo italiano.
Ad ogni modo, quello che volevo dire è che dal primo di questi fruttivendoli, dopo altre approssimazioni successive, ho trovato il mio tipo di mela preferito. Dolce ma non troppo e molto aromatica. Solo di recente, dopo anni che la mangiavo, mi sono chiesto come si chiamasse. E mi è anche venuta l'idea di comprarne una piantina a piantarla nel terreno si mio padre in Sabina.
Sono così venuto a sapere che la varietà si chiama Rubinette. Ho chiesto quindi alla fruttivendola se vendevano anche le piantine. Dopo una telefonata con il principale la signora mi ha reindirizzato presso la Bioland Baumschule Frank Wetzel.
Oggi pomeriggio mi sono quindi inoltrato per i campi di Neuenheimer Feld ed ho raggiunto la scuola. Lì ho appreso che le Rubinette sono state selezionate e brevettate da uno svizzero. E il signore mi ha detto che a loro non conviene comprarle, visto che la scuola commercia principalmente il risultato delle proprie selezioni e che per aver senso dal punto di vista economico dovrebbero ordinarne almeno un migliaio di piante.
Mentre tornavo a casa deluso e infelice un pensiero ingenuo ha attraversato la mia mente: ma se mangiassi una mela, togliessi i semi e li piantassi in un vaso otterrei delle piantine? Detto fatto. Tornato in casa ho avviato l'esperimento. Riuscirò a farla al brevettatore svizzero? Seguiranno aggiornamenti.

venerdì, maggio 21, 2010

Nature morte: un ecatombe botanica

Quest'anno, nonostante le amorevoli cure (forse meno amorevoli degli altri anni?), abbiamo avuto una moria di piante alcune delle quali ci accompagnavano da anni.

Pino domestico: il più amato. Nato da un pinolo regalatomi da Zucchero nel 2005. Era il simbolo di una rinascita. La sua dipartita mi ha addolorato e inquietato.

Nespolo: nato da un seme intorno al 2001-2002.

Fico: acquistato lo scorso anno.

Rose: acquistato tre o quattro anni fa.

Rosmarino: prontamente rimpiazzato da rametti fatti germogliare in acqua su consiglio paterno.

Tulipani: acquistati quest'anno per Zucchero.

...eppure l'inverno non è neppure stato tra i peggiori. Che sarà stato? I primi effetti della profezia Maya?

lunedì, marzo 02, 2009

Colazione e balconaggio

Sabato mattina ero molto assonnato. Mi sono alzato un po' più tardi del solito. Sempre in tempo comunque per la mia spesa del sabato mattina prima che la folla esca di casa.

Ho inforcato la fida (ma nemmeno più tanto) Dulcinea e come al solito ho cominciato il giro con la panetteria di fiducia (nella foto) comprando due muffin ai mirtilli (fuori stagione, lo so), una briosche, un panino ed un einback (una sorta di maritozzo di pasta lievitata).

Ho proseguito il solito giro passando per la boulangerie francese, dove ho comprato due croissant e un tortino valparaiso (mousse di cioccolata fondente con sommità laccata con la medesima, cuore di mousse di cioccolata bianca, su una base biscottata).

Quindi il solito giro al mercato (nella foto), dove avevo poco da comprare. Ho preso solo un paio di teste d'aglio, un cosciotto d'agnello per il pranzo della domenica e del pesce (Heilbutt bianco, che si è poi rivelato una sòla, meglio quello normale) per la cena.

Tornato a casa ho preparato il caffè, il mio amatissimo tazzone di latte, la spremuta con le arance rosse siciliane e disposto i vari pezzi a tavola. Ci siamo concessi questa abbondante colazione. È stato molto piacevole.

Nel pomeriggio mi sono dedicato alle mie amate piante inaugurando i lavori della svasatura primaverile (anche se della primavera si è percepito un lontanissimo e timidissimo sentore solo negli ultimi due o tre giorni).
Il banano, essendo cresciuto troppo, necessitava di un vaso più grande.

Purtroppo quattro delle fragilissime foglie si sono irrimediabilmente danneggiate durante l'operazione ed ho dovuto amputarle.
Zucchero era nel nostro salotto, usuale dimora del banano. Mi ha visto uscire in tenuta da giardinaggio con quella pianta enorme (prima della cura) e rientrare con quella triste lontana parvenza del banano che fu (dopo la cura).
Una prima espressione di perplessità si è disegnata sul suo volto, per poi trasformarsi in una divertita risata.

Oltre al banano ho fornito di una nuova casa anche i famigerati habaneri: il jamaicano e i tre messicani. Con loro fortunatamente l'operazione è riuscita meglio.... almeno per ora. Dovranno passare sempre quelle due tre settimane di adattamento alla nuova dimora per poter dare la sentenza definitiva...

sabato, agosto 02, 2008

Nature Morte (Aggiornamenti botanici: un vizio di famiglia)

Per l'atmosfera vacanziera
che pervade la blogsfera
lascio a tutti questa schiera
di recenti nature morte
(anche se non proprio tutte)
paian belle oppure brutte

Pesto di pomodori secchi, frutta secca, peperoncino, aglio e olio.

Fico d'India con neofoglia.

Peperoncino messicano orgoglioso di aver confutato l'attribuzione marcelliana di sterilità.

Famigerato habanero affetto da gelosia.

Germogli di stelle alpine generate da semi di Vipiteno.

Banano heidelberghense.

Pomodori da balcone dionisiaco-zuccherino.

Rosmarino, alloro, maggiorana, timo, nespolo, menta romana, abete, pino domestico, peperoncini calabresi, dragoncello, salvia, origano.

Fiorentina biografica.

Fiorentina in cottura.

Fiorentina quasi cotta.

Porzione residua di Fiorentina.

Dionispapà innaffiante il suo orto indossando una delle vecchie magliette psichedeliche dionisiache.

Sezione pomodori 1.

Zucche castagna(*) (Hokkaido).

Bieta rossa(*), basilico e fagiolini.

Sezione pomodori 2 e fagiolini viola(*).

Sezione peperoni e melanzane.

Zucchine gialle(*) e verdi affettate e sbollentate in acqua e aceto da Dionismammà che vengono disposte nei cestelli dell'essiccatoio regalato da Zucchero e Dioniso a Dionispapà per il suo ultimo compleanno e che vengono lasciate essiccare per ore a temperatura tra i 35° e i 40°.

Nota: Viste le temperature odierne, ho suggerito a Dionispapà un comportamento ecologico; e cioè sistemare l'essiccatoio sul balcone e lasciarlo andare con la sola ventola accesa: senza resistenza.

(*): nati da semi tedeschi