mercoledì, novembre 06, 2013

Pitagora (sesta parte) - L'incommensurabilità della natura: triangolo, pentagono o corde vibranti?

Nella puntata precedente abbiamo detto che Ippaso di Metaponto, uno dei più brillanti allievi della scuola di Pitagora, trovò un oggetto non misurabile attraverso un numero; e che con esso l'allievo scardinò la dottrina dei pitagorici sintetizzata dal motto della scuola: Tutto è Numero; e che addirittura, dopo il suo rifiuto di mantenere la segretezza di tale scoperta, egli venne condannato a morte per annegamento.
Quello che non abbiamo ancora detto è qual fosse l'oggetto non misurabile attraverso un numero (incommensurabile) che Ippaso scovò.
Dicevamo però che anche questa è una domanda ancora aperta. Attualmente, per quanto ne sappia, esistono tre diverse ipotesi in merito. E in tutti e tre i casi il destino dovette apparire piuttosto beffardo ai pitagorici.
La prima ipotesi è quella proposta da Giamblico: "Di Ippaso si dice che era un Pitagorico, e che sarebbe perito in mare come empio per aver divulgato la sfera che egli per primo aveva costruita geometricamente a partire da dodici figure pentagonali"1. Ipotesi  rivalutata successivamente da Kurt von Fritz2. E la figura costruita con dodici figure pentagonali non è altro che il dodecaedro regolare. Che per definizione è costituito da dodici pentagoni regolari.
E il pentagono regolare è proprio il poligono dal prolungamento dei cui lati si costruisce il pentagramma regolare. Cioè, il simbolo dei pitagorici.  Il baco che minava le fondamenta della dottrina pitagorica si sarebbe celato quindi proprio nel simbolo della scuola. Ma in quale punto preciso del simbolo fu scovato quest'oggetto? Beh, esso dimorava non in un solo luogo, ma in molti dei rapporti tra i vari segmenti del simbolo. In seguito si scoprirà che in questo caso ci si trovava di fronte ad un irrazionale molto particolare, e cioè la celeberrima sezione aurea. Che si ritrova sorprendentemente anche in molte altre aree dello scibile umano: dalla Pittura all'Architettura, fino alla Musica e alla Letteratura.

La seconda ipotesi, di cui ci parla Aristotele3, vuole invece che l'oggetto sia affiorato durante lo studio del rapporto tra lato e diagonale di un quadrato. E cioè in un caso specifico del Teorema di Pitagora. Quindi, in questo caso, l'oggetto mostruoso si sarebbe annidato nel celebre teorema del maestro!
Il caso particolare più semplice del teorema, che porta alla grandezza incommensurabile è il seguente. Se consideriamo il triangolo rettangolo di cateto 1 e chiamiamo x la lunghezza incognita dell'ipotenusa, la nota filastrocca del teorema ci dice che l'area del quadrato costruito sull'ipotenusa è pari alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti. Quindi nel nostro caso
1² + 1² = x²
Da cui, sommando
1² + 1² = 2 = x²
Il problema di cui si accorse Ippaso è che questo numero x, che elevato al quadrato è uguale a 2, numero che oggi chiamiamo radice di 2 e rappresentiamo con √2, non si può esprimere come un rapporto di numeri interi, cioè detto in termini più tecnici, non può esistere alcuna coppia di interi m ed n tali che m/n = √24. Il che equivale a dire che la diagonale del quadrato non può essere misurata in termini di lato del quadrato. In altre parole, se assumiamo il lato del quadrato come nostra unità di misura, non riusciremo mai ad esprimere un rapporto di numeri interi che possa rappresentare la lunghezza della diagonale.

Infine nella terza ipotesi5 "si ritiene che la scoperta del concetto di incommensurabilità sia legata al tentativo di risolvere un problema della teoria musicale6. Nelle consonanze le lunghezze delle corde sono in certi ben precisi rapporti (cfr.), per esempio nel caso dell’ottava nel rapporto 12 : 6. I pitagorici si sarebbero posti il problema di determinare la lunghezza di una corda, diciamola L, di misura intermedia tra 12 e 6 unità e tale che potesse generare due consonanze uguali, una facendo vibrare la corda maggiore e l’intermedia L e l’altra facendo vibrare quest’ultima e la minore. E questo significa che il rapporto tra la lunghezza della maggiore e l’intermedia 12 : L doveva essere uguale a quello tra la lunghezza dell’intermedia e della minore L : 6." 
Quindi 12/L = L/6
Cioè L² = 2
Vi ricorda qualcosa?
"Se la congettura di Szabò è vera, allora i pitagorici avrebbero trovato una coppia di corde di importanza nella musica, di cui sapevano per via aritmetica che non erano esprimibili con due numeri naturali e dunque erano prive di logos."

Il fatto comune alle suddette tre ipotesi è l'individuazione di un oggetto la cui misura non si può esprimere come un rapporto di numeri interi.7 Ad ogni modo, questo oggetto non riconducibile ai numeri interi rappresentò per i pitagorici il diabolus in matematica, la bestia nera che faceva crollare il loro modello cosmologico. È facile immaginare che la scoperta creò molta preoccupazione all'interno della scuola. Non si sarebbe più potuto asserire che la natura è completamente misurabile e rappresentabile attraverso i numeri e neppure quindi che attraverso la scoperta delle proprietà dei numeri si potessero specularmente scoprire i misteri dell'Universo. Era il controesempio che falsificava la teoria. Così il modello pitagorico implose inesorabilmente.

E che successe alla scuola dopo il crollo delle fondamenta teoriche?

Questo lo vedremo nella prossima puntata ...

Per chi invece volesse sapere come andarono le cose direttamente dalla voce di Pitagora può leggere Pitagora, Ippaso e la scoperta dell'irrazionale

Indice della serie

1 Giamblico, Summa pitagorica, Bompiani 2006
2 The Discovery of Incommensurability by Hippasus of Metapontum - Annals of Mathematics - Second Series, Vol. 46, No. 2, Apr., 1945, pp. 242-264
3 Analitici primi, I.23.41a23-7
4 Di dimostrazioni se ne trovano molte. Alcune vengono riportate su wikipedia e la prima che trovate lì è quella classica.
5 Giacomo Michelacci / L’evoluzione del metodo nella matematica greca - Esercizi Filosofici, Vol. 6, anno 2002
6 Szabò, The beginnings of Greek mathematics, Dordrecht, Reidel, 1978
7 Da questa negazione deriva anche il termine “irrazionale”, dal latino ratio, che significava originariamente “rapporto” o “calcolo”, evolutosi in seguito anche nel significato di “ragione”. Irrazionale quindi in quanto non esprimibile come un rapporto di numeri interi. Questo è il termine che usiamo oggi per denotare tali grandezze.

domenica, novembre 03, 2013

Tristeza, por favor vá embora

Tristeza - Toquinho

Tristeza, por favor vá embora
Minha alma que chora está vendo o meu fim
Fez do meu coração a sua moradia
Já é demais o meu penar
Quero voltar àquela vida de alegria
Quero de novo cantar

mercoledì, ottobre 30, 2013

Serve un adesivo sulla porta a vetri.... anzi forse non più

Stamane ho predisposto il salone per poter permettere al robottino di aspirare la polvere. Tale predisposizione prevede il sollevamento delle sedie nonché l'erezione di barriere tra la zona notte e la zona giorno della casa. Una di queste barriere è costituita dalla pesante porta a vetri che lasciamo solitamente aperta. Più tardi, quando il robottino aveva già fatto il suo dovere, mi sono accorto che si era fatto un po' tardi per l'operazione che volevo effettuare in banca. Mi sono quindi preparato velocemente e mentre attraversato il corridoio a passo svelto guardando una cosa che tenevo in mano ho provato l'ebbrezza della barriera.

Ci chiedevamo se fosse necessario applicare un adesivo su quella porta, ma credo che ora non serva più.

Ah, e una volta in banca mi sono reso conto che qull'operazione avrei potuto farla pure da casa.

lunedì, ottobre 28, 2013

Dieci domande alle Iene a proposito di Stamina - #GoliaRispondi #OccupyLeIene

Propongo una sintesi di due articoli tra quelli citati di seguito. Riguardano il tema di Stamina e le Iene che ho già citato in un paio di occasioni. Se vi va diffondete l'iniziativa.

Quelle che troverete in fondo sono dieci domande rivolte alla redazione de Le Iene (e a Giulio Golia in particolare) a proposito del caso Stamina, compilate da un gruppo di giornalisti scientifici ed esperti che si sono occupati della vicenda in questi mesi: Marco CattaneoAlice Pace, Silvia Bencivelli, Salvo Di Grazia, Emanuele Menietti, Antonio Scalari.


Se il caso Stamina esiste, è perché il programma Le Iene ha dato una straordinaria visibilità alla vicenda operando alcune scelte tuttora difficili da capire. Nei suoi numerosi servizi Giulio Golia mostra alcuni piccoli pazienti sottoposti al trattamento, mette in evidenza la sofferenza delle famiglie e solleva ripetutamente la questione della somministrazione di cure compassionevoli. Tutto questo anche dopo le critiche della quasi totaliità della comunità scientifica, dopo le accuse di frode scientifica emerse da un articolo di «Nature» (una delle più antiche ed importanti riviste scientifiche esistenti) sulla questione relativa alle domande di brevetto, dopo il pronunciamento del comitato istituito dal Ministero della Salute e la decisione di non procedere con la sperimentazione annunciata dallo stesso ministro Beatrice Lorenzin.
Nei servizi televisivi di Giulio Golia sono stati omessi molti aspetti della storia, compresi quelli più inquietanti e legati al lavoro della magistratura. Sono stati mandati in onda bambini sofferenti, a dispetto di regolamenti e protocolli sull'impiego dei bambini in tv. Sono stati criticati gli scienziati che, sul protocollo Stamina, hanno avanzato il più banale dei dubbi: se è la soluzione a tante terribili malattie, perché chi lo possiede non lo apre al mondo, perché non lo rende pubblico, perché non permette a tutti di usarlo?
Per chi volesse saperne di più, l'articolo "Il post definitivo sul metodo Stamina" fornisce una descrizione dettaggliata di tutto il succedersi della vicenda.

Bene. Fatta la breve premessa, ecco infine le dieci domande.

1. Perché voi delle Iene non spingete Davide Vannoni a rendere pubblico il metodo Stamina? Se è davvero così efficace, non pensa sia giusto dare la possibilità a tutti i medici e pazienti di adottarlo?

2. Nei suoi servizi per Le Iene ci ha mostrato alcuni piccoli pazienti in cura con il metodo Stamina. Dopo otto mesi e quasi 20 puntate, perché non ha mai coinvolto le altre persone che Vannoni dice di aver curato negli ultimi anni, invitandole a mostrare i benefici del metodo Stamina?

3. Perché non ha mai sentito la necessità di dare voce anche a quei genitori che, sebbene colpiti dalla stessa sofferenza, non richiedono il trattamento Stamina e anzi sono critici sulla sua adozione?

4. Nel primo servizio su Stamina lei dice che Vannoni prova a curare con le staminali casi disperati «con un metodo messo a punto dal suo gruppo di ricerca». Di quale gruppo di ricerca parla? Di quale metodo?

5. La Sma1 non sarebbe rientrata nella sperimentazione nemmeno se il Comitato l’avesse autorizzata, perché lo stesso Vannoni l’ha esclusa, ritenendola troppo difficile da valutare in un anno e mezzo di studi clinici. Come mai continua a utilizzare i bambini colpiti da questa patologia come bandiera per la conquista delle cure compassionevoli?

6. Perché non ha approfondito la notizia delle indagini condotte dalla procura di Torino su 12 persone, tra cui alcuni medici e lo stesso Vannoni, per ipotesi di reato di somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione a delinquere?

7. Perché non ha mai interpellato nemmeno uno dei pazienti elencati nelle indagini della procura di Torino?

8. Perché ha omesso ogni riferimento alle accuse di frode scientifica da parte della comunità scientifica a Vannoni, al dibattito attorno alle domande di brevetto e alle controversie che hanno portato a un ritardo nella consegna dei protocolli per la sperimentazione?

9. In trasmissione lei fa riferimento alle cure compassionevoli, regolamentate dal Decreto Turco-Fazio. Perché non ha spiegato che il decreto prevede l’applicazione purché «siano disponibili dati scientifici, che ne giustifichino l’uso, pubblicati su accreditate riviste internazionali»?

10. Se il metodo Stamina si dimostrasse inefficace, che cosa si sentirebbe di dire alle famiglie dei pazienti e all’opinione pubblica?

sabato, ottobre 26, 2013

Cronache altissime: da un testo di Jacopo Fo

“Ahhhh!” Urlò il barbuto agitando le braccia.
Sembrava un tricheco ubriaco.
“Che ti piglia?” Chiese la donna con le spalle scoperte e la pelle ambrata.
Seguì una sequela di bestemmie irripetibili.
“Vorrei farti notare che se uno è Dio non dovrebbe bestemmiare… Mi sembra un po’ masochista…”
“Dio?” Disse lui afferrandosi la punta della lunga barba bianca. “Ti sembro io Dio? Eh? Secondo te se io ero Dio facevo un mondo così?!? Ma che schifo! Centinaia di umani annegano in mare ogni giorno!”
La donna lo guarda, si gratta elegantemente il naso e poi osserva a bassa voce: “Senti, ma l’Universo l’hai creato tu o no?”
“Ma ancora con questa storia? Ma quando la pianterai? Come te lo devo dire che io non l’ho creato come volevo io. Io ho solo realizzato un progetto. Attenendomi al progetto… Quindi Dio non sono io ma Lei!”
“Senti ma io questa Lei non l’ho mai vista e sono duemila anni che sto qua…”
“Ascoltami Maria, mi mandi in esaurimento. Sta dormendo. Dorme sempre per 1951 anni. E tu sei qui solo da 1950. Vedrai che l’hanno prossimo si sveglia e te la presento.”
“Ed è lei che ti ha detto che non puoi fulminare subito il capitano di un peschereccio che fa il criminale?”
“Sì, e non posso incenerire neanche uno che scrive una legge sull’emigrazione che poi provoca migliaia di morti… E non posso vaporizzare neanche un degenerato che spara a un bambino.”
“E perché?”
“Oh, Dea Santa! Come posso spiegarti se tu ti annoi ogni volta che entro nei dettagli?”
“Vorrei che riuscissi ad arrivare al concetto impiegandoci meno di 5 anni…”
“Mia cara, l’idea della Creazione è stata quella di mettere in moto un meccanismo che in miliardi di anni avrebbe portato, a causa delle sue leggi interne, allo sviluppo della vita, dell’intelligenza umana, della realtà virtuale. L’idea è che la Creazione non sia ancora finita. Per questo esiste la violenza, che verrà estinta dall’evoluzione stessa della Creazione…”
“Va bene ma le regole chi le ha fatte? La Dea?”
“No, le regole preesistono. Sono indispensabili per l’esistenza stessa della divinità. La Dea può progettare un universo solo all’interno di una precisa griglia del possibile. Non è onnipotente. È solo MOLTO potente.”
“Va beh… Ma se ammazzi Hitler che danno fai alle leggi preesistenti?”.
“Interferisci. La presenza attiva di un Dio stravolgerebbe le regole.”
“E allora lasci che l’orrore si compia.”
“No, io canto”.
“Canti?”
“Certo. E la mia musica arriva a molti umani. E quando sentono la mia musica si convincono che quasi niente è impossibile.”
“Anch’io parlo al cuore delle donne… Ma serve?”
“Sì perché facciamo andare più veloce la storia. Così la creazione accelera…”
“Speriamo…” Disse Maria rassettandosi i capelli. “Ma dimmi: quando la Dea si sveglierà le cose andranno meglio? Cosa farà?”
“Si metterà a cantare”.

mercoledì, ottobre 23, 2013

Un cammino transappenninico:130Km in cinque giorni

Tempo fa Zucchero se n'è uscita con un'idea: e se facessimo il percorso tra i nostri due paesi a piedi?
Sono rimasto immediatamente folgorato: voglio assolutamente farlo!
Inizialmente pensavamo di dedicarci quattro giorni. Con 120 Km è fattibile. Poi alcune considerazioni, sul fatto che il percorso migliore avrebbe implicato 130 Km e soprattutto sulle possibilità per i pernottamenti, ci hanno indotto ad aggiungere un giorno.
Di seguito la mappa e le possibili tappe. Un'amica è già stata reclutata per la prode impresa.


Prima tappa - Àrsoli
Locanda-del-fontanile (27Km) (http://www.2spaghi.it/ristoranti/lazio/rm/arsoli/la-locanda-del-fontanile/)
Piazza valeria 1 - 00023 - Arsoli (RM) - tel: 0774.920249
Oppure
Riofreddo Hotel Villa Celeste, Via Valeria, 147, 00020 Riofreddo - (22 Km)

Seconda tappa - Subiaco
Ristorante Belvedere B&BSalva -Via dei Monasteri, 33, 00028 Subiaco
oppure
La Foresteria del Monastero di Santa Scolastica - Via dei Monasteri | Subiaco, 00028 Subiaco

Terza tappa - Trevi nel Lazio
Ristorante Albergo Il Parco di Trevi - Via Provinciale per Filettino Km. 9,200 - Trevi nel Lazio -
+39 0775527449 | +39 3343639549 - ilparcoditrevi@virgilio.it
Oppure
Hotel CRISTALLOVia Provinciale per Fiuggi Km 9,000-Località Altipiani di Arcinazzo TREVI NEL LAZIO (FR)

Quarta tappa - Alatri 
Collepardo Rita - Via La Stazza - 03011 Alatri (FR) - tel: 0775 440297
Oppure
B&B VILLA SBARAGLIA http://www.villasbaraglia.it/ 62, s.s. 155 Montelena - 03011 Alatri (Tecchiena di Alatri) (FR) - tel: 393 3232323 - fax: 0775 1856559

martedì, ottobre 22, 2013

Sperimentazione animale: superflua o necessità?

Rilancio un interessante articolo di MedBunker: Sperimentazione animale: superflua o necessità?
Cito alcuni estratti.

"...Il parlamento italiano sta discutendo una nuova legge sulla sperimentazione animale che contiene molti punti piuttosto discutibili. Uno di questo è quello relativo agli "xenotrapianti", ovvero il trapianto di tessuti da una specie animale all'altra. La norma è piuttosto strana, se approvata vi sarebbero conseguenze piuttosto singolari. Ad esempio continuerebbe ad essere permessa la macellazione e consumazione di suini ma sarebbe proibito usare le loro valvole cardiache per salvare la vita ad un essere umano o sarebbe permessa la derattizzazione ma proibito usare un ratto per sperimentare su problemi gravissimi come il cancro o le ustioni. "
"....Questi movimenti di pensiero hanno molte sfumature, da quelli più "ragionevoli" (che chiedono ad esempio di evitare i test su animali di tipo affettivo o per motivi "superflui") a quelli più ideologici (che chiedono la sospensione di qualsiasi test su animale, una prospettiva praticamente inapplicabile) fino ad arrivare a movimenti violenti (che attaccano anche fisicamente chiunque sia anche solo teoricamente a favore della sperimentazione animale).
Il problema, come spesso accade, crea fazioni, divisioni, urla e confusione ed il cittadino (quello che alla fine usa ed è destinatario di ciò che si sperimenta sull'animale) è spesso confuso, non sa bene di cosa si parla, è inondato da informazioni di tutti i tipi, molte delle quali false e strumentali."

L'articolo prosegue quindi con un'intervista a Giuliano Grignaschi, responsabile Animal Care Unit IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano. Ne consiglio la lettura. Spiega molto bene la realtà dei fatti. Così si conclude l'intervista:

Lei ama gli animali?

Io amo molto gli animali e ne ho sempre ospitati molti in casa mia, cercando di lasciarli vivere nel rispetto delle loro caratteristiche senza cioè mai cercare di “umanizzarli” e trasformarli in qualche cosa che non sono e probabilmente non vogliono essere.

Cosa può dire a chi, amando gli animali, vive con sofferenza l'idea degli stessi nel ruolo di cavie?

Quello che voglio dire (e che dico sempre) è molto semplice: affiancateci in questo percorso e aiutateci ad individuare al più presto delle autentiche metodiche alternative. Entrate con noi nelle università e nei laboratori (solo nel 20% circa si fa sperimentazione animale quindi c’è molto spazio anche per chi non la vuole utilizzare) e impegnatevi nella ricerca! Una sera un attivista di un gruppo animalista mi ha detto che anni fa iniziò a studiare medicina veterinaria ma dopo poco abbandonò gli studi per dedicarsi al volontariato in un canile; io rispetto totalmente la sua scelta ma sono convinto che se avesse continuato gli studi e si fosse laureato oggi potrebbe essere molto più utile agli animali che ama. Tutti vogliamo smettere di servirci del modello animale ma prima dobbiamo trovare un modello migliore, altrimenti ne faranno le conseguenze i nostri ammalati e questo non è accettabile, almeno per me.

lunedì, ottobre 21, 2013

Viaggio in Olanda: commiato

sabato, prima di lasciare i Paesi Bassi mi sono fatto una corsetta lungo le sponde del Gooimer. Di fronte a me c'è l'isola che costituisce buona parte della provincia di Flevoland: uno degli ultimi Polder strappati al mare attraverso la lunga operazione d'ingegneria che ha portato a far degradare il Zuiderzee dal rango di mare a quello di lago.
Una delle curiosità che ho incontrato lungo il percorso è questa pista artificiale per insegnare ai bambini  a sciare .

Seconda curiosità: un percorso di corsa a ostacoli per cani che stavano montando alla mia andata e che era popolato di cani gareggianti al ritorno.
Terza curiosità: grosso fungo.
Riserva naturale con uccelli e vista su uno dei due polder di Flevoland.

Curiosità del giorno precedente: volontari che in un giorno di nebbia bloccano il traffico al passaggio di pedoni e ciclisti sulle strisce pedonali: ottimi candidati per il premio senso civico 2013. 

mercoledì, ottobre 16, 2013

Viaggio in Olanda: cibi

Stasera gli studenti mi si erano appassionati e, nonostante avessimo superato di un'ora la fine dell'orario lavorativo, hanno voluto continuare a lavorare nella risoluzione dell'esercizio. E quando, passata l'ora e un quarto, hanno finalmente finito non mi volevano lasciare andare senza prima conoscere la storia della risoluzione. Mi hanno pure fatto perdere il taxi rimpiazzato poi dal passaggio di una collega.

Dopodiché, approfittando finalmente di una serata quasi senza pioggia (e addirittura oggi abbiamo avuto anche qualche ora di sole), sono andato a provare un ristorante diverso da quello un po' tristanzuolo dell'albergo.

Non che abbia fatto un grande sforzo, visto che il ristorante si trova dietro l'angolo. Cornelis Z si chiama. E me l'ha consigliato la collega del passaggio.

Approccio un po' internazional-fighetto con orientamento italo-ispanico-nipponico-neerlandese. Però devo dire che l'insalata con gamberoni, gamberetti, salmone e pesce di giornata non era malaccio. Anche se il salmone marinato lo preferisco di gran lunga senza erbette.
A proposito, il ristorante non era nell'edificio con ciminiere delle foto. Lì c'è un albergo e quello è l'edificio ristrutturato di una vecchia fabbrica di intonaci.

Il rastrellamento degli ebrei romani

Settant'anni fa, il 16 ottobre 1943, nonostante il pagamento dei 50 Kg d'oro richiesti da Herbert Kappler in cambio della non deportazione, 1.024 ebrei romani vennero deportati verso Auschwitz. Dopo un viaggio di quattro giorni in un treno composto da 18 carri bestiame, narrato da Primo Levi nel suo libro "Se questo è un uomo", gli sventurati giunsero a destinazione. Lì le SS dichiararono abili al lavoro 149 uomini e 47 donne e mandarono immediatamente tutti gli altri alle camere a gas. I cadaveri furono quindi lavati con un getto d’acqua, privati dei denti d’oro e bruciati nei forni crematori. Solo 15 uomini e una donna tornarono a casa.

Interessante può essere anche andare a riguardarsi la storia della condanna e della fuga di Kappler.


lunedì, ottobre 14, 2013

Viaggio in Olanda: l'efficienza

Al prossimo che mi viene a parlare di efficienza nordica gli sputo in un occhio.
Ho insegnato lo stesso corso due volte in Italia e sia questa volata che allora ho mandato la stessa lista di prerequisiti per l'aula. Con la differenza che in Italia ho trovato tutto predisposto nei minimi dettagli. Qui, invece, nonostante mi avessero scritto: "Non ti preoccupare, la logistica è nelle ottime mani del nostro 'Hospitality team'", mi sono ritrovato con più di metà dei prerequisiti disattesi e ho dovuto impiegare qualche ora per riuscire ad arginare le falle.

A proposito, ho scoperto che il materiale che ricopre i tetti di alcune case è costituito da canne. E quel tipo di tetti si chiamano Rietdekken. Si trovano anche diversi video che mostrano come vengono costruiti.
A proposito bis, mi hanno detto che nella sola giornata di ieri è caduta tanta pioggia quanta ne cade mediamente in un mese. E oggi continua a piovere, anche se molto meno di ieri. Pioggerellina. Ed è interessante che il tassista che mi ha riportato in albergo mi ha detto: "Ah, finalmente un po' di tempo buono".
Beh, allora io vado a godermi quest'unica serata di tempo buono della settimana prima che mi chiudano le cucine e ricominci a piovere più forte.

domenica, ottobre 13, 2013

Viaggio Olanda: partenza

Il viaggio comincia con un'avvincente discussione sulla numerazione civica del nuovo quartiere con la tassista bionda. Sono ormai quasi quindici anni che i tassisti di questa piccola impresa a conduzione familiare accompagnano le partenze e i rientri dei miei viaggi di lavoro.
Il percorso è illuminato dai deboli raggi di sole che filtrano attraverso una nebbiolina alta in lento diradamento. E strada facendo essi si trasformano in un più deciso irraggiamento di metà ottobre che risalta quell'inizio di colorazione autunnale della vegetazione, a tratti folta, delimitante i bordi delle locali autostrade. Colorazione che, una volta raggiunto il suo apice, conferisce ai panorami delle vallate circostanti quel tipico aspetto di cartolina "Saluti dalla Odenwald".
Le previsioni mi dicono invece che al mio arrivo troverò tempo grigio e piovoso. Questo è uno dei pochi casi in cui spero nella fallacia dei modelli matematici usati per le previsioni.

Segnali dell'esattezza della previsione giungono invece già dall'annuncio del comandante dell'aereo: pioggia e forti venti; e poi anche dai più tangibili scossoni, man mano che ci avviciniamo alla meta, che vanno in crescendo e rendono l'atterraggio il più movimentato che io abbia mai vissuto.
Pioggia battente e vento impetuoso accompagnano i quaranta minuti di viaggio in taxi con un tassista afgano non molto loquace. E i colori della vegetazione sono inaspettatamente più verdi rispetto al posto che ho lasciato. Ma forse anche perché la vegetazione di qui è diversa. Altra differenza, che salta subito agli occhi, del paesaggio peri-autostradale è la presenza di bestiame bovino, ma soprattutto ovino; quest'ultimo quasi totalmente assente dai luoghi della mia partenza.
Usciti dall'autostrada le differenze si amplificano. E giunti a Huizen la prima cosa che mi colpisce sono i tetti delle case. Alcuni con tegole ma molto spioventi e altri in muratura... oppure sono ricoperti di da altro materiale? Il taxi è troppo veloce e non riesco a guardar bene. Dovrò appurare e fotografare.

L'albergo è vicinissimo al porticciolo. E questa è la vista dalla mia finestra con infisso chiuso ...

...e aperto.
Peccato per il tempo, altrimenti sarei andato a farmi una bella passeggiata. Non avrei ma pensato di dover rimpiangere il tempo tedesco.
Ah, il ristorante apre alle 17:30 e chiude alle 21:30. Dovrò quindi affrettarmi per evitare spiacevoli conseguenze.

venerdì, ottobre 11, 2013

mercoledì, ottobre 09, 2013

Nomadi



Non dire niente
fra un minuto il giorno nascerà
e l'uomo che io ero morirà.

Amica mia
questa casa non è casa mia
col primo vento caldo me ne andrò.

martedì, ottobre 08, 2013

Vampiri

È notte e per le strade deserte del mio paese incontro mia cugina.

- Mi sono comprata un vampiro mi dice. - Vuoi vederlo? È una ficata.

La seguo attraverso la strada che porta al cimitero pensando che si tratti dell’acquisto di un pipistrello. Ci fermiamo in un casale di campagna. Lì lei apre una porta da cui esce una figura umana. Cerco di allontanarmi ma quella mi segue. Alla fine le sferro un calcio. E sento Zucchero lamentarsi. Fu il preludio di una notte insonne.

domenica, settembre 29, 2013

Controllo automatico velocità

Chi mi conosce sa che per me l'automobile è solo un mezzo di trasporto. L'interesse che mi suscitano le auto sportive o di lusso tende allo zero. Per non parlare poi dei SUV che m'ispirano una pregiudiziale antipatia.

C'è un dispositivo però che sognavo di avere sin dal mio primo viaggio transalpino con la mia vecchia Fiesta verde ranocchio: quello per il controllo automatico velocità. Mi avrebbe risparmiato di tenere il piede continuamente sollevato durante un viaggio che implica almeno dodici ore di autostrada. Così mi mi procura non pochi fastidi muscolari. E finalmente, dopo 14 anni, ho fatto installare il prodigioso apparecchio due settimane fa.
L'occasione per provarlo si è presentata subito il fine settimana scorso. Purtroppo per un evento non troppo lieto. Fatto sta che in più di dieci ore di guida autostradale abbiamo avuto tutto il tempo per provarlo e cominciare ad imparare a governarlo al meglio.
Ho provato così che, a differenza di quanto mi aveva detto il venditore, il dispositivo si disattiva quando si abbassa uno dei tre pedali. E una cosa un po' strana è il fatto che, quando si è in marcia ad una certa velocità, supponiamo 130 Km/h, e si vuole rallentare con una certa rapidità usando solo il dispositivo di controllo si arriva ad una velocità limite, ad esempio 120 Km/h, oltre la quale non si può decrementare. Anzi, se uno continua a premere sul meno, la velocità torna su di 3 o 4 Km/h. Dapprima la cosa mi ha lasciato un po' perplesso. Poi mi è sembrato di aver trovato un'interpretazione plausibile. E cioè, non avendo il dispositivo il controllo dei freni esso può rallentare solo con il freno motore. Che però ha delle limitazioni fisiche e temporali. Anche con questa spiegazione tuttavia mi risulta piuttosto difficile interpretare il fatto che, se continuo a premere sul meno una volta raggiunta la velocità limite, diciamo 120 Km/h, invece di fermarsi lì il dispositivo si riporta a 124 Km/h. Qualcuno ha idea?

sabato, settembre 28, 2013

L'espatriato e la madre patria

Di recente ho sentito citare una frase di Igor Stravinskij. Quello che molti, me compreso, considerano il più grande compositore del novecento. E che trascorse la maggior parte della sua vita adulta come espatriato.
In diverse occasioni egli criticò anche duramente la madre patria, ma in un'occasione pare che disse (cito e reinterpreto a memoria): "Io amo profondamente la mia patria. Ed è proprio per questo che mi posso permettere di criticarla aspramente. Ma è una cosa che non consentirò di fare a nessun altro". Penso che intendesse nessun altro non russo... O forse più in particolare nessun altro non russo che non sia dotato di amore nei confronti della Russia?

A proposito, se qualcuno dovesse conoscere o trovare la citazione precisa me lo faccia sapere.

giovedì, settembre 26, 2013

Ho visto cose che voi umani...

Una bicicletta a terra incastrata sotto il paraurti anteriore di un tir. Era al semaforo dell'incrocio dove passo molto spesso in bicicletta. E che ho anche attraversato almeno un centinaio di volte trasportando l'ingombrante zainone del trombone. A volte forse pure in modo un po' spericolato. La scena mi ha fatto un certo effetto. Il/la ciclista era presumibilmente dentro l'ambulanza che stava lì ferma. Il che mi ha fatto sperare bene per lui/lei.

lunedì, settembre 23, 2013

Sull'inutilità della distruzione dell’avversario

Grazie alla condivisione dell'amico ubik mi sono andato a leggere l'articolo "Io non mi diverto più" di Beatrice Mautino. Mi trovo totalmente d'accordo con il messaggio dell'articolo. Ed è già da tempo che, nel mio piccolo, cerco di mettere in pratica tale massima.

"Il punto non è che mi sono stufata del Cicap o di quel che gira attorno ai fan della scienza. Non ho nemmeno perso la voglia di divertirmi e scherzare su queste cose. Il punto è che tutto questo indignarsi, prendere in giro, leggere i peggio link e guardare tutta l’immondizia che gira su youtube per poi commentarla rigo per rigo o battuta per battuta, passare il tempo a cercare di sputtanare questo complottista o quel fuffaro, è una grande, gigantesca, enorme perdita di tempo.
Ed è tempo non solo che non torna più indietro come le stagioni di Guccini, ché ognuno ha poi anche il diritto di gettar via la propria vita come crede, ma è tempo che potrebbe essere investito in qualcosa di immensamente più utile. È tempo che si leva alla sperimentazione di nuovi linguaggi e nuove modalità di comunicazione. È tempo che si leva alla documentazione. È tempo che si leva alla produzione di informazione corretta.
È tempo che si regala a quei complottisti o fuffari che vogliamo tanto combattere."

giovedì, settembre 12, 2013

Gianni Perilli / L'Altretnica

Era la sera di sabato 24 agosto e un temporale estivo aveva rinfrescato l'aria. Dopo aver percorso in un'ora 50 Km di strade di montagna che ci separano da Acquafondata arriviamo al Festival della Zampogna. Obiettivo: ascoltare la NCCP e deliziarci un po' con qualche ballo. Ma dopo qualche istante dall'inizio del concerto le cose non mi quadrano. Seppure ben lungi dall'essere ballabile quella musica mi colpisce all'istante. È per me una novità assoluta. Ci sono dentro alcuni dei miei generi preferiti: progressive, rock, jazz e musica popolare del centro-sud; ma che non ho mai sentito in una rimescolatura così eclettica e ben calibrata. Insomma è un'amore a prima vista primo ascolto. Un esempio. Sentito che voce la cantante?
Anche questo pezzo non è male.


Ma dal vivo sono molto meglio. Sul suo sito Gianni Perilli dice di aver ricercato un modo diverso di suonare la zampogna e la ciaramella. "Ho voluto continuare le tradizioni dei miei avi con l'intento di proiettare questi strumenti magici dal passato nel futuro." E secondo me ci sta riuscendo molto bene.

Formazione
GIANNI PERILLI: voce, ciaramella, zampogna, sax, flauto traverso
PIERLUIGI MOSCHITTI: tamburi a cornice, djambè, darabouka, blues harp, percussioni
IVANO COPPOLA: basso, zampogna
MARIA CRISTINA D'ALESSANDRO: voce, chitarra battente
ARMANDO IACOVELLA: chitarra elettrica e acustica
GIOVANNI IACOVELLA: batteriaVisualizza altro

martedì, settembre 10, 2013

Ventotene


 Porto d'arrivo
 Porto Romano
 Ingresso a Cala Nave
Cala Nave
 Faro e isola di S. Stefano
 Particolare scoglio Cala Nave
Municipio

Un giorno torneremo a Ventotene.







mercoledì, settembre 04, 2013

Startup e dogmi socratici

Idea per una  startup
Sfruttare la memoria dell'acqua per costruire dischi rigidi a costo zero.
P.S. Togliere prima pesce rosso potrebbe alterare memoria.

Dogma post-socratico
Diffida degli erboristi (alias: Ma non era alle erbe?)

martedì, agosto 27, 2013

Marmellata di more 2013

Dopo la pausa dello scorso anno, causa grossa penuria di more, quest'anno, per la precisione una settimana fa, siamo riusciti a cogliere due chili e seicento grammi di more in due sessioni: mattutina e pomeridiana.

Per trasformarle in marmellata abbiamo usato la stessa procedura di due anni fa. Dopo averle lavate, fatte appassire ed aver eliminato i semini, abbiamo ottenuto 1,67 Kg di passato di more. Abbiamo aggiunto 1 Kg di zucchero (meno del 60% contro il 65% di due anni fa)

e dopo l'ebollizione necessaria (meno di un'ora quest'anno) abbiamo ottenuto due chili e mezzo circa di marmellata.

Note per il prossimo anno
Non dimenticare i seguenti utilissimi strumenti: guanti da piluccatura di tessuto nero, uncini e forbici da potatura. Per eliminare i semini usare filtro più fine. Tu sai dov'è, tu sai com'è, tu sai perché.

domenica, agosto 18, 2013

Bugie pidielline


"Non si può ignorare il fatto che Silvio Berlusconi è stato eletto da oltre dieci milioni d'italiani e  che i giudici con quel verdetto hanno condannato anche quegli italiani" è il ritornello che in questi giorni si sente ripetere a sfinimento dai nani e dalle ballerine della corte.

I voti del PDL alle ultime elezioni sono stati 7.332.972 alla camera.
I giudici con quel verdetto hanno condannato solo lui e qualche altro cortigiano.
Anche se di milioni di voti ne avesse avuti venti o trenta le conseguenze del verdetto sarebbero rimaste invariate.

martedì, agosto 13, 2013

Insoddisfazioni

Entrò nell'ambulatorio che ormai da anni visitava almeno una volta al mese. Molto tempo era trascorso dall'inizio della storia che gli aveva irreversibilmente cambiato la vita. Sicuramente il più importante tra tutti gli eventi per cui lui registrava un prima e un dopo. L'infermiera che più spesso gli prelevava il sangue era una signora di mezza età. Magra e minuta, con il volto sghembo e rigato da rughe. Indossava sempre scarpe da ginnastica con la suola spessa e basculante. Forse per far fronte alle lunghe ore trascorse in piedi. L'impressione che Fosco ebbe quando la vide per la prima volta fu quella di una persona arcigna e scontrosa. I loro dialoghi si limitavano solitamente ai saluti e alle domande essenziali di carattere tecnico. Un giorno Fosco assistette a una telefonata in cui la signora veniva maltrattata da un paziente. Ebbe l'impressione che si trattasse di un paziente eccellente. E la signora dovette scusarsi ripetutamente. In quel momento Fosco percepì una forte empatia per quella signora spigolosa e infaticabile. La volta successiva le portò una scatola di cioccolatini. Poi le cose ripresero come sempre. Un'altra volta, durante l'innumerabile nuovo prelievo di sangue, Fosco sconfinò dalla solita comunicazione essenziale dicendosi affascinato da come si potesse riuscire a bucare una vena con un ago senza trafiggere la parte inferiore della stessa. La signora si mostrò lusingata e gli spiegò un po' la tecnica.
Quel giorno invece, dopo la solita attesa sulla poltrona da prelievo, Fosco vide la signora entrare mentre parlava in tono concitato con una sua giovane collega.

- Sono furiosa - sibilò ella chiudendo la porta alle spalle della giovane.
- Come mai? - chiese Fosco.

La signora ignorò la domanda prendendo a frugare a testa bassa tra provette, aghi e tubicini.

- Un bel respiro - disse infine l'infermiera dopo aver stretto il laccio emostatico al braccio di Fosco. - Un bel respiro e ci prendiamo il tempo che ci vuole -. Sorpreso dall'inconsueto commento Fosco non si accorse neppure che il suo sangue stava già affluendo nella provetta. - Lei lavora in proprio? - chiese la signora dopo aver aspirato le solite tre o quattro provette.
- No, ma molto spesso lavoro da casa. Solo che ora mi trovo un po' più distante. Ci siamo trasferiti nel nuovo quartiere in costruzione.
- Ah, ho sentito che è un bel quartiere. Anche il mio ex-capo si è comprato una casa lì.
- Sì, infatti siamo piuttosto soddisfatti.
- Sono proprio contenta che lei sia soddisfatto... Nonostante la storia che ha vissuto. Io sono circondata da gente insoddisfatta. E non ne posso più di sentire lamentele. Hanno tutto e si lamentano!
- Eh, quella storia vissuta purtroppo ha portato con sé anche altre conseguenze. Ma che possiamo fare se non goderci almeno quello che ci resta?
- Vede? Ero furiosa e parlare con lei mi ha rasserenato.
- Mi fa piacere - rispose Fosco arrossendo mentre anche il volto della signora si colorava. - Buona giornata e grazie.
- È stato un piacere. Buona giornata anche a lei.

venerdì, agosto 09, 2013

Conteggi: corridoi

Più tardi due giovani ragazzi vennero a prelevarlo. Lo trasportarono con tutto il letto nell'adiacente reparto di radiologia. I giovani non gli sembrarono infermieri e presto si convinse che si trattava di obiettori di coscienza. Il che gli ispirò simpatia visto che anche lui aveva fatto la stessa scelta dieci anni prima. Tuttavia, durante il trasporto per i corridoi della clinica un'insolita sensazione cominciò a pervaderlo. Non poteva essere lui quello al cui passaggio i pazienti esterni dispensavano rapide occhiate dalle sale d'attesa. E proprio quei volti e quelle occhiate gli riportarono alla memoria la sua prima visita a un ospedale. Era bambino e lo avevano portato a trovare suo nonno. Una delle cose che gli rimasero più impresse erano proprio i pazienti trasportati per i corridoi con flebo al seguito e volti sfatti. E ora lui si ritrovava in quel ruolo che tanto lo aveva impressionato. Per un'istante gli sembrò quasi di osservarsi dall'esterno attraverso gli occhi di quel bambino. Era lui che da ogni angolo gli dispensava quelle occhiate. Era lui che guardava con occhi spaventati e compassionevoli quel cranio glabro, quel volto scheletrico e malinconico. Ma di bambini in quel reparto Fosco non ne vide. Vide solo pazienti, tecnici e medici di un paese straniero che parlavano una lingua a lui ostica. Sapeva bene che quei tecnici e quei medici stavano lavorando per aiutarlo, per salvargli la vita, ma in quel momento non poté fare comunque a meno di sentirsi terribilmente solo. Soprattutto quando, dopo la Tac, gli obiettori lo lasciarono parcheggiato per un po' in una stanza chiusa. Forse erano andati a prelevare qualche altro paziente ma quell'attesa, lì da solo, in quello spazio inospitale, lo gettò nello sconforto.
Fortunatamente quella sensazione passò presto dopo che fu tornato al reparto dove Sara lo stava aspettando. Canti, letture e scrittura, uniti all'idea della crescita dei globuli bianchi, lo rimisero un po' in sesto.

martedì, agosto 06, 2013

Conteggi: negazione scaramantica

Il mattino successivo la speranza si era sedimentata sotto un massiccio strato di negazione scaramantica. Nulla dell'ansia da attesa traspariva dalle sue azioni. Negli anni aveva affinato quella tecnica e spesso riusciva a far esprimere sentimenti simili nella sola sfera del subconscio riuscendo ad occultarli persino a se stesso. Ma quando Schwester Dagmar gli mostrò il foglio con i risultati quella speranza sedimentata riemerse ed esplose nella sua coscienza in una pirotecnia di sensazioni di cui un solo sbiadito riflesso riuscì a trasparire nel mondo esterno manifestandosi nella forma di un lieve sorriso.

domenica, agosto 04, 2013

Nuovi percorsi sportivi

Sommerso dalle attività di trasloco e post-trasloco sto trascurando molto l'attività sportiva, anzi diciamo che l'ho sospesa quasi totalmente.
Oggi però sono riuscito a trovare un buco e l'ho dedicato alla seconda incursione esplorativa dei sentieri del nuovo quartiere. Casa nostra si trova al confine sudorientale dell'abitato  Un lungo viale pedonale ancora in costruzione ci separa dai campi. Attraversando il viale ci si immette nella sconfinata rete di sentieri di campagna e piste ciclabili che attraversano in lungo e in largo la regione. Ci sarà ancora molto da esplorare.
La differenza rispetto ai dintorni della casa vecchia, che poi per me è uno svantaggio, visto che sono nato e cresciuto nell'appennino sabino, è che qui i dintorni sono piatti. E se si vuole camminare o correre evitando le strade principali ci si ritrova circondati da campi coltivati a granturco e...
orzo farro avena, boh, secondo voi che è?

Ah, comunque nel frattempo lo hanno mietuto. E, in un campo i corvi e nell'altro le cicogne, si stavani godendo gli avanzi.

sabato, agosto 03, 2013

Un intruso a cena

Stasera abbiamo invitati. E tra le portate che vedete io ne ho preparata una sola.
Scovate l'intruso.


Ah, e in frigo ce ne sono altre tre. A Zucchero sembra di aver fatto poco.

lunedì, luglio 29, 2013

Il paradosso del mucchio e la fine di un'era

Stasera abbiamo finalmente chiuso il capitolo della casa vecchia.
Negli ultimi giorni pensavo di essere finito in una moderna versione del paradosso del sorite in cui il mucchio non arriva mai al suo stato di non-mucchietà indipendentemente dal numero di granelli sottratti.
Ad ogni viaggio di familiare con i sedili ribaltati e il retro stracolmo di frammenti di dodici anni e mezzo di vita il nostro commento era sempre lo stesso:
- Eh, ma stavolta sono rimaste quattro bagattelle.
E bagattella per bagattella alla fine il sortilegio si è compiuto: cinque minuti prima della riconsegna delle chiavi siamo riusciti a vedere l'intera superficie della vecchia casa e della cantina.
Tralascio il racconto della penosa discussione tra me, Zucchero, la protocollara e la sorella della padrona di casa sulla riverniciatura delle porte...
Ma se qualcuno fosse interessato al pettegolezzo i commenti sono lì per quello.
Ad ogni modo, durante il viaggio di ritorno con il retro della familiare stracolmo dell'ultimo frammento, sono stato pervaso da uno strano sentimento: un misto di Saudade e di senso di liberazione, di svuotamento e di irreversibilità.
Ah, altra bella chicca di qualche giorno fa è stato il discorso di commiato con i vicini idioti del pianterreno. Lì protagonista indiscussa e inimitabile è stata Zucchero. Io mi sono solo ritagliato un piccolo ruolo di spalla gregaria.

lunedì, luglio 15, 2013

Stagione estiva: secondo concerto, trasloco e terzo concerto ancor più teatrale

Dopo il successo del primo concerto di giovedì 4 al Gymnasium, giovedì scorso abbiamo replicato in un'altra scuola cittadina. Né io personalmente, né l'orchestra in generale, né il direttore-istrione siamo riusciti a mantenere il livello del primo concerto. Il pubblico mostrava mediamente meno interesse. E il fatto si rifletteva anche nella presentazione del direttore. Si percepiva che la faceva con meno divertimento.

Nel frattempo, martedì scorso ci siamo definitivamente trasferiti nel nuovo appartamento. Nella foto potete ammirare il nostro studio nel giorno d'arrivo dei mobilieri.

E in questa come esso appariva alla loro partenza.
I nostri vecchi mobili sono stati o venduti o devoluti ... e qualcosa è rimasto ancora lì. Nei prossimi giorni dovremo lavorare un po' per liberare la casa vecchia. Ah, la nostra cucina a gas l'ha comprata Kofi Annan. Quando mi ha chiamato volevo riagganciare, ma alla fine ho capito che quello era davvero il nome del signore ghanese.

Poi sabato c'è stato il grande concerto della Stadthalle. Lì la presentazione è stata fatta in forma ancora più teatrale da un attore di teatro che potete vedere vestito da capotreno. È stato bravo,
noi abbiamo suonato piuttosto bene e a giudicare dagli applausi pare che il pubblico si sia divertito molto.

Non nego neppure la goduria nel poter sfogare tutta la potenza trombonistica sulla Parade of the Charioteers.

lunedì, luglio 08, 2013

Tramonto estivo tra grù e cantieri alla Bahnstadt - possibile foto per cartolina turistica del futuro?


Una cosa che non avevo ancora detto su questo quartiere è che è già diventato una meta turistica. Ho già visto gruppi di asiatici due volte e un paio di autobus turistici. Sicuramente l'attrazione sarà determinata dal fatto che l'intero quartiere è costruito secondo i criteri della casa passiva, ma mi chiedo comunque a che tipologia di visitatore possa interessare una visita al nostro nuovo quartiere.

domenica, luglio 07, 2013

La vendita dei mobili usati ovvero della sottrazione del letto

Credo che tale pratica in Italia sia piuttosto inconsueta. Qui invece c'è un mercato fiorentissimo dell'usato dei mobili. Uno dei punti di riferimento è questo sito. Siccome vorremmo liberarci di tutti i nostri vecchi mobili negli ultimi giorni ho inserito diversi annunci su quel sito continuando ad abbassare i prezzi fino a quando non arrivavano richieste. La cosa ha funzionato abbastanza bene. Anche se alcune cose rimangono ancora invendute. E ci stanno procurando qualche pensiero.
Tipo la grande libreria ad angolo e il divano letto, per i quali ora sono arrivato a 29€.
Ad ogni modo, quello che volevo raccontare è l'avventura/disavventura di ieri. Avevo fissato un appuntamento con un'ispanofona che si diceva interessata al nostro letto. Venti minuti prima dell'ora stabilita si sono presentati lei e il marito. Dal colore li avrei detti latino-americani. Sono invece madrilegni. Lui dall'aspetto massiccio.


- Bene, lo prendiamo - dice lui dopo averci scoperchiato letto e materasso.
- Subito?! - rispondo io intuendo le intenzioni. - Veramente pensavo voleste solo vederlo per decidere.

Dopo un po' di ripensamenti, tentennamenti e revisioni dei piani abbiamo infine ceduto decidendo di accamparci sul divano letto per i prossimi (spero pochi) giorni. Il tipo ha portato la cassetta degli attrezzi ed, efficientismo, in meno di un'ora, ha smontato letto e mezzo armadio e se li è portati via insieme a materasso e comodini. Io l'ho aiutato solo per trasportare il materasso. Ad aspettarci in strada la giovane mamma con i due bambini. Mi intrattengo qualche minuto con lei. Pare che lui abbia perso il lavoro e che sei mesi fa abbiano deciso di trasferirsi in Germania. Ora lui lavora in un cantiere edile. Questo spiega molte cose e soprattutto non mi fa pentire minimamente di aver accettato quel prezzo ridicolo rendendomi il distacco meno doloroso.

Come dicevo, ora di pezzi grossi da vendere ci rimangono solo la libreria e il divano letto. Se non troveremo acquirenti forse li porteremo al recyclinghof. Luogo che ormai, dopo molteplici viaggi per smaltire imballaggi, non ha segreti per noi. Oppure li devolveremo alla Markthaus. Ma queste opzioni potrebbero comportarci un po' di grattacapi.

Tra gli altri aneddoti collegati a questa rivendita di mobili c'è la scoperta di un intrallazzo finanziario che gravita attorno al sito citato. Ci è cascata la nostra nuova vicina. Ma fortunatamente l'imbroglio non comporta perdite per la vittima. A dire il vero non ho ben compreso il meccanismo.Dicono cose del tipo:
Sono un compra-venditore operante da... chessò, l'Austria. Se mi fa avere le sue coordinate effettuerò il bonifico e tra X giorni un mio dipendente verrà a prendersi il mobile. Io messaggi del genere li ho sempre ignorati. La vicina invece è andata avanti nella contrattazione. Alla fine ha effettivamente ricevuto il bonifico, ma ci ha spiegato che dopo qualche giorno i soldi sono scomparsi dal conto e comunque nessuno è venuto a reclamare il mobile. Boh, vicenda poco chiara.... Qualcuno è a conoscenza d'intrallazzi simili o ne intuisce meglio lo scopo?

A me è capitata invece una signora che ha acquistato il nostro frigorifero già da un paio di settimane versandomi un anticipo di circa tre quarti dei 65€ contrattati senza neppure vederlo. Lo prenderà nel giorno in cui le comunicherò la disponibilità definitiva.

- Ma non vuole neppure vederlo? - le ho chiesto al telefono.
- No mi fido di lei.

Pare che le serva solo per la festa di compleanno di suo marito in quanto il loro frigorifero non basterebbe a contenere tutti i cibi (e credo sopratutto le bevande). Mah! Ah, i soldi stanno ancora sul conto. E pochi minuti fa ho anche venduto la cucina a gas. Il tipo verrà a prendersela più tardi.

Poi nel cantiere ho allacciato interessanti contatti con un piccolo imprenditore edile kosovaro a cui abbiamo fatto fare dei lavoretti di rifinitura e che non fa altro che parlar bene degli italiani e male dei tedeschi. Il suo giovane dipendente ha lavorato per dieci anni in Liguria. È arrivato qui sei mesi fa perché non trovava più lavoro lì. Ma rimpiange molto l'Italia e quando i nostri arredatori lo hanno invitato a pranzare con loro è stato felicissimo.

- Oltre al clima e al paesaggio, questo è uno dei motivi per cui rimpiango l'Italia - ha detto. - Qui ognuno pensa solo per se.

sabato, luglio 06, 2013

Stagione estiva: un primo concerto molto teatrale

Il primo dei due concerti è andato molto bene. Il pubblico era composta per la maggior parte da studenti del Gymnasium in cui abbiamo suonato. Il nostro direttore, con la sua grande e naturale abilità istrionica, è riuscito magistralmente a coinvolgere i ragazzi. È arrivato trascinando sul podio la vecchia valigia del manifesto e da essa ha cominciato ad estrarre la partitura del primo pezzo mostrando contemporaneamente nel grande schermo un'immagine ad esso correlata e condendo il tutto con un eloquio ironico e una mimica teatrale .
È andato avanti così, pezzo per pezzo. E alla fine di ognuno dei dodici pezzi chiedeva chi fosse in possesso dell'adesivo relativo al brano appena suonato. Il ragazzo di turno glielo portava e lui lo incollava rumorosamente sulla valigia. Ha continuato con quiz ed espedienti vari. Sulla Polka della Moldava di Smetana ha coinvolto tutto il pubblico: prima insegnandogli i passi e poi facendogleli ballare. Fino a raggiungere l'acme nel momento in cui una civetta di peluche è schizzata dalla valigia e una scopa volante si è materializzata per tramutarsi poi in scopa piccola formato bacchetta usata quindi per dirigere l'orchestra. E a conclusione di Harry Potter c'è stato l'atteso tripudio.

Alla fine sono stato molto soddisfatto della mia prestazione trombonistica. Spero si ripeta pari pari nel molto più importante concerto del 13 luglio nella Stadthalle di Heidelberg. Da quello che ho capito lì l'introduzione ai pezzi verrà effettuata da un'attrice di teatro.

venerdì, luglio 05, 2013

Sommersi nel trasloco

Coordina lavori e arrivi; ordina elettrodomestici; sistema assicurazioni e cambiamento indirizzo; impacchetta libri e abiti; pubblica annunci per vendere mobili; sistema contratto telefono, internet, gas e corrente; acquisto scaffalature cantina; coordina e traduci contatti tra architetto italiano e controparti tedesche; svuotare cantina; far cambiare libretto macchina; contattare consolato; ecc., ecc., ecc.

martedì, luglio 02, 2013

Vaccino o non vaccino? Questo è il dilemma ...

...è il titolo di questa puntata di Radio 3 scienza. Ascoltandola ho scoperto che...

La regione Veneto dal 2008 ha sospeso l’obbligatorietà delle vaccinazioni. A cinque anni di distanza un’indagine ha fatto il punto sulle scelte e le motivazioni dei genitori che hanno deciso di non vaccinare i propri figli. Massimo Valsecchi, responsabile scientifico della ricerca e direttore del dipartimento di prevenzione dell’Ulss 20 di Verona, ci illustra i risultati dell’indagine e spiega cosa avrebbero da imparare le istituzioni sanitarie.

Andando a curiosare tra le loro pagine (Indagine sui Determinanti del Rifiuto dell'Offerta Vaccinale nella Regione Veneto) ho avuto l'impressione di un lavoro davvero ben fatto. Con approfondimenti non solo nell'ambito medico ma anche nell'ambito sociologico, psicologico e mediatico.

Avviata come ricerca sulle motivazione del rifiuto delle vaccinazioni, non praticate o praticate selettivamente da una piccola parte della popolazione, questa indagine si è trasformata in una preziosa occasione di ascolto e di dialogo con  genitori, gruppi, associazioni, operatori. E' stato possibile pertanto ripensare modi e strumenti di approccio e passare quindi dall'analisi della motivazioni al rifiuto alle motivazioni che sostengono le scelte, di adesione o di rifiuto verso le vaccinazioni.

La pagina che ho citato è densa di informazioni e documenti. Particolarmente interessanti mi sono sembrati questo documento - Il popolo web e le vaccinazioni – Report di Sintesi Nazionale Sinodé - Novembre 2011 - che analizza le motivazioni che spingono un genitore al rifiuto totale o parziale delle vaccinazioni e queste "conclusioni e proposte operative" di cui riporto alcuni stralci

"La fotografia del mondo dei genitori messi di fronte alla scelta di vaccinare o meno il proprio figlio, risulta dai dati raccolti molto complessa. Si richiede pertanto un approccio capace di reggere la complessità... Il contesto Veneto della sospensione dell’obbligo costituisce in questo senso una premessa ed un’occasione per l’apertura di un dialogo. Se, come risulta dai dati, il campo è fluido e la scelta di vaccinare o meno, indipendentemente dall’obbligo, non è scontata, e se il patrimonio di fidelizzazione e di adesione acritica (ma anche di rifiuto acritico) va perdendo consistenza, i campi di azione suggeriti dalla ricerca, ineludibili, risultano i seguenti:
1. Ad un genitore sempre più informato ed esigente, (ma anche più dubbioso), bisognoso di essere ascoltato e disposto al dialogo, deve corrispondere una risposta di qualità, trasparente, non paternalistica, che fornisca un quadro obiettivo, completo e indipendente riguardo alle vaccinazioni, che tenga conto anche di eventuali aree grigie. ...
2. All’opinione diffusa tra i genitori di una scarsa trasparenza del sistema ed alla presenza di conflitti di interesse la risposta non può che essere la massima accessibilità di informazioni indipendenti, con una particolare attenzione all’omogeneità delle risposte ad alle modalità comunicative, che spesso aumentano l’incertezza e minano la fiducia negli operatori. Tra i dati che è necessario rendere più disponibili in modo diffuso sono in primo piano quelli relativi alle reazioni avverse...
3. Ad un genitore attivo nella ricerca di informazioni, ma spesso altrettanto disorientato, che incontra nel passaparola pareri diversi e nei media - soprattutto in internet - una comunicazione fortemente sbilanciata in senso contrario alle vaccinazioni e lacunosa dal punto di vista della diffusione e gravità delle malattie, eterogenea nei contenuti ed indistinta nella qualità ed autorevolezza, vanno garantite informazioni tempestive e diffuse sulla propagazione delle malattie infettive e sulle loro conseguenze.
I genitori dovrebbero inoltre poter trovare, in particolare in Internet, voci affidabili che diano risposte o forniscano strumenti di lettura davanti ad informazioni infondate scientificamente e orientate pertanto in modo ingiustificato contro l’offerta vaccinale. Questo comporta un lavoro periodico di revisione delle informazioni disponibili e una sistematica azione informativa, rigorosa, chiara e comprensibile. Le proposte di azione sono pertanto riassumibili in 4 punti: A. strutturare i servizi vaccinali in modo tale da consentire loro di esercitare effettivamente un’offerta attiva delle vaccinazioni, anche rafforzando la rete con i Pediatri di Famiglia B. intervenire sul sistema di informazioni sulle vaccinazioni via web fornendo informazioni trasparenti e complete, monitorando i siti contrari alle vaccinazioni ed intervenendo sui contenuti infondati e fuorvianti. C. migliorare il sistema di informazione sui dati reali relativi alle reazioni avverse D. attivare un sistema (attualmente inesistente) di informazione ai genitori e agli operatori sanitari sulle epidemie da malattie prevenibili con le vaccinazioni in atto
È in atto una ricerca nell’ambito di GenitoriPiù su quanto sia utilizzato tra gli operatori questo strumento e quale la conoscenza delle reazioni avverse registrate (per inciso, su c.ca 21.680.000 dosi somministrate nel 1993-2010: Eventi gravi con sequele 5, su 327 gravi causalmente correlabili; Decessi giudicati non attribuibili: 4, decessi attribuibili: 0).

Mi è stato segnalato anche questo articolo del Corriere della Sera che descrive molto bene questa indagine.

Vorrei anche citare una notizia rimbalzata di recente dagli antipodi fino a noi.
"La delirante crociata antivaccinista non manca di far danni. In Nuova Zelanda, la vittima è un bambino di 7 anni, Alijah. Il padre, dopo aver vaccinato i suoi due figli più grandi, è condizionato dalle letture su internet, quelle che parlano di gravi effetti collaterali dei vaccini, di complotti, di medici cattivi e multinazionali truffaldine e così decide di non vaccinare suo figlio, ma le cose non vanno bene, il piccolo, attorno alle festività di Natale, è colpito dal tetano. Finisce in rianimazione con gravi sintomi e per 26 giorni lotta tra la vita e la morte (i genitori lo definiscono, in una straziante intervista, agonizzante). Fortunatamente le cure funzionano e dopo un periodo di ricovero il bambino esce dall'ospedale (in sedia a rotelle, i postumi del tetano gli procurano ancora spasmi muscolari). Avrà bisogno di riabilitazione verbale e fisica per almeno un anno.
La vicenda ha scioccato il padre "è tutta colpa mia", dice..."

Qui c'è l'articolo in inglese dell'ABC Perth