martedì, agosto 27, 2013

Marmellata di more 2013

Dopo la pausa dello scorso anno, causa grossa penuria di more, quest'anno, per la precisione una settimana fa, siamo riusciti a cogliere due chili e seicento grammi di more in due sessioni: mattutina e pomeridiana.

Per trasformarle in marmellata abbiamo usato la stessa procedura di due anni fa. Dopo averle lavate, fatte appassire ed aver eliminato i semini, abbiamo ottenuto 1,67 Kg di passato di more. Abbiamo aggiunto 1 Kg di zucchero (meno del 60% contro il 65% di due anni fa)

e dopo l'ebollizione necessaria (meno di un'ora quest'anno) abbiamo ottenuto due chili e mezzo circa di marmellata.

Note per il prossimo anno
Non dimenticare i seguenti utilissimi strumenti: guanti da piluccatura di tessuto nero, uncini e forbici da potatura. Per eliminare i semini usare filtro più fine. Tu sai dov'è, tu sai com'è, tu sai perché.

domenica, agosto 18, 2013

Bugie pidielline


"Non si può ignorare il fatto che Silvio Berlusconi è stato eletto da oltre dieci milioni d'italiani e  che i giudici con quel verdetto hanno condannato anche quegli italiani" è il ritornello che in questi giorni si sente ripetere a sfinimento dai nani e dalle ballerine della corte.

I voti del PDL alle ultime elezioni sono stati 7.332.972 alla camera.
I giudici con quel verdetto hanno condannato solo lui e qualche altro cortigiano.
Anche se di milioni di voti ne avesse avuti venti o trenta le conseguenze del verdetto sarebbero rimaste invariate.

martedì, agosto 13, 2013

Insoddisfazioni

Entrò nell'ambulatorio che ormai da anni visitava almeno una volta al mese. Molto tempo era trascorso dall'inizio della storia che gli aveva irreversibilmente cambiato la vita. Sicuramente il più importante tra tutti gli eventi per cui lui registrava un prima e un dopo. L'infermiera che più spesso gli prelevava il sangue era una signora di mezza età. Magra e minuta, con il volto sghembo e rigato da rughe. Indossava sempre scarpe da ginnastica con la suola spessa e basculante. Forse per far fronte alle lunghe ore trascorse in piedi. L'impressione che Fosco ebbe quando la vide per la prima volta fu quella di una persona arcigna e scontrosa. I loro dialoghi si limitavano solitamente ai saluti e alle domande essenziali di carattere tecnico. Un giorno Fosco assistette a una telefonata in cui la signora veniva maltrattata da un paziente. Ebbe l'impressione che si trattasse di un paziente eccellente. E la signora dovette scusarsi ripetutamente. In quel momento Fosco percepì una forte empatia per quella signora spigolosa e infaticabile. La volta successiva le portò una scatola di cioccolatini. Poi le cose ripresero come sempre. Un'altra volta, durante l'innumerabile nuovo prelievo di sangue, Fosco sconfinò dalla solita comunicazione essenziale dicendosi affascinato da come si potesse riuscire a bucare una vena con un ago senza trafiggere la parte inferiore della stessa. La signora si mostrò lusingata e gli spiegò un po' la tecnica.
Quel giorno invece, dopo la solita attesa sulla poltrona da prelievo, Fosco vide la signora entrare mentre parlava in tono concitato con una sua giovane collega.

- Sono furiosa - sibilò ella chiudendo la porta alle spalle della giovane.
- Come mai? - chiese Fosco.

La signora ignorò la domanda prendendo a frugare a testa bassa tra provette, aghi e tubicini.

- Un bel respiro - disse infine l'infermiera dopo aver stretto il laccio emostatico al braccio di Fosco. - Un bel respiro e ci prendiamo il tempo che ci vuole -. Sorpreso dall'inconsueto commento Fosco non si accorse neppure che il suo sangue stava già affluendo nella provetta. - Lei lavora in proprio? - chiese la signora dopo aver aspirato le solite tre o quattro provette.
- No, ma molto spesso lavoro da casa. Solo che ora mi trovo un po' più distante. Ci siamo trasferiti nel nuovo quartiere in costruzione.
- Ah, ho sentito che è un bel quartiere. Anche il mio ex-capo si è comprato una casa lì.
- Sì, infatti siamo piuttosto soddisfatti.
- Sono proprio contenta che lei sia soddisfatto... Nonostante la storia che ha vissuto. Io sono circondata da gente insoddisfatta. E non ne posso più di sentire lamentele. Hanno tutto e si lamentano!
- Eh, quella storia vissuta purtroppo ha portato con sé anche altre conseguenze. Ma che possiamo fare se non goderci almeno quello che ci resta?
- Vede? Ero furiosa e parlare con lei mi ha rasserenato.
- Mi fa piacere - rispose Fosco arrossendo mentre anche il volto della signora si colorava. - Buona giornata e grazie.
- È stato un piacere. Buona giornata anche a lei.

venerdì, agosto 09, 2013

Conteggi: corridoi

Più tardi due giovani ragazzi vennero a prelevarlo. Lo trasportarono con tutto il letto nell'adiacente reparto di radiologia. I giovani non gli sembrarono infermieri e presto si convinse che si trattava di obiettori di coscienza. Il che gli ispirò simpatia visto che anche lui aveva fatto la stessa scelta dieci anni prima. Tuttavia, durante il trasporto per i corridoi della clinica un'insolita sensazione cominciò a pervaderlo. Non poteva essere lui quello al cui passaggio i pazienti esterni dispensavano rapide occhiate dalle sale d'attesa. E proprio quei volti e quelle occhiate gli riportarono alla memoria la sua prima visita a un ospedale. Era bambino e lo avevano portato a trovare suo nonno. Una delle cose che gli rimasero più impresse erano proprio i pazienti trasportati per i corridoi con flebo al seguito e volti sfatti. E ora lui si ritrovava in quel ruolo che tanto lo aveva impressionato. Per un'istante gli sembrò quasi di osservarsi dall'esterno attraverso gli occhi di quel bambino. Era lui che da ogni angolo gli dispensava quelle occhiate. Era lui che guardava con occhi spaventati e compassionevoli quel cranio glabro, quel volto scheletrico e malinconico. Ma di bambini in quel reparto Fosco non ne vide. Vide solo pazienti, tecnici e medici di un paese straniero che parlavano una lingua a lui ostica. Sapeva bene che quei tecnici e quei medici stavano lavorando per aiutarlo, per salvargli la vita, ma in quel momento non poté fare comunque a meno di sentirsi terribilmente solo. Soprattutto quando, dopo la Tac, gli obiettori lo lasciarono parcheggiato per un po' in una stanza chiusa. Forse erano andati a prelevare qualche altro paziente ma quell'attesa, lì da solo, in quello spazio inospitale, lo gettò nello sconforto.
Fortunatamente quella sensazione passò presto dopo che fu tornato al reparto dove Sara lo stava aspettando. Canti, letture e scrittura, uniti all'idea della crescita dei globuli bianchi, lo rimisero un po' in sesto.

martedì, agosto 06, 2013

Conteggi: negazione scaramantica

Il mattino successivo la speranza si era sedimentata sotto un massiccio strato di negazione scaramantica. Nulla dell'ansia da attesa traspariva dalle sue azioni. Negli anni aveva affinato quella tecnica e spesso riusciva a far esprimere sentimenti simili nella sola sfera del subconscio riuscendo ad occultarli persino a se stesso. Ma quando Schwester Dagmar gli mostrò il foglio con i risultati quella speranza sedimentata riemerse ed esplose nella sua coscienza in una pirotecnia di sensazioni di cui un solo sbiadito riflesso riuscì a trasparire nel mondo esterno manifestandosi nella forma di un lieve sorriso.

domenica, agosto 04, 2013

Nuovi percorsi sportivi

Sommerso dalle attività di trasloco e post-trasloco sto trascurando molto l'attività sportiva, anzi diciamo che l'ho sospesa quasi totalmente.
Oggi però sono riuscito a trovare un buco e l'ho dedicato alla seconda incursione esplorativa dei sentieri del nuovo quartiere. Casa nostra si trova al confine sudorientale dell'abitato  Un lungo viale pedonale ancora in costruzione ci separa dai campi. Attraversando il viale ci si immette nella sconfinata rete di sentieri di campagna e piste ciclabili che attraversano in lungo e in largo la regione. Ci sarà ancora molto da esplorare.
La differenza rispetto ai dintorni della casa vecchia, che poi per me è uno svantaggio, visto che sono nato e cresciuto nell'appennino sabino, è che qui i dintorni sono piatti. E se si vuole camminare o correre evitando le strade principali ci si ritrova circondati da campi coltivati a granturco e...
orzo farro avena, boh, secondo voi che è?

Ah, comunque nel frattempo lo hanno mietuto. E, in un campo i corvi e nell'altro le cicogne, si stavani godendo gli avanzi.

sabato, agosto 03, 2013

Un intruso a cena

Stasera abbiamo invitati. E tra le portate che vedete io ne ho preparata una sola.
Scovate l'intruso.


Ah, e in frigo ce ne sono altre tre. A Zucchero sembra di aver fatto poco.

lunedì, luglio 29, 2013

Il paradosso del mucchio e la fine di un'era

Stasera abbiamo finalmente chiuso il capitolo della casa vecchia.
Negli ultimi giorni pensavo di essere finito in una moderna versione del paradosso del sorite in cui il mucchio non arriva mai al suo stato di non-mucchietà indipendentemente dal numero di granelli sottratti.
Ad ogni viaggio di familiare con i sedili ribaltati e il retro stracolmo di frammenti di dodici anni e mezzo di vita il nostro commento era sempre lo stesso:
- Eh, ma stavolta sono rimaste quattro bagattelle.
E bagattella per bagattella alla fine il sortilegio si è compiuto: cinque minuti prima della riconsegna delle chiavi siamo riusciti a vedere l'intera superficie della vecchia casa e della cantina.
Tralascio il racconto della penosa discussione tra me, Zucchero, la protocollara e la sorella della padrona di casa sulla riverniciatura delle porte...
Ma se qualcuno fosse interessato al pettegolezzo i commenti sono lì per quello.
Ad ogni modo, durante il viaggio di ritorno con il retro della familiare stracolmo dell'ultimo frammento, sono stato pervaso da uno strano sentimento: un misto di Saudade e di senso di liberazione, di svuotamento e di irreversibilità.
Ah, altra bella chicca di qualche giorno fa è stato il discorso di commiato con i vicini idioti del pianterreno. Lì protagonista indiscussa e inimitabile è stata Zucchero. Io mi sono solo ritagliato un piccolo ruolo di spalla gregaria.

lunedì, luglio 15, 2013

Stagione estiva: secondo concerto, trasloco e terzo concerto ancor più teatrale

Dopo il successo del primo concerto di giovedì 4 al Gymnasium, giovedì scorso abbiamo replicato in un'altra scuola cittadina. Né io personalmente, né l'orchestra in generale, né il direttore-istrione siamo riusciti a mantenere il livello del primo concerto. Il pubblico mostrava mediamente meno interesse. E il fatto si rifletteva anche nella presentazione del direttore. Si percepiva che la faceva con meno divertimento.

Nel frattempo, martedì scorso ci siamo definitivamente trasferiti nel nuovo appartamento. Nella foto potete ammirare il nostro studio nel giorno d'arrivo dei mobilieri.

E in questa come esso appariva alla loro partenza.
I nostri vecchi mobili sono stati o venduti o devoluti ... e qualcosa è rimasto ancora lì. Nei prossimi giorni dovremo lavorare un po' per liberare la casa vecchia. Ah, la nostra cucina a gas l'ha comprata Kofi Annan. Quando mi ha chiamato volevo riagganciare, ma alla fine ho capito che quello era davvero il nome del signore ghanese.

Poi sabato c'è stato il grande concerto della Stadthalle. Lì la presentazione è stata fatta in forma ancora più teatrale da un attore di teatro che potete vedere vestito da capotreno. È stato bravo,
noi abbiamo suonato piuttosto bene e a giudicare dagli applausi pare che il pubblico si sia divertito molto.

Non nego neppure la goduria nel poter sfogare tutta la potenza trombonistica sulla Parade of the Charioteers.

lunedì, luglio 08, 2013

Tramonto estivo tra grù e cantieri alla Bahnstadt - possibile foto per cartolina turistica del futuro?


Una cosa che non avevo ancora detto su questo quartiere è che è già diventato una meta turistica. Ho già visto gruppi di asiatici due volte e un paio di autobus turistici. Sicuramente l'attrazione sarà determinata dal fatto che l'intero quartiere è costruito secondo i criteri della casa passiva, ma mi chiedo comunque a che tipologia di visitatore possa interessare una visita al nostro nuovo quartiere.

domenica, luglio 07, 2013

La vendita dei mobili usati ovvero della sottrazione del letto

Credo che tale pratica in Italia sia piuttosto inconsueta. Qui invece c'è un mercato fiorentissimo dell'usato dei mobili. Uno dei punti di riferimento è questo sito. Siccome vorremmo liberarci di tutti i nostri vecchi mobili negli ultimi giorni ho inserito diversi annunci su quel sito continuando ad abbassare i prezzi fino a quando non arrivavano richieste. La cosa ha funzionato abbastanza bene. Anche se alcune cose rimangono ancora invendute. E ci stanno procurando qualche pensiero.
Tipo la grande libreria ad angolo e il divano letto, per i quali ora sono arrivato a 29€.
Ad ogni modo, quello che volevo raccontare è l'avventura/disavventura di ieri. Avevo fissato un appuntamento con un'ispanofona che si diceva interessata al nostro letto. Venti minuti prima dell'ora stabilita si sono presentati lei e il marito. Dal colore li avrei detti latino-americani. Sono invece madrilegni. Lui dall'aspetto massiccio.


- Bene, lo prendiamo - dice lui dopo averci scoperchiato letto e materasso.
- Subito?! - rispondo io intuendo le intenzioni. - Veramente pensavo voleste solo vederlo per decidere.

Dopo un po' di ripensamenti, tentennamenti e revisioni dei piani abbiamo infine ceduto decidendo di accamparci sul divano letto per i prossimi (spero pochi) giorni. Il tipo ha portato la cassetta degli attrezzi ed, efficientismo, in meno di un'ora, ha smontato letto e mezzo armadio e se li è portati via insieme a materasso e comodini. Io l'ho aiutato solo per trasportare il materasso. Ad aspettarci in strada la giovane mamma con i due bambini. Mi intrattengo qualche minuto con lei. Pare che lui abbia perso il lavoro e che sei mesi fa abbiano deciso di trasferirsi in Germania. Ora lui lavora in un cantiere edile. Questo spiega molte cose e soprattutto non mi fa pentire minimamente di aver accettato quel prezzo ridicolo rendendomi il distacco meno doloroso.

Come dicevo, ora di pezzi grossi da vendere ci rimangono solo la libreria e il divano letto. Se non troveremo acquirenti forse li porteremo al recyclinghof. Luogo che ormai, dopo molteplici viaggi per smaltire imballaggi, non ha segreti per noi. Oppure li devolveremo alla Markthaus. Ma queste opzioni potrebbero comportarci un po' di grattacapi.

Tra gli altri aneddoti collegati a questa rivendita di mobili c'è la scoperta di un intrallazzo finanziario che gravita attorno al sito citato. Ci è cascata la nostra nuova vicina. Ma fortunatamente l'imbroglio non comporta perdite per la vittima. A dire il vero non ho ben compreso il meccanismo.Dicono cose del tipo:
Sono un compra-venditore operante da... chessò, l'Austria. Se mi fa avere le sue coordinate effettuerò il bonifico e tra X giorni un mio dipendente verrà a prendersi il mobile. Io messaggi del genere li ho sempre ignorati. La vicina invece è andata avanti nella contrattazione. Alla fine ha effettivamente ricevuto il bonifico, ma ci ha spiegato che dopo qualche giorno i soldi sono scomparsi dal conto e comunque nessuno è venuto a reclamare il mobile. Boh, vicenda poco chiara.... Qualcuno è a conoscenza d'intrallazzi simili o ne intuisce meglio lo scopo?

A me è capitata invece una signora che ha acquistato il nostro frigorifero già da un paio di settimane versandomi un anticipo di circa tre quarti dei 65€ contrattati senza neppure vederlo. Lo prenderà nel giorno in cui le comunicherò la disponibilità definitiva.

- Ma non vuole neppure vederlo? - le ho chiesto al telefono.
- No mi fido di lei.

Pare che le serva solo per la festa di compleanno di suo marito in quanto il loro frigorifero non basterebbe a contenere tutti i cibi (e credo sopratutto le bevande). Mah! Ah, i soldi stanno ancora sul conto. E pochi minuti fa ho anche venduto la cucina a gas. Il tipo verrà a prendersela più tardi.

Poi nel cantiere ho allacciato interessanti contatti con un piccolo imprenditore edile kosovaro a cui abbiamo fatto fare dei lavoretti di rifinitura e che non fa altro che parlar bene degli italiani e male dei tedeschi. Il suo giovane dipendente ha lavorato per dieci anni in Liguria. È arrivato qui sei mesi fa perché non trovava più lavoro lì. Ma rimpiange molto l'Italia e quando i nostri arredatori lo hanno invitato a pranzare con loro è stato felicissimo.

- Oltre al clima e al paesaggio, questo è uno dei motivi per cui rimpiango l'Italia - ha detto. - Qui ognuno pensa solo per se.

sabato, luglio 06, 2013

Stagione estiva: un primo concerto molto teatrale

Il primo dei due concerti è andato molto bene. Il pubblico era composta per la maggior parte da studenti del Gymnasium in cui abbiamo suonato. Il nostro direttore, con la sua grande e naturale abilità istrionica, è riuscito magistralmente a coinvolgere i ragazzi. È arrivato trascinando sul podio la vecchia valigia del manifesto e da essa ha cominciato ad estrarre la partitura del primo pezzo mostrando contemporaneamente nel grande schermo un'immagine ad esso correlata e condendo il tutto con un eloquio ironico e una mimica teatrale .
È andato avanti così, pezzo per pezzo. E alla fine di ognuno dei dodici pezzi chiedeva chi fosse in possesso dell'adesivo relativo al brano appena suonato. Il ragazzo di turno glielo portava e lui lo incollava rumorosamente sulla valigia. Ha continuato con quiz ed espedienti vari. Sulla Polka della Moldava di Smetana ha coinvolto tutto il pubblico: prima insegnandogli i passi e poi facendogleli ballare. Fino a raggiungere l'acme nel momento in cui una civetta di peluche è schizzata dalla valigia e una scopa volante si è materializzata per tramutarsi poi in scopa piccola formato bacchetta usata quindi per dirigere l'orchestra. E a conclusione di Harry Potter c'è stato l'atteso tripudio.

Alla fine sono stato molto soddisfatto della mia prestazione trombonistica. Spero si ripeta pari pari nel molto più importante concerto del 13 luglio nella Stadthalle di Heidelberg. Da quello che ho capito lì l'introduzione ai pezzi verrà effettuata da un'attrice di teatro.

venerdì, luglio 05, 2013

Sommersi nel trasloco

Coordina lavori e arrivi; ordina elettrodomestici; sistema assicurazioni e cambiamento indirizzo; impacchetta libri e abiti; pubblica annunci per vendere mobili; sistema contratto telefono, internet, gas e corrente; acquisto scaffalature cantina; coordina e traduci contatti tra architetto italiano e controparti tedesche; svuotare cantina; far cambiare libretto macchina; contattare consolato; ecc., ecc., ecc.

martedì, luglio 02, 2013

Vaccino o non vaccino? Questo è il dilemma ...

...è il titolo di questa puntata di Radio 3 scienza. Ascoltandola ho scoperto che...

La regione Veneto dal 2008 ha sospeso l’obbligatorietà delle vaccinazioni. A cinque anni di distanza un’indagine ha fatto il punto sulle scelte e le motivazioni dei genitori che hanno deciso di non vaccinare i propri figli. Massimo Valsecchi, responsabile scientifico della ricerca e direttore del dipartimento di prevenzione dell’Ulss 20 di Verona, ci illustra i risultati dell’indagine e spiega cosa avrebbero da imparare le istituzioni sanitarie.

Andando a curiosare tra le loro pagine (Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell'Offerta Vaccinale nella Regione Veneto) ho avuto l'impressione di un lavoro davvero ben fatto. Con approfondimenti non solo nell'ambito medico ma anche nell'ambito sociologico, psicologico e mediatico.

Avviata come ricerca sulle motivazione del rifiuto delle vaccinazioni, non praticate o praticate selettivamente da una piccola parte della popolazione, questa indagine si è trasformata in una preziosa occasione di ascolto e di dialogo con  genitori, gruppi, associazioni, operatori. E' stato possibile pertanto ripensare modi e strumenti di approccio e passare quindi dall'analisi della motivazioni al rifiuto alle motivazioni che sostengono le scelte, di adesione o di rifiuto verso le vaccinazioni.

La pagina che ho citato è densa di informazioni e documenti. Particolarmente interessanti mi sono sembrati questo documento - Il popolo web e le vaccinazioni – Report di Sintesi Nazionale Sinodé - Novembre 2011 - che analizza le motivazioni che spingono un genitore al rifiuto totale o parziale delle vaccinazioni e queste "conclusioni e proposte operative" di cui riporto alcuni stralci

"La fotografia del mondo dei genitori messi di fronte alla scelta di vaccinare o meno il proprio figlio, risulta dai dati raccolti molto complessa. Si richiede pertanto un approccio capace di reggere la complessità... Il contesto Veneto della sospensione dell’obbligo costituisce in questo senso una premessa ed un’occasione per l’apertura di un dialogo. Se, come risulta dai dati, il campo è fluido e la scelta di vaccinare o meno, indipendentemente dall’obbligo, non è scontata, e se il patrimonio di fidelizzazione e di adesione acritica (ma anche di rifiuto acritico) va perdendo consistenza, i campi di azione suggeriti dalla ricerca, ineludibili, risultano i seguenti:
1. Ad un genitore sempre più informato ed esigente, (ma anche più dubbioso), bisognoso di essere ascoltato e disposto al dialogo, deve corrispondere una risposta di qualità, trasparente, non paternalistica, che fornisca un quadro obiettivo, completo e indipendente riguardo alle vaccinazioni, che tenga conto anche di eventuali aree grigie. ...
2. All’opinione diffusa tra i genitori di una scarsa trasparenza del sistema ed alla presenza di conflitti di interesse la risposta non può che essere la massima accessibilità di informazioni indipendenti, con una particolare attenzione all’omogeneità delle risposte ad alle modalità comunicative, che spesso aumentano l’incertezza e minano la fiducia negli operatori. Tra i dati che è necessario rendere più disponibili in modo diffuso sono in primo piano quelli relativi alle reazioni avverse...
3. Ad un genitore attivo nella ricerca di informazioni, ma spesso altrettanto disorientato, che incontra nel passaparola pareri diversi e nei media - soprattutto in internet - una comunicazione fortemente sbilanciata in senso contrario alle vaccinazioni e lacunosa dal punto di vista della diffusione e gravità delle malattie, eterogenea nei contenuti ed indistinta nella qualità ed autorevolezza, vanno garantite informazioni tempestive e diffuse sulla propagazione delle malattie infettive e sulle loro conseguenze.
I genitori dovrebbero inoltre poter trovare, in particolare in Internet, voci affidabili che diano risposte o forniscano strumenti di lettura davanti ad informazioni infondate scientificamente e orientate pertanto in modo ingiustificato contro l’offerta vaccinale. Questo comporta un lavoro periodico di revisione delle informazioni disponibili e una sistematica azione informativa, rigorosa, chiara e comprensibile. Le proposte di azione sono pertanto riassumibili in 4 punti: A. strutturare i servizi vaccinali in modo tale da consentire loro di esercitare effettivamente un’offerta attiva delle vaccinazioni, anche rafforzando la rete con i Pediatri di Famiglia B. intervenire sul sistema di informazioni sulle vaccinazioni via web fornendo informazioni trasparenti e complete, monitorando i siti contrari alle vaccinazioni ed intervenendo sui contenuti infondati e fuorvianti. C. migliorare il sistema di informazione sui dati reali relativi alle reazioni avverse D. attivare un sistema (attualmente inesistente) di informazione ai genitori e agli operatori sanitari sulle epidemie da malattie prevenibili con le vaccinazioni in atto
È in atto una ricerca nell’ambito di GenitoriPiù su quanto sia utilizzato tra gli operatori questo strumento e quale la conoscenza delle reazioni avverse registrate (per inciso, su c.ca 21.680.000 dosi somministrate nel 1993-2010: Eventi gravi con sequele 5, su 327 gravi causalmente correlabili; Decessi giudicati non attribuibili: 4, decessi attribuibili: 0).

Mi è stato segnalato anche questo articolo del Corriere della Sera che descrive molto bene questa indagine.

Vorrei anche citare una notizia rimbalzata di recente dagli antipodi fino a noi.
"La delirante crociata antivaccinista non manca di far danni. In Nuova Zelanda, la vittima è un bambino di 7 anni, Alijah. Il padre, dopo aver vaccinato i suoi due figli più grandi, è condizionato dalle letture su internet, quelle che parlano di gravi effetti collaterali dei vaccini, di complotti, di medici cattivi e multinazionali truffaldine e così decide di non vaccinare suo figlio, ma le cose non vanno bene, il piccolo, attorno alle festività di Natale, è colpito dal tetano. Finisce in rianimazione con gravi sintomi e per 26 giorni lotta tra la vita e la morte (i genitori lo definiscono, in una straziante intervista, agonizzante). Fortunatamente le cure funzionano e dopo un periodo di ricovero il bambino esce dall'ospedale (in sedia a rotelle, i postumi del tetano gli procurano ancora spasmi muscolari). Avrà bisogno di riabilitazione verbale e fisica per almeno un anno.
La vicenda ha scioccato il padre "è tutta colpa mia", dice..."

Qui c'è l'articolo in inglese dell'ABC Perth

venerdì, giugno 28, 2013

Casa: aggiornamenti vari

Finalmente abbiamo pure la parete colorata di azzurro verde turchese... boh, non ricordo più che colore sia.
E dopo varie piccole peripezie sembra che tutto dovrebbe essere risolto. Il parquet dovrebbero averlo ripulito martedì e spero che abbiano anche applicato l'acrilico nelle fughe del battiscopa. Oggi pomeriggio abbiamo due appuntamenti: uno con il tecnico per la connessione telefonica e telematica, e l'altro con il capomastro per controllare se tutto è stato effettuato a dovere. Speriamo bene.

martedì, giugno 25, 2013

Non è mai troppo tardi

Pare che la Santanchè sia arrivata alla conclusione a cui 3/4 del paese era arrivato già da anni.


L'immagine dell'Italia sui media europei

È davvero deprimente. Noi italiani all'estero facciamo il possibile per combattere pregiudizi e stereotipi e poi basta un'idiota del genere per mandare tutto in fumo.
Onorevole Raffaele Baldassarre, almeno per una volta, faccia qualcosa di buono per il suo paese: si dimetta.

lunedì, giugno 24, 2013

Stagione estiva: il tema del viaggio - Villa-Lobos, Bernstein, Smetana, Rossini e altri

Rispetto alla situazione degli inizi di maggio le cose sono migliorate abbastanza. Mi sono inoltre tolto il pensiero di una possibile spernacchiata su di una nota toalmente scoperta di fronte al numeroso pubblico della Stadthalle. Infatti ho deciso di far suonare la Suite Symphonique di Ibert a uno dei due professionisti che mi affiancheranno al concerto. Professionisti che mi è stato assicurato verranno trovati prima del concerto.
I 14 pezzi di cui parlavo dovrebbero essere tutti collegati dal tema del viaggio. Se volete potrete divertirvi a scovare il tema tra alcuni dei titoli riportarti nella bella veste grafica del manifesto di questa stagione che vedete qui a sinistra.

E come al solito, se vi troverete nei dintorni il 13 luglio siete invitati al concerto. Suoneremo alle 19:00 nella Stadthalle di Heidelberg
Ah, stavolta la grafica è stata curata davvero molto.

Guardate che bello che è il biglietto!

Ed ecco infine i brani, di cui eseguiremo degli estratti, con i riferimenti alle rispettive informazioni.






Heitor Villa-LobosBachianas Brasileiras No.2 (1930)



Bedřich Smetana - Má Vlast (1874-79)


Leonard Bernstein - Time Square (from "On The Town" 1944)

Miklos Rozsa - Parade of the Charioteers (Ben-Hur)
 

John Williams - Harry Potter Symphonic Suite (2006)

Gioacchino Rossini - Ouverture - Viaggio a Reims (1825)

Jacques Ibert: Suite Symphonique "Paris" (1930)

Ferde Grofé - Hudson River Suite (1955) - 4 movimento

John Williams - Theme from E.T. - (1982) (Arr. James D. Ployhar)

venerdì, giugno 21, 2013

Il Requiem di Verdi e le polemiche dei tempi

Grazie a questa puntata della bella serie Calendario verdiano de La principessa sul pisello ho scoperto cose interessanti su una delle mie composizioni preferite: il Requiem di Verdi.

"Nell’aprile del 1874, dunque, Verdi finì il Requiem. L’esecuzione, dopo molte prove seguite dal compositore, ebbe luogo il 22 maggio 1874, anniversario della morte di Manzoni, e riscosse un enorme successo. Fu considerata un capolavoro, e tre giorni dopo, Verdi la diresse anche alla Scala Come capita spesso, alle grandi lodi fecero eco grandi critiche. Tacciata di agnosticismo e di essere troppo popolare, la Messa ebbe, fra i suoi più fieri oppositori il direttore d’orchestra tedesco e wagneriano, Hans von Bülow, che pur trovandosi a Milano, non volle assistere alla serata. In seguito definì Verdil’onnipotente corruttore del gusto artistico italiano “ e il Requiem “La sua ultima opera in veste chiesastica”. Quando Brahms, venne a conoscenza di queste affermazioni dichiarò:“Il Bulow ha preso una cantonata, giacché un’opera simile non la può scrivere che il genio.” Il Requiem fece un trionfale giro in Europa: Parigi, Hofoper di Vienna, Royal Albert Hall di Londra e sempre Verdi ebbe applausi, onoreficenze e critiche....
Verdi, naturalmente, non partecipò pubblicamente alla polemica, ma si sfogò con Ricordi:Sarebbe meglio per tutti e più dignitoso di non parlare più dell’affare Bülow; e a dir vero se questi tedeschi sono così insolenti la colpa è principalmente nostra. Quando essi vengono in Italia noi gonfiamo talmente la loro boria naturale colle nostre smanie, coi nostri entusiasmi, coi nostri epiteti sragionati, che essi naturalmente devono ben credere che noi non sappiamo respirare né vedere la luce senza che essi portino il loro sole. E diciamo tutta la verità, gli entusiasmi specie di Milano per Bülow e Rubinstein non sono per 99 gradi più del loro merito? Infine, cosa sono? Pianisti ad una distanza immensa da Liszt e Chopin, e musicisti di terz’ordine."
Ma lasciando da parte le polemiche qui sotto ho incluso una bella esecuzione integrale. Da qui potrete invece ascoltare direttamente il Dies irae.



giovedì, giugno 20, 2013

L'Italia degli altri

Ho sentito ieri l'intervista all'autore che non conoscevo: Mario Fortunato.

"Un libro che narra dell'Italia vista dagli stranieri, che ripercorre i luoghi magici del Gran Tour: Como, la Calabria, la Sabina. Noi e gli altri e la bellezza, la ragione e la felicità racchiuse nella nostra terra."

Ho trovato il tema molto interessante. Credo che lo comprerò presto. Se non altro per il capitolo sulla mia terra.

martedì, giugno 18, 2013

Michelangelo Faggioli

L'ho scoperto di recente. Michelangelo Faggioli: "uomo di legge presso i tribunali civili ed ecclesiastici, Faggioli è noto per le sue composizioni. La sua La Cilla, rappresentata per la prima volta nel 1706 presso il palazzo di Fabrizio Carafa è considerata la prima opera buffa in napoletano."
E sentite che bella sta cantata barocca in napoletano.

lunedì, giugno 17, 2013

Lutti indefinitamente procrastinati

A volte le sfortunate e imprevedibili contingenze della vita causano lutti la cui elaborazione viene costantemente vissuta e rivangata; ma mai fino in fondo. Rimandando e amplificando indefinitamente aspettative sulla possibile futura realizzazione e sofferenze per il possibile futuro e definitivo commiato.

sabato, giugno 15, 2013

Ben Goldacre spiega l'effetto placebo

L'effetto placebo spiegato da Ben Goldacre, l'autore di "Effetti collaterali"

 

Strutture e regole sociali indiscusse e indiscutibili

Più volte in questi quasi quattordici anni di residenza transalpina, e soprattutto negli ultimi tempi, mi sono interrogato sugli effetti della rigida strutturazione sociale sul carattere del popolo che ci ospita. Strutturazione e regolamentazione che comincia già dalle scuole elementari. Ieri sera, leggendo questo libro, ho trovato un paio di passi di Francesca Rigotti che voglio citare.

Nel primo la Rigotti parla di una regola/consuetudine del sistema universitario locale. L'ho trovata illuminante perché secondo me descrive molto bene come spesso alcune regole vengono vissute qui.
"Si tratta di una pratica socialmente accettata e diffusamente apprezzata come dato di fatto indiscusso e indiscutibile, una specie di a priori kantiano dello studio universitario che solamente una straniera critica come me trova bizzarra e anche coercitiva."

Nel secondo la filosofa riflette sul dolore suscitato in lei dal distacco dei figli e scrive:
"Vieppiù per noi emigrati. Giacché, anche per gli emigrati di lusso, gli emigrati intellettuali che non devono lasciare il paesello con la valigia di cartone, la vita sociale è un problema, grande o piccolo, e non conosco emigrante che questo problema non abbia. Non ci sono parenti vicini, gli amici sono rimasti là, ci sono colleghi di lavoro, sì, ma c'è sempre il gap culturale - per questo mi fanno sorridere le apologie del cosmopolitismo che lo celebrano come conquista meravigliosa. Insomma si è soli, il prezzo della libertà è la solitudine, si sa, e ancora di più si è soli quando i figli se ne vanno."

martedì, giugno 11, 2013

Fiori d'ulivo

Dieci giorni fa, durante il mio ultimo viaggio in patria, ho potuto accertare una presenza ragguardevole di fiori sugli ulivi. Se attecchiranno bene mi dovrò organizzare di nuovo per una settimana novembrina piluccante.

lunedì, giugno 10, 2013

Billo, Youssou N'Dour e Er barcarolo romano

Un paio di giorni fa abbiamo visto Billo - Il grand Dakhaar. Avevamo organizzato la proiezione con Volare in collaborazione con l'IIC di Stoccarda.
La pellicola mi è piaciuta e la discussione con la regista Laura Muscardin è stata interessante. E poi ho anche scoperto questa meravigliosa versione de Er barcarolo romano di Youssou N'Dour.






sabato, giugno 08, 2013

Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza

«È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore: il silenzio e il sentimento; l'emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza; e poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile».

Jep Gambardella

venerdì, giugno 07, 2013

La tragica coerenza di un naturopata - di MedBunker

Recensisco e cito brani tratti dall'interessante articolo La tragica coerenza di un naturopata di MedBunker.

Credo sia una domanda che si pongono in tanti: ma chi vende medicine alternative ci crede fino in fondo o è mosso solo da interesse personale?

L'articolo classifica i suddetti venditori in tre tipologie: l'invasato, il mitomane e il venditore di illusioni.
L'invasato "è pervaso da una sorta di "fuoco sacro" che lo porta a credere ciecamente a quello che fa fino a vedere, anche dove non ci sono, risultati, miglioramenti ed efficacia, in una sorta di "possessione" che non si risolve mai. L'invasato è in genere un ingenuo che davvero è convinto di avere "poteri magici", di risolvere i problemi di salute degli altri e di aver scoperto mezzi che nessuno ha mai utilizzato"
Il mitomane è quello che in relativa buonafede (relativa perché utilizza qualsiasi mezzo pur di darsi ragione) spaccia per efficace una sua"invenzione" che invece si è rivelata inefficace. Il mitomane è una persona con una forte personalità, un carattere deciso, determinato, sa benissimo che i suoi pazienti sono letteralmente plagiati dalla sua personalità e quindi sfrutta a suo vantaggio questa venerazione che resta immutata anche di fronte ad evidenti insuccessi ed incidenti. Il mitomane ha tratti spesso vicini alla psicosi e si dipinge come un "leader" alla guida del suo popolo della malattia che combatte contro il nemico potente e subdolo (in questo caso rappresentato dalla medicina) e sono frequenti i casi di vera e propria patologia mentale, tra delirio di onnipotenza e megalomania. L'esigenza di creare un "nemico" è vitale per il guaritore che vuole crearsi un gruppo di fedeli: il leader della "crociata" non avrebbe ragione di esistere se non ci fosse nulla da combattere, creando un oppositore invece, il gruppo si chiude, si rinforza e non fa un passo che non sia approvato dal leader, criticano la scienza come fosse un nemico da sconfiggere ma affermano che le loro teorie sono scientifiche, in pratica affermano di aver inventato una nuova scienza, personale (che però abbandonano quando è in gioco la loro salute).
Il venditore di illusioni invece è perfettamente cosciente di vendere sciocchezze ma conosce i punti deboli della massa, sa usare le parole giuste, ha un vero e proprio "ufficio marketing" ed utilizza qualsiasi mezzo lecito o meno per pubblicizzare la sua attività, è un commerciante, mentre ogni suo "paziente" diventa un manifesto pubblicitario ed ogni scusa è buona per acquisire nuovi clienti.
Non stupirà a questo punto ricordare come alcuni dei più noti "alternativi" pur consigliando ai loro pazienti di non sottoporsi a cure mediche per seguire i loro consigli, quando hanno avuto bisogno di cure per un loro problema di salute si sono rivolti ciecamente e senza esitazione alla medicina standard. Noto il caso di Hamer, ex medico distrutto psicologicamente dalla tragica morte del figlio, che dopo la tragedia ha iniziato a diffondere una sua "disciplina" medica inventata di sana pianta e con chiari tratti di settarismo e delirio. Hamer, affetto da tumore, si sottopose ad intervento chirurgico e chemioterapia guarendo. Un caso simile è quello di Hulda Clark, biologa americana secondo la quale i tumori erano frutto di infezioni di "parassiti" che erano curate con energia elettrica e diete molto dure. Quando fu il suo turno, dopo un maldestro tentativo di nascondere la realtà ai suoi seguaci, non esitò a ricoverarsi in ospedale ma troppo tardi, cosa che fece anche Hoxsey, guaritore americano protagonista di un'aggressiva campagna contro la medicina "del sistema" che però, quando fu colpito da tumore prostatico, non esitò ad utilizzare guarendo.
Questo succede anche tra i "piccoli imbonitori" di internet i quali si dipingono un'immagine di agguerriti nemici della medicina ma che corrono al pronto soccorso al primo disturbo.

Nel resto dell'articolo viene raccontata la tristissima storia del naturopata Max Tomlinson. Se volete potete leggerla nell'articolo (La tragica coerenza di un naturopata). Io preferisco glissare: non ce la faccio.

mercoledì, giugno 05, 2013

Ancora su Stamina e Le Iene

Riprendo il discorso di due mesi fa su Stamina e Le Iene perché nel frattempo ci sono stati degli sviluppi e il 2 giugno, trovandomi in Italia, mi è capitato di vedere un pezzo del nuovo patetico servizio dedicato al tema in cui si mostravano i miglioramenti dei bambini sottoposti alla cura.
Ovviamente tutti saremmo felicissimi se alla fine della sperimentazione la cura si dovesse rivelare efficace. Ma allora perché io critico il servizio de Le Iene?
Rispondo citando passi dall'articolo "Da Di Bella a Stamina, la storia si ripete?" di Michele Emmer. Articolo in cui si ribadisce un aspetto fondamentale della medicina che molti faticano a capire: la medicina si basa sulle statistiche. Leggete e meditate prima di unirvi al coro di quelli che "l'hanno detto a Le Iene". L'articolo fu scritto nel gennaio del 1998 quando la moglie di Michele Emmer (all'epoca malata di cancro al pancreas) fu costretta a pagare il ticket imposto per sperimentare la cura Di Bella. Cura che regolarmente si rivelò essere una bufala. È sconcertante come, a distanza di quindici anni l'articolo è ancora attualissimo. Basterebbe rimpiazzare qualche nome e lo si potrebbe ripubblicare tranquillamente oggi.

"La medicina è una scienza sperimentale, empirica, che produce statistiche. Per capire e far capire se una malattia, un tumore, è curabile, bisogna produrre dei dati che facciano capire come le nuove terapie siano più o meno efficaci. Allora per leucemia non si deve più dire male incurabile; certo bambini e adulti ancora muoiono di leucemia, ma tutti hanno anche buone possibilità di guarire, anche se per alcuni tipi di leucemia è più facile. ... La medicina si basa sulle statistiche, il che vuol dire che per avere dei risultati interessanti bisogna essere in grado di avere dei dati attendibili e abbastanza numerosi e significativi.
Allora se la medicina è statistica, che significato ha andare a intervistare una persona e fargli dire che mentre un mese fa, un anno fa, stava malissimo, ora sta molto meglio? Che senso ha affermare senza commento che sta guarendo? Si è mai posto il problema chi realizza il servizio alla televisione o sui giornali di quale effetto fa sui malati, terminali e non, leggere notizie del genere? Che tipo di informazione viene data dicendo che quella persona è guarita mentre non viene detto quanti sono i casi in cui la stessa terapia non ha funzionato? Oppure che quella terapia funziona solo in certi casi e non in altri? Sapete che cosa succede negli ospedali in cui sono ricoverati malati terminali e non? ... Che i malati sono agitati e confusi perché sentono che ci sono cure che possono farli guarire o arrestare il cancro. Inoltre si sentono dire da tutti, parenti e amici (è la prima cosa che si sente dire oggi un malato di tumore) «ma come non fai la cura Di Bella?». Anche i medici sono stressati da questa situazione; sembra quasi che siano degli incapaci che stanno torturando i loro pazienti facendoli soffrire inutilmente. È questo lo scopo dei servizi giornalistici? È questa quella che si chiama informazione?
...Noi non sappiamo se la cura Di Bella sia efficace, in quali tipi di tumori, con quali risultati percentuali, se i dati si riferiscono a pazienti malati di qualsiasi tipo di cancro o se i pazienti sono un campionario selezionato. ... Perché ci si deve informare tramite amici e parenti? Perché la televisione e i giornali danno informazioni superficiali, incomplete e molte volte sbagliate? È questo il modo corretto per fare informazione, se lo scopo è quello di aiutare i malati di cancro?"

Per continuare a leggere l'articolo: "Da Di Bella a Stamina, la storia si ripete?" 

lunedì, giugno 03, 2013

Femminicidi: i numeri e l'autopercezione italiana

Quanto scrivo è nato da una riflessione innescata dopo la lettura dell'articolo di Giovanna Cosenza: Femminicidio: il fact-screwing dei negazionisti.

Di recente mi è capitato di sentire un comico (forse Crozza) parlare del complesso italiano della salvietta sul braccio quando ci si confronta con l'Europa del nord. Basandomi solo sulla mia esperienza personale di italiano residente in Germania da molti anni posso confermare che quel complesso è davvero molto diffuso.
Un esempio?

Sia quando avemmo la Murgia sia quando avemmo De Cataldo come ospiti si parlò di femminicidi. Soprattutto quando venne De Cataldo se ne parlò anche nel dibattito. Molti nel pubblico sostennero che il fenomeno fosse molto più grave in Italia che in Germania.
Beh, ecco i numeri presi da Wikipedia tedesca:

EU27-StaatAnzahl der Tötungen
von Frauen
durch ihre Partner
oder ehemalige Partner
im Jahr 2006
Einwohner
im Jahr 2006
Tötungen
pro 1.000.000
Einwohner
Belgien3510.712.0003,27
Bulgarien427.494.0005,60
Dänemark145.550.0002,52
Estland221.341.00016,41
Finnland215.365.0003,91
Frankreich13762.787.0002,18
Deutschland27882.302.0003,38
Griechenland1611.359.0001,41
Irland174.470.0003,80
Italien9460.551.0001,55

L'Italia è al sestultimo posto come casi per milione di abitanti. Bisogna inoltre aggiungere che i suddetti dati sono del 2006 e che per quanto riguarda gli ultimi anni i dati italiani sono piuttosto dibattuti. Wikipedia, ad esempio, dice che un numero diffuso come ufficiale per il 2012 è stato quello di 124 casi, tuttavia...

il numero di 124 vittime appare viziato da un errore interpretativo di fondo ripreso poi acriticamente dalla quasi totalità dei media italiani: esso comprende anche le vittime collaterali coinvolte nel femminicidio, quindi uomini e bambini. ...  il calcolo corretto può comunque essere ottenuto empiricamente spulciando l'archivio del sito attraverso la comoda numerazione progressiva che Bollettino di Guerra dà delle vittime. Le morti nel 2012 causa femminicidio ammontano quindi a 75 e non a 124. Da qui l'equivoco numerico che tutti i media continuano a perpetuare.

Altro dato interessante citato nell'articolo di Giovanna Cosenza è che in Italia...

la maggior parte delle vittime si registra nel ricco e sviluppato (e, certo, più popolato) nord: dove, nel 2008, ultimo anno disponibile, le vittime di sesso femminile sono state il 47,6 per cento, contro il 29,9 per cento del sud e il 22,4 del centro.

Il che mi pare riflettere la tendenza europea.

Detto questo voglio comunque citare la condivisibilissima conclusione della Cosenza:

Ricapitolando: se abbiamo davanti un’incidenza percentuale che ci dice che, a differenza di altri delitti, il femminicidio esiste e non cala come gli altri crimini, se abbiamo davanti un’assenza di dati e di risorse, si dovrebbe concludere – e sarebbe logico farlo – che abbiamo un problema. Il drappello di fact-checker, invece, conclude che NON lo abbiamo.
Perché? Questa dovrebbe essere la domanda. Le risposte, come è ovvio, soffiano nel vento. Ma una cosa vorrei dire: comprendo che la razionalità (è davvero tale?) degli studiosi (quando sono degni della definizione, naturalmente, e non semplicemente aspiranti influencer) chiami alla freddezza anche quando una ragazzina di sedici anni viene bruciata viva dal fidanzato, ché a noi non interessa, ché l’emotività è roba da “opinione pubblica”. Eppure non è questo che chiediamo a chi studia. Non è questo che chiediamo a chi pronuncia parola pubblica, sapendo bene di usarla come un’arma e di usarla, nella gran parte dei casi, solo per chiamare a sé i riflettori in un momento in cui il dibattito è caldo. Che vengano, i riflettori: abbiateli. Ma almeno sappiateli usare per il bene di noi tutti: e non, semplicemente, per qualche follower in più.

venerdì, maggio 31, 2013

La sagra della primavera o Le Sacre du printemps?

Visto che due giorni fa è stato il suo centenario ripropongo questo mio breve commento sul capolavoro di Stravinsky.
Mi chiedo ancora a chi sarà venuto in mente di tradurre una parola che significa "rituale" con un vocabolo che evoca ben altre atmosfere.
E allora godiamoci 'sta Sagra.
Per informazioni un po' più dettagliate: La sagra della primavera su wikipedia