domenica, giugno 29, 2008

Giochini matematici: soluzioni

Come promesso ecco le soluzioni:


  1. Giovanni non dovrebbe accettare l’offerta in quanto non equa.

    Un cubo di legna con il lato di mezzo metro ha un volume di un mezzo al cubo:

    (1/2)3=1/8

    Il prezzo giusto dovrebbe quindi essere 10/8 di euro
    , e cioè 1 € e 25 centesimi. Molto meno quindi di 5 €!!
    Accettando Giovanni avrebbe quindi perso 3 € e 75 centesimi.

    La dimensione giusta del lato del cubo di legna (chiamiamola X) per 5 € è invece

    X3x10 = 5

    Cioè

    X3 = 1/2

    e quindi

    X = 3√(1/2)

    Arrotondabile con due cifre decimali a 0,79
    : molto più grande quindi di mezzo metro.

    Conclusione: per non farsi fregare bisogna conoscere la matemetica

  2. Senza bisogno di un ragionamento rigoroso si può approssimare la risposta pensando che se ogni giorno l’erba tagliata ha una superficie doppia rispetto a quella tagliata il giorno prima, allora il giorno prima la superficie totale tagliata sarà circa la metà di quella tagliata il giorno dopo. Quindi se il contadino impiegherà esattamente 10 giorni per tagliare esattamente tutta l'erba del campo, allora per tagliarne la metà impiegherà un giorno in meno e cioè 9 giorni circa.

    Calcolando in modo più rigoroso:

    Giorno 1: superficie totale (ST) = 1

    Giorno 2: ST = 1 + 2

    Giorno 3: ST = 3 + 4

    Giorno 4: ST = 7 + 8

    .

    Giorno n: ST = 2n-1-1 + 2n-1 = 2n-1

    Quindi

    Giorno n-1: ST = 2n-1-1

    Che con un’approssimazione di mezzo metro quadrato è proprio la metà di 2n-1.
    Il problema si esemplificherebbe un po' formulandolo un po' diversamente, e cioè che la superficie totale tagliata raddoppi ogni giorno. In tal caso si avrebbe
    Giorno n: ST = 2n-1

    Quindi

    Giorno n-1: ST = 2n-2

    Che è esattamente la metà di 2n-1.

  3. Un ragionamento superficiale potrebbe portare a rispondere 10 giorni. Considerando invece che il primo giorno la lumaca avrà raggiunto il quarto metro, il secondo giorno il quinto metro, e così via. Si capirà facilmente che il settimo giorno la lumaca avrà raggiunto il decimo metro ed avrà quindi completato la sua salita.

  4. La risposta è che dovreste cambiare la porta A con la B. Infatti le probabilità di vittoria passano da 1/3 a 2/3.

    La soluzione si visualizza molto bene con il grafico sottostante.
    Senza che mi metta a reinventare la ruota, qui potrete trovate una spiegazione dettagliata ed esaustiva della soluzione. Qui ce n'è un'altra in inglese.


venerdì, giugno 20, 2008

Giochini matematici

Propongo dei semplici giochini logico-matematici che ho proposto alla rivista del mio paesello.







  1. Questa domanda fu fatta ad un mio compagno di classe all'esame di terza media.
    Giovanni va da Peppe a comprare delle legna per il camino. Peppe la vende a 10 € al metro cubo. Giovanni però ha solo 5 €. Allora Peppe gli dice: per 5 € ti do un cubo di legna con il lato di mezzo metro.
    Pensate che Giovanni debba accettare l'offerta?
    Quale pensate che sia il prezzo giusto per un cubo di legna con il lato di mezzo metro?
    Quale pensate che sia la dimensione giusta del lato del cubo di legna per 5 €?


  2. Un contadino taglia l'erba dal suo prato. Il primo giorno ne taglia 1 mq. Ogni giorno taglia una superficie di erba doppia rispetto a quella del giorno prima. Se impiega 10 giorni per tagliare tutta l'erba del campo. Quanti giorni impiegherà a tagliarne metà?


  3. Una lumaca comincia a salire un muro di 10 metri. Ogni giorno sale 4 metri e ogni notte ridiscende 3 metri. Quanti giorni impiegherà a salire il muro?


  4. Un presentatore vi dice che dietro a una delle tre porte che avete di fronte (e lui sa quale) c'è una Ferrari, dietro alle altre due ci sono altrettante capre. Voi scegliete la porta A: il presentatore fa quello che farebbe in ogni caso: non apre la porta A ma la C, dietro la quale c'è una capra. A questo punto vi lascia la scelta: continuate a preferire la porta A o a questo punto ritenete più probabile che la Ferrari sia dietro la porta B?



Su Internet si possono facilmente trovare alcune delle soluzioni. Vediamo se qualcuno ha voglia di trovare tutte le soluzioni senza l'ausilio di Internet.

martedì, giugno 17, 2008

Cinque fotografie dionisiache

Da Fabio ricevo un invito per un "meme iconico", ovvero - e qui cito il mittente che cita la mittente - ...bisogna mettere 5 foto che non ci raffigurino personalmente ma che in un certo senso ci rappresentino..........naturalmente va aggiunta una spiegazione alla foto.

Purtroppo ho bisogno di più di 5 foto, ma cercherò di raggrupparle per temi.
Allora, procediamo con ordine cronologico.

Il mio paese natìo e gli olivi
Ci sono nato e ho vissuto lì i miei primi 20 anni. Fino alla tarda adolescenza non avrei cambiato il mio paese con nessun altro posto al mondo. Parlavo il dialetto e con i miei amici d'infanzia lo parlo ancora. Sono diventato addirittura un cultore del mio dialetto e penso che presto scriverò qualcosa in proposito.
Durante la mia infanzia il mio paese si trovava ancora in una fase che definirei parzialmente preconsumistica, soprattutto nei miti e nelle usanze.
Sono rimasto ancora molto legato a quella cultura contadina. Da tempo io e Zucchero abbiamo in mente di comprare un minuscolo appezzamento di olivi.

Camperos

Ne ho la passione da quando facevo le scuole elementari. A quei tempi nel mio paese natìo c'era la contrapposizione tra gli adepti del culto del Camperos e gli adepti del culto dei Frau. Subito dopo l'acquisto gli agognati stivali venivano fatti prontamente ferrare dal calzolaio del paese (il mitico Minicucciu). Io sin dall'inizio non ebbi dubbi: yo quiero ser un Camperiño! E da allora ho sempre posseduto stivali di fattura simile.
Questi sono gli ultimi, che ho comprato almeno 8 anni fa.














Tromboni


Quello di sinistra è il mio primo trombone a tiro comprato dai miei nel 1983. È stato il mio unico trombone fino al 2007
Quello di destra è il risultato della spedizione a Friburgo di febbraio 2007 ed è quello con il quale suono attualmente.

Il pendolo di Foucault
È stato il libro che ha innescato la riflessione che ha sradicato la mia fede religiosa. Considero ancora Eco come un maestro.







La puttanesca
Questa ricetta è uno scrigno che custodisce gli odori dell'estate e i bei ricordi romani. È stata una delle prime ricette che Zucchero ha cucinato per me quando abbiamo cominciato a frequentarci. Continua ad essere uno dei miei primi preferiti.

La mia maschera
Fotografia di maschera dionisiaca scattata nel museo di Lipari.

domenica, giugno 15, 2008

Maschere

Cerchiamo di riprendere con una bella canzone di Renato Zero che parla di maschere.



La favola mia
Renato Zero
F. Evangelisti - Conrado - Verrecchia - Montanari

(1978)

Ogni giorno racconto LA FAVOLA MIA
la racconto ogni giorno, chiunque tu sia...
E mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione
di un bimbo che gioca agli eroi!
Queste luci impazzite si accendono e tu
cambi faccia ogni sera,ma sei sempre tu...
Sei quell'uomo che viene a cercare l'oblio, la poesia
che ti vendo, di cui sono il dio!
Dietro questa maschera c'è un uomo e tu lo sai!
L'uomo di una strada che è la stessa che tu fai.
E mi trucco perché la vita mia, non mi riconosca e vada via...
Batte il cuore ed ogni giorno è un'esperienza in più...
La mia vita e nella stessa direzione,tu...
E mi vesto da re perché tu sia, tu sia il re di una notte di magia!!!
Con un gesto trasformo la nuda realtà, poche stelle di carta
il tuo cielo ecco qua! Ed inventa te stesso la musica mia...
E dimentichi il mondo con la sua follia!
Tutto quello che c'è fuori rimane dov'è,
tu sorridi, tu piangi, tu canti con me...
Forse torni bambino e una lacrima va
sopra a questo costume che a pelle mi sta!
Dietro questa maschera c'è un uomo e tu lo sai!
Con le gioie, le amarezze ed i problemi suoi...
E mi trucco perché la vita mia, non mi riconosca e vada via...
Batte il cuore ed ogni giorno è un'esperienza in più...
La mia vita e nella stessa direzione, tu...
E mi vesto da re perché tu sia, tu sia il re
di una notte di magia!!! Dietro questa maschera
lo sai ci sono io... (Sono io soltanto io!)
Quel che cerco, quel che voglio,lo sa solo Dio...
(E lo sa soltanto Dio!)
Ed ogni volta nascerò. Ed ogni volta morirò.
Per questa favola che è mia! Vieni ti porto
nella FAVOLA MIA!!!

mercoledì, giugno 11, 2008

Il regista

Secondo voi la sedia è vacante o occupata?
E se è occupata? Chi è che la occupa?

Come definireste un regista che gioca con i suoi personaggi creandogli delle illusioni per poi smentirle per ricrearle subito dopo ancora più grandi e per smentirle quindi definitivamente nel modo peggiore possibile?

Magari è un regista che descrive drammi neorealisti ambientati nell'Italia del 1945 e vuole rendere la sua pellicola molto avvincente?

Come definireste infine questo regista se i suddetti personaggi con cui gioca fossero delle persone reali?

giovedì, giugno 05, 2008

Die Welle: come ci saremmo comportati noi?

Recentemente abbiamo visto il film tedesco 'Die Welle' liberamente ispirato a questo esperimento.
Il tema è: come ci saremmo comportati noi, cittadini qualsiasi, se ci fossimo trovati nella Germania degli anni '33-'45?
L'esperimento generò risultati inattesi.



Altri interessanti esperimenti sul tema:

Esperimento carcerario di Stanford

Peer pressure

Esperimento Milgram

martedì, giugno 03, 2008

Visite parentali: paste al forno e polpette di baccalà

Sugarmammà e Sugarpapà sono nostri ospiti. Come potrete immaginare le attività culinarie sono state frenetiche. Per citarne solo alcune:

Il leggerissimo pollo ciociaro (trasportato appositamente) con quintali di olio e peperoni.

Pasta al forno con mozzarelle e melanzane di Zucchero.

Dopodiché era d'uopo una passeggiatina digestiva nei giardini di Schwetzingen.

Abbiamo avvistato l'immancabile airone,

un pavone,

ed una famigliola di cigni.

Io ho contribuito con una nuova ricetta: Polpette di baccalà. L'ispirazione me l'ha data Allan Bay con la sua ricetta a base di stoccafisso che io ho un po' rielaborato/semplificato. Sono venute bene. Sono piaciute anche a Sugarmammà e a Sugarpapà (anche se lui ne ha assaggiata solo mezza in quanto la frittura non è salutare).

Ingredienti (per 4 porzioni):

600 g di baccalà (già ammollato per un paio di giorni), 300 g di patate, 2 uova, una noce di burro, prezzemolo, 1 spicchio d'aglio, sale e pepe.

Preparazione:

Immergete il baccalà in una pentola piena di acqua fredda, portate ad ebollizione e spegnete dopo 30 minuti di ebollizione. Quindi scolatelo ed eliminate la pelle e le lische.
Tagliatelo a pezzi e frullatelo insieme all'aglio ed al prezzemolo spezzettati.

Lessate le patate (ad esempio per 15 minuti circa in pentola a pressione), pelatele e passatele nello schiacciapatate.

Versate le patate ed il baccalà tritato in una ciotola. Aggiungete quindi le uova, la noce di burro, regolate di sale e pepe e lavorate con un cucchiaio di legno.

Formate quindi delle polpettine di circa 5 cm di diametro, piuttosto schiacciate.

Scaldate dell'olio di semi d'arachide in una padella e fate dorare uniformemente le polpette.

Passatele quindi nella carta assorbente e servitele.

Per non sciupare l'olio, Sugarmammà aveva precedentemente fritto le melanzane.

Ci siamo quindi gustata la sudata frittura.

Un altro mio contributo è stato una delle mie fisse del momento: piselli con le seppie.
Sono semplicissimi. Si fa soffriggere cipolla ed uno spicchietto d'aglio, si aggiungono le seppie, si lascia cuocere per una decina di minuti sfumando con poco vino. Si aggiungono quindi i piselli, si aggiusta di sale e pepe e si lascia cuocere. Quando i piselli saranno cotti, se c'è ancora troppo liquido si può aggiungere un cucchiaio di farina per salse e lasciare addensare per un paio di minuti ancora.

sabato, maggio 31, 2008

Voglio trovare un senso a questa vita ....

...anche se questa vita un senso non ce l’ha

Sai che cosa penso
Che se non ha un senso
Domani arriverà...
Domani arriverà lo stesso
Senti che bel vento
Non basta mai il tempo
Domani un altro giorno arriverà...

Recentemente questo è diventato un po' il nostro inno.



Solo una cosa non approvo di questa canzone: l'ultimo verso.

Voglio trovare un senso a tante cose
Anche se tante cose un senso non ce l’ha

Bastava aggiungere una "n" alla fine e si sarebbe salvata sia la metrica che la grammatica ;-)

Si prevede una fine di settimana di trepidanti attese.

mercoledì, maggio 28, 2008

Spostamenti dalla Sinistra arcobaleno alla Lega? I flussi elettorali raccontano un'altra storia

Cito dei passi interessanti tratti da questo documento pubblicati dall’Istituto Cattaneo che analizzano i recenti risultati elettorali e offrono interessanti chiavi di lettura. Il documento più recente ridimensiona le valutazioni circa il travaso dei voti dalla Sinistra Arcobaleno alla Lega.

Ringrazio Gennaro per avermi inviato i documenti.

Un’analisi dei flussi elettorali in sette città della Lombardia e dell’Emilia-Romagna

Non c’è stato alcun passaggio significativo di voti da Sinistra arcobaleno a Lega nord

Modesti i «passaggi di area», ossia che coinvolgono elettori che da destra sono passati a sinistra o viceversa

Importanti i passaggi da/verso l’astensione


...risalire ai reali flussi elettorali non è facile, in quanto è evidente che se un partito A perde il 5% di voti verso il partito B e questo ne perde altrettanti verso il partito C, dai saldi finali – che sono gli unici elementi immediatamente
disponibili – emergerebbe una stasi del partito B che invece ha avuti sommovimenti all’interno del suo corpo elettorale. Un’interpretazione ingenua e semplicistica potrebbe far pensare, erroneamente, a un travaso diretto di voti fra A e C (che hanno ceduto e acquistato voti nella stessa misura).

Il mero confronto fra gli stock di voti di due elezioni non è dunque sufficiente a spiegare gli spostamenti di voto effettivamente avvenuti; anzi, come mostreremo, può essere gravemente fuorviante. L’individuazione dei reali flussi elettorali può avvenire mediante due tecniche.
La prima consiste nell’intervistare un campione di elettori sul voto dato e sul voto precedente.
La seconda consiste nella stima statistica dei flussi condotta sui risultati delle sezioni elettorali di singole città (la tecnica – detto «modello di Goodman» – non è applicabile sull’intero paese, né su aggregati territoriali troppo ampi, come potrebbero essere le regioni del Nord, ecc.).

L’Istituto Cattaneo ha applicato il secondo dei due metodi sopra esposti per effettuare la stima dei flussi elettorali su 4 città della Lombardia e 3 dell’Emilia-Romagna.

Sia nelle città della Lombardia come in quelle dell’Emilia-Romagna, emerge, con riferimento ai due fatti elettorali più rilevanti, che:

a. la Sinistra arcobaleno ha perso voti quasi unicamente verso il Partito democratico e verso l’area dell’astensione;

b. la Lega nord ha preso voti soprattutto da Forza Italia e da Alleanza nazionale.

In tutte le città i due flussi di perdita più importanti per la Sinistra arcobaleno sono stati quelli diretti verso l’astensione e verso il Partito democratico (con le sole eccezioni di Varese, dove la Sinistra arcobaleno non perde verso l’astensione, e di Como, dove c’è un flusso verso il Popolo della libertà maggiore di quello verso il Partito democratico). Una terza direzione (minore) verso la quale la Sinistra arcobaleno ha perso voti è stata verso l’Italia dei valori.
In nessuna città appare un flusso diretto di voti dalla Sinistra arcobaleno verso la Lega nord (fa parziale eccezione Brescia, dove però il flusso in uscita dalla Sinistra arcobaleno verso la Lega è compensato da un flusso di segno opposto e della stessa entità). In tutte le città le acquisizioni della Lega vengono quasi esclusivamente da elettori che nel 2006 avevano votato Alleanza nazionale o Forza Italia.

In tutte le città prese in esame l’Udc perde consensi (una media di 2 punti percentuali). Si tratta di perdite nettamente orientate verso il Pdl. Anche quando esistono flussi positivi verso il Pd, essi restano per entità assai inferiori ai flussi da Udc verso il Pdl.

Scarsi sono i flussi elettorali rappresentati da elettori che hanno effettuato un «passaggio di campo», e cioè da un partito della sinistra a uno della destra, o viceversa. Passaggi da sinistra a destra si presentano nella forma dall’Ulivo al Pdl (Brescia, Reggio, Bologna) e dall’Ulivo alla Lega (Modena, Reggio); in qualche sporadico caso si hanno flussi dalla Sinistra arcobaleno al Pdl (Varese, Como). I passaggi da destra a sinistra sono ancor più rari e si presentano nella forma
sorprendente di passaggi da An al Pd (Brescia, Varese), con un solo caso di flusso da Forza Italia al Pd (Reggio Emilia).

Dunque, in molte città del Nord Italia si è manifestato un curioso parallelismo fra le perdite della Sinistra arcobaleno e le acquisizioni della Lega nord (per esempio, a Milano la Sinistra arcobaleno ha perso 5,3 punti percentuali e la Lega ne ha guadagnati 5,4; andamenti simili si hanno a Varese e a Como). Questa coincidenza ha portato parecchi commentatori (anche autorevoli e su prestigiosi quotidiani) a concludere frettolosamente che c’era stato un travaso diretto fra le due formazioni e ad azzardare analisi «sul voto operaio diventato leghista». Di fatto si tratta di interpretazioni senza alcun fondamento empirico, smentite dalle analisi qui presentate.

Gli stessi dati, specularmente, ci dicono che il successo della Lega nord si è costruito sulla base di voti di provenienza da ex-elettori di Forza Italia e Alleanza nazionale.

lunedì, maggio 26, 2008

Boicotta MediaMarkt boykottieren

In passato ho citato l'autoironia come una qualità degli italiani. Quando però l'ironia proviene dall'esterno ed ha caratteristiche così becere e pregiudiziali si può anche avere il diritto di offendersi e di protestare.
Per quanto mi riguarda scriverò a MediaMarkt (per ora sono riuscito a trovare sono l'indirizzo email per i contatti con la stampa presse@mediamarkt.de) per esprimere la mia protesta e comunicargli che non acquisterò più prodotti da loro e che gli farò pubblicità negativa.

Sinceramente questa campagna pubblicitaria di MediaMarkt va molto oltre il mio senso dell'umorismo. Detto in altri termini mi fa proprio incazzare. Mi dispiace, ma vivendo in un paese in cui una cattiva immagine degli italiani è già piuttosto diffusa non riesco proprio a prendere queste pubblicità con ironia.
Riporto stralci dell'articolo di Repubblica. Date uno sguardo ai video e fatemi sapere.

"Una catena di elettrodomestici (MediaMarkt) reclamizza le sue offerte per i Campionati Europei affidandosi ai peggiori stereotipi sugli italiani

Il protagonista dei quattro spot si chiama Toni: tuta, canottiera, catena d'oro e scudetto tricolore. E un maccheronico accento italiano.

Nel primo spot, Toni cerca un commesso di sesso maschile perché ''solo gli uomini s'intendono di tecnologia e di calcio''. Ma quando passa un'avvenente commessa, il latin-lover che è in lui esce allo scoperto."

In un crescendo di stereotipi...

"Nel secondo spot, Toni dice: 'I tedeschi sono impazziti per gli Europei, non fanno che comperare televisori, frigoriferi e pc. Invece noi italiani compriamo gli arbitri.' Per poi aggiungere: 'Si fa per scherzare!'"

Fino ad arrivare alla fiera del pregiudizio offensivo...

"Nel terzo spot, Toni riceve una chiamata da un amico che gli chiede di informarsi sul prezzo di un televisore. Dopo aver domandato ad un commesso, che gli risponde: '799 Euro', Toni riferisce all'amico: 'Solo mille Euro'

Si lascia intendere che Toni farà la cresta sulla differenza."

Volevo aggiungere che ho l'impressione che di recente scrivere dell'Italia come di un paese sull'orlo del baratro, senza più valori e senza più alcunché di buono, ma solo ricettacolo di rifiuti, bassezze e putrefazione, sia diventato un po' il passatempo preferito della stampa internazionale.

Esempi (se ne potrebbero citare altre centinaia):
Deutsches Desinteresse an Italien

Die amerikanische Bestsellerautorin Donna Leon schreibt seit Januar 2008 etwa alle sechs Wochen exklusiv für uns ihre Notizen aus Venedig..

mercoledì, maggio 21, 2008

I prezzi della stampa nell'Unione Europea

Spesso in questi anni mi sono posto una domanda. Qual'è il motivo per cui se compro Repubblica qui in Germania lo pago 1,85 € invece di 1 € come in Italia? Qui mi si accuserà di essermi germanizzato, visto che sto facendo tanto rumore per 85 centesimi. In realtà stiamo parlando dell'85% e moltiplicando gli 85 centesimi per 365 avrete un'idea della differenza nel costo di un abbonamento.
La differenza può diventare ancora più grande se parliamo di riviste. Mi sembra di ricordare che quando eravamo abbonati a Diario pagavamo quasi il triplo. Allora scrissi alla redazione per lamentarmi e mi risposero che il costo aggiuntivo era dovuto alle spese di spedizione. Possibile che incidano così tanto?
So che sicuramente ci sono problemi molto più seri di questo soprattutto in questo momento, ma la presenza di problemi più seri non dovrebbe comunque far dimenticare quelli più piccoli. Anzi, a volte potrebbe forse essere più opportuno partire dal piccolo.
Vorrei quindi rivolgere una domanda ai politici ma anche ai cittadini europei: pagare lo stesso prezzo per la stampa all'interno dell'Unione Europea non sarebbe un piccolo contributo a favore dell'integrazione? Se a Los Angeles compro il New York Times lo pago il triplo del prezzo che pagherei a New York? Eppure la distanza è molto più grande della distanza Milano-Francoforte.

giovedì, maggio 15, 2008

Godimento intellettuale e godimento gastronomico

Durante un viaggio in auto verso l'aeroporto di Baden-Baden, discutevo con Zucchero dei vari tipi di godimento che può sperimentare il fruitore di un'opera d'arte.
Penso che queste mie considerazioni e classificazioni, che fanno ormai parte da tempo del mio bagaglio culturale, siano state innescate dalla lettura di un qualche saggio di Umberto Eco, uno o due decenni fa.

Mi sembra quindi di ricordare (ma non sono più tanto sicuro se lo dicesse Eco o se questa è l'elaborazione del mio neurone zoppo) che Eco distinguesse tra godimento gastronomico, che io chiamo anche di pancia, e godimento intellettuale o di testa.

Il godimento gastronomico è quello che si prova senza l'intervento delle sovrastrutture culturali (almeno in modo consapevole, perché alla fine le sovrastrutture culturali in un qualche modo intervengono sempre); o forse una definizione migliore potrebbe essere quella di godimento a prima vista, immediato, senza pensare o riflettere: vedo un quadro e immediatamente rimango ammirato, ascolto un pezzo di musica e mi vengono i brividi, leggo un libro e non riesco a smettere; senza che nessuno debba stare a spiegarmi perché dovrebbe piacermi e quali sono le tecniche che si celano dietro l'opera. Ovviamente questo tipo di godimento è molto soggettivo, anche se qui si potrebbe discutere sui parametri del bello assoluto.
Anche nell'ambito del godimento gastronomico penso che si possano distinguere delle sottoclassi: il godimento gastronomico evocativo e quello gastronomico immediato.
Il godimento evocativo è ad esempio quello che si potrebbe provare quando si riascolta dopo decenni la canzone che ci cantava nostra madre durante l'infanzia (e che magari ci faceva commuovere); è ad esempio quello che si può provare ritrovando un sapore od un odore che ci riporta ad un momento passato che per definizione è quasi sempre struggente. Diciamo che è un po' l'esperienza della madeleine, magistralmente descritta da Marcel Proust.
Il godimento immediato è quello che si manifesta quando entriamo a contatto con qualcosa di nuovo che ci rapisce immediatamente.

Ho l'impressione che il godimento gastronomico si manifesti molto meno frequentemente in relazione alle espressioni artistiche dal novecento in poi. Infatti, molto spesso, per poter godere a pieno molta dell'arte moderna è necessario aver ricevuto un'educazione che sveli quali tecniche, disegni, piani o intenzioni si celino dietro l'opera.

Il godimento intellettuale o di testa. Anche qui distinguerei tra due tipi di godimento intellettuale: quello indotto dalla conoscenza delle tecniche o del disegno dell'artista e quello indotto da convinzioni pregiudiziali che possono essere di vario tipo: ho letto delle critiche che lodano il pezzo in questione come capolavoro, e quindi deve piacermi; ho deciso che un certo artista mi piace o che un certo genere mi piace e quale che sia l'opera che verrà fuori da questo mio cortile d'elezione, essa dovrà piacermi.
Ho scritto che il godimento intellettuale si manifesta molto più spesso in relazione all'arte moderna. Aggiungerei però anche che non è esclusivo appannaggio di essa. Si può infatti citare come esempio molta della musica di Bach. La quale produce spesso un godimento particolare nel caso in cui si conoscano le tecniche contrappuntistiche usate dal compositore. In quel caso si può godere sia della bellezza gastronomico-musicale che della bellezza astratta (direi quasi geometrico-matematica(1)) di molte delle sue opere. Per citare solo qualche esempio si possono ricordare: L'arte della fuga, Il clavicembalo ben temperato, Variazioni Goldberg e Offerta musicale. Non a caso la musica di Bach viene qualche volta definita come musica per la mente.
Un esempio interessante di godimento intellettuale musicale viene fornito da Odifreddi nella puntata dell'otto aprile di Gargantua.
Il logico-matematico fa eseguire al pianoforte al pianoforte dei brevi pezzi di limitato interesse gastronomico, ma il cui interesse intellettuale consiste proprio nell'applicazione delle suddette tecniche contrappuntistiche ad un breve, semplice e notissimo tema musicale. Solo alla fine il tema verrà eseguito e svelato nella sua forma originale.

È interessante notare che il precedente discorso potrebbe anche essere traslato quasi pari pari dall'arte all'attrazione sessualsentimentale.

(1) Più di un decennio fa avevo abbozzato un articolo suggeritomi da un'idea di Hofstadter su come le varie tecniche contrappuntistiche (inversione, specularizzazione, a gambero, ecc.) potessero essere descritte come degli isomorfismi tra due strutture matematiche (assiomatiche).
Altro riferimento interessante: Armonia celeste e dodecafonia.

domenica, maggio 11, 2008

Montserrat Caballé

Un paio di settimane fa ho visto che Montserrat Caballé si sarebbe esibita ad Heilbronn, a circa 70 Km da qui. Sapendo che era uno dei più grandi soprano non volevo perde l'occasione e anche se i biglietti erano un po' cari, li ho presi.
Il concerto ha avuto luogo ieri sera alle 20:00. Ci eravamo prefissati di partire alle 18:30, così magari avremmo avuto anche l'opportunità di dare uno sguardo ad Heilbronn, dove non eravamo mai stati. Per vari piccoli contrattempi però siamo finiti ad uscire di casa verso le 19. Vabbè, ci siamo detti, elimineremo lo sguardo alla città! Ci siamo quindi incamminati verso il posto un po' distante nel quale io avevo parcheggiato la macchina il giorno prima. In quella via però la macchina non c'era. A quel punto mi è venuto un dubbio. Abbiamo provato con un'altra strada, ma la macchina non era neppure lì. A quel punto sono tornato a casa, ho inforcato la Dulcinea e mi sono messo a perlustrare la zona, trovando infine il luogo del misfatto.
Questo ulteriore contrattempo che ci ha portato via un altro quarto d'ora.
Ho dovuto quindi sfruttare un po' l'assenza (regolamentata) dei limiti di velocità dall'autostrada tedesca per arrivare alle 20:00 in punto, parcheggiare la macchina su un marciapiede e correre affannosamente verso la Festhalle Harmonie. Aggiungendo che due delle cose che stressano di più la mia Zucchero sono i ritardi e le corse automobilistiche, vi lascio immaginare come eravamo rilassati.
Una volta entrati nella Festhalle Harmonie la prima delusione è stata che, nonostante i prezzi, eravamo seduti nell'ultima fila della piccionaia.
La seconda delusione è stata la Caballé. La povera donna ha ormai 75 anni (il concerto era per festeggiarli) e purtroppo ci è sembrato che la sua voce si sia ridotta ad una ridicola parodia di quello che deve essere stata decenni fa. Il che è comprensibile. Meno comprensibile ci è sembrato però il prezzo del biglietto.
Diciamo che è stata pure colpa mia. Preso dall'entusiasmo non ho considerato che probabilmente la Montserrat Caballé di qualche decennio fa non sarebbe venuta a cantare alla Festhalle Harmonie di Heilbronn.
Quello che poi mi ha un po' rincuorato è stato leggere che "negli ultimi anni, si è dedicata a varie attività benefiche ed è ambasciatrice dell'UNESCO e ha creato una fondazione in favore dei bambini bisognosi di Barcellona". Spero che parte dei nostri soldi vadano a finire ai bambini bisognosi di Barcellona.

venerdì, maggio 09, 2008

Quali sono secondo voi le cose per cui vale la pena di vivere.... in Germania?

L'idea me l'ha suscitata il commento di Eli.
Ripeto il tema precedente, ma questa volta per la Germania.
Il sondaggio è aperto a tutti: tedeschi, italiani che vivono in Germania e italiani che hanno visitato la Germania e si sentono di esprimere un giudizio.
Escluderei solo gli italiani che non hanno visitato la Germania: non si può giudicare qualcosa per sentito dire.

Apro quindi le danze proponendo la pentalista teutonica del mio punto di vista di emigrante nostalgico:


  1. Il lavoro(1)
  2. Il sistema sociale(2)
  3. Il rispetto delle regole di convivenza civile(3)
  4. La vivibilità delle città tedesche(4)
  5. Lo stile di guida tedesco(5)


Fuori lista citerei anche la polizei.


(1) Da tutte le possibili prospettive: la priorità e il tempo che gli si assegna all'interno della propria vita, il modo di gestirlo, il modo di gestire i relativi diritti ma anche i relativi doveri, la fiducia che c'è tra lavoratore e datore di lavoro, il modo in cui vengono gestiti i sindacati, la protezione dei lavoratori, ecc.
(2) Tra cui anche quello sanitario. La nota negativa qui è forse il sistema scolastico, che anche se pubblico e garantito a tutti, ha una forma molto rigida e selettiva che penalizza fortemente immigrati e classi sociali meno scolarizzate.
(3) Qui forse devo aggiungere che quando questo rispetto diventa un'ossessione può facilmente migrare verso la lista delle cose per cui vale la pena andarsene dalla Germania. Qui ho elencato alcuni dei simpatici aneddoti che ci sono capitati.
(4) In particolare la vivibilità di Heidelberg.
(5) Qui devo fare un mea culpa. Quando nel '99 giunsi qui guidavo da romano e consideravo gli automobilisti tedeschi come una massa di imbranati. Poi lentamente mi sono convertito ed ora sono un grande ammiratore del loro stile e rispetto (vedi anche nota 2)... anche se a volte li considero ancora un po' imbranati ;-)

mercoledì, maggio 07, 2008

Quali sono secondo voi le cose per cui vale la pena di vivere.... in Italia?

Su proposta di gianlu apro il referendum proponendo la pentalista del mio punto di vista di emigrante nostalgico:


  1. 1. La gastronomia
  2. 2. Il clima
  3. 3. I tesori d'arte
  4. 4. Il senso innato dell'autoironia e del non prendersi sul serio
  5. 5. La residua umanità della gente

martedì, maggio 06, 2008

Nuovo esempio di civiltà tedesca

Stamane ho sentito il nostro citofono suonare. La mattina di solito citofonano solo i postini e i netturbini. Ho quindi pensato che fossero già arrivati i CD degli Afterhours che avevo ordinato per approfondire la mia recente scoperta.
Invece una voce con un tono quasi autoritario mi chiede se sono il proprietario di una Bora grigia e poi dice qualcos'altro che non riesco a capire bene. Capisco solo che devo scendere per un qualche motivo che riguarda la mia macchina. Chiedo ulteriori delucidazioni e la voce mi spiega che avrei lasciato un finestrino completamente aperto.
Ringrazio, dico che sarei sceso subito e mi affaccio alla finestra. La voce apparteneva ad uno di quei signori dipendenti comunali addetti a fare le multe.
Sono sceso un po' più tardi per andare in piscina con Dulcinea e ho chiuso il finestrino.

Sarebbe realistico pensare che un fatto del genere possa verificarsi in Italia?
Forse sono anche queste piccole esperienze che contribuiscono a far percepire al cittadino le istituzioni come qualcosa di non ostile. Ti multano, ma sei hai un problema ti aiutano.

domenica, maggio 04, 2008

Demetrio Stratos e Area

Conobbi la musica degli Area circa 15 anni fa. Fu un amore a prima vista.
Ad affascinarmi di più fu sicuramente la straordinaria e unica voce di Demetrio Stratos.

"Il suo studio della voce come strumento lo portò a raggiungere risultati al limite delle capacità umane: nella sua massima esibizione raggiunse i 7000 Hz (un tenore "normale" può arrivare mediamente a 523 Hz, mentre un soprano - quindi una donna - può raggiungere i 1046 Hz) ed era in grado di padroneggiare diplofonie, trifonie e quadrifonie (due, tre e quattro suoni contemporaneamente emessi con la voce). Compì ricerche di etnomusicologia ed estensione vocale in collaborazione con il CNR di Padova e studiò le modalità canore dei popoli asiatici".
Diplofonie, trifonie e quadrifonie! Vi rendete conto?!
"Morì prematuramente al Memorial Hospital di New York all'età di 34 anni affetto da una leucemia dirompente (causa della morte fu un collasso cardiocircolatorio) il 13 giugno 1979, il giorno precedente al grande concerto di Milano che era stato promosso per raccogliere fondi da utilizzare nella costosa degenza."
A quei tempi purtroppo non esistevano ancora le cure mediche che 26 anni dopo hanno consentito a me di sopravvivere. Peccato!

Qualche giorno fa mi sono messo per la prima volta a cercare gli Area su youtube (ricerca 1, ricerca 2) e ho fatto delle scoperte interessanti.
Conoscendo i loro testi ed i loro orientamenti, non avrei mai pensato ad esempio che avessero mai avuto la possibilità di suonare in RAI.
E invece...
Area - Hommage à Violette Nozières
Area ospiti del programma RAI Strix, 1978



Area - Luglio, agosto, settembre (nero)/La mela di Odessa
Da uno special RAI del '76 0 '77. Demetrio spiega inoltre l'ambizione dietro al progetto Area: "Abolire le differenze fra musica e vita". Non ci sono Tavolazzi al basso e Capiozzo alla batteria, forse i due musicisti che li sostituiscono sono Hugh Bullen e Walter Calloni, che avevano suonato nel disco Maledetti.



Area - Live in studio + intervista 1977
Area, dal programma RAI Sabato Due, probabilmente della fine del 1977



Area - Gerontocrazia
Da uno special RAI del '76 o '77. Il brano è tratto dal concept album fanta-politico Maledetti (Maudits)



AREA - GIOIA E RIVOLUZIONE

arrangiato un video per certe mancanze



Area - L'Internazionale



Infine questa ricerca mi ha portato alla scoperta degli Afterhours. Scoperta che dovrò approfondire.

Afterhours: gioia e rivoluzione, omaggio agli Area.

martedì, aprile 29, 2008

Nuova bicicletta: da uomo o da donna?

Vi siete mai chiesti perché costruiscano le biciclette da uomo con un tubo d'acciaio proprio ad altezza delle orchidee? Farà parte di un complotto ordito dalla lobby dei cori di voci bianche per far crescere gli adepti?
Date queste premesse non ho avuto dubbi al momento dell'acquisto della mia prima bicicletta di prima mano da quando mi trovo ad Heidelberg: la voglio da donna!

Boicotta anche tu la lobby dei cori di voci bianche comprando una bicicletta da donna.

giovedì, aprile 24, 2008

Riflessioni sul tedesco e sugli isomorfismi semantici italo-germanici

Ho cominciato a frequentare lezioni di tedesco nel 2000, circa un anno dopo il mio arrivo in Germania. Inizialmente però non impegnavo troppe energie nello studio di questa lingua, impegnato com'ero a migliorare il mio inglese.
Trovavo inizialmente molte difficoltà a memorizzare i vocaboli in quanto per la maggior parte non fornivano alcun appiglio o somiglianza acustico-sintattica. Mi accorsi presto però delle scorciatoie mnemoniche che offriva la struttura semantica dei vocaboli di questa lingua e cominciai a sfruttarle.
Mi piace classificare Questi miei appigli mnemonici in due categorie. (Non sono un linguista. Quello che scrivo è quindi privo di ogni base scientifica. È solo il risultato delle elucubrazioni dei miei tre neuroni residui.)

  1. Posso spiegare con degli esempi quello che chiamo isomorfismo semantico. Durante le prime lezioni appresi che "televisore" si dice "Fernseher". Assurdo! Pensai. Come è possibile memorizzare vocaboli di questa lingua in cui anche questi termini internazionali risultano (sintatticamente) così diversi! Scomponendo però i termini e riducendoli alle loro valenze semantiche, ci si accorge che sono identici: "fern" = "lontano", "seher" = "visore".
    Due parole come "Vaterland" e "patria" sembrano non avere nulla in comune, ma "Vater" = "padre" e "Land" = "terra".
    "entscheiden" e "decidere": "ent" = particella che di solito indica l'atto dell'allontanamento e "scheiden" = "separare", cioè "tagliare", esattamente uno dei significati che aveva "decidere" in latino, ma anche nell'italiano del XIV sec. La parola è infatti composta da "de" particella che come "ent" di solito indica l'atto dell'allontanamento e "caedere" = tagliare. Infatti quando si decide si tagliano via una o più alternative.
    "entleeren" e "svuotare" o "evacuare" (ex-vacuus): "ent" come sopra, "leer" = "vacuo", "vuoto", "leeren" = "vuotare".
    "Gleichgewicht" ed "equilibrio" (aequi-libra): "gleich" = "identico", "stesso", "gewicht" = "peso".
    "unterhalten" ed "intrattenere": "unter" = "tra", "halten" = "tenere".
    "entwickeln" e "sviluppare": "ent" come sopra, "wickeln" = "avviluppare".
    Mi sono spesso chiesto il perché di queste somiglianze semantiche. Il mio primo insegnante di tedesco mi disse che quando i popoli germanici vennero a contatto con la lingua latina ci fu la coniazione di molti nuovi termini, i cui concetti associati, quei popoli non conoscevano e usarono quindi probabilmente il calco semantico latino germanizzandolo.

  2. Un altro appiglio, in qualche modo correlato con il primo, consiste nella logicità della struttura di questa lingua. Questa caratteristica la definirei matrioschismo. Come le famose bambole russe, se si apre (scompone) un vocabolo tedesco ci si trovano quasi sempre degli altri vocaboli. Questo fa sì che una volta che uno ha fatto una buona scorta mnemonica di questi mattoncini, può usarli per costruire o scomporre l'edificio logico di questa lingua.
    Ad esempio: "Umweltverschmutzung" = "inquinamento". Scomposizione: "um" = particella che di solito indica l'intorno, "Welt" = "mondo", "ver" = particella che di solito ha un valore peggiorativo, "Schmutz" = "sporcizia", "-ung" = particella che sostantivizza e astrae.
    Poi c'è la parola di 74 caratteri, costruita con un po' di creatività, che viene sempre citata: Donaugrossschifffahrtswegdampfschifffahrtgesellschaftskapitänsuniformknopf, che significa: "bottone dell'uniforme del capitano della compagnia di navigazione a vapore della grande linea di navigazione Danubio".
    La precedente parola ha, diciamo così, solo valenza teorica. È molto facile però incontrare parole tra i 20 e i 30 caratteri. Ad esempio, usando il già citato "Umweltverschmutzung" = "inquinamento", se si vuole dire problema d'inquinamento si dirà: Umweltverschmutzungsproblem: 27 lettere.
    Ci sono poi molti giochini su queste parole lunghe. Questa è ad esempio la parola più lunga senza ripetizioni di lettere Heizölrückstoßabdämpfung: 24 lettere. Non so esattamente che cosa significhi: assorbimento della ripercussione della nafta? Boh!


Queste due tecniche mi consentono spesso di dedurre il significato di vocaboli mai visti prima.

Altri aspetti da citare.

In tedesco esistono dei verbi composti da preposizione + verbo che nella coniugazione si separano. Prendo come esempio il verbo "unterordnen" ("subordinare"), composto di "unter" = "sotto" e "ordnen" = "ordinare". Se voglio dire: "Oggi subordino i miei interessi al bene comune", dovrò dire: "Heute ordne ich meine Interessen dem Gemeinwohl unter". Riportando la frase parola per parola risulterebbe: "Oggi ordino i miei interessi al bene comune sub". Si capisce cioè il significato del verbo solo alla fine della frase: all'inizio sembrerebbe che uno voglia mettere ordine tra i propri interessi e alla fine si capisce che invece che li si vuole subordinare.

In tedesco, quando un tempo verbale richiede un ausiliare, il verbo va alla fine. Inoltre nelle frasi subordinate i verbi vanno sempre alla fine e se i verbi della subordinata sono due questi si invertono.
Ad esempio, se voglio dire: "Ho mangiato la mela, che ho comprato ieri dal fruttivendolo", dovrò dire: "Ich habe den Apfel gegessen, den ich gestern bei dem Gemüseladen gekauft habe". Riportando la frase parola per parola risulterebbe: "Ho la mela mangiato, che ieri dal fruttivendolo comprato ho".

Se si hanno più subordinate (Schachtelsätze) si ha addirittura le possibilità di mettere tutti i verbi alla fine.
Ad esempio, se voglio dire: "Ho mangiato la mela, che ho comprato ieri dal fruttivendolo che mi hai consigliato", potrò anche formulare la frase in questo modo: "Ich habe den Apfel, den ich gestern bei dem Gemüseladen, den du mir empfohlen hast, gekauft habe, gegessen". Cioè: "Ho la mela, che ieri dal fruttivendolo, che mi consigliato hai, comprato ho, mangiato".

martedì, aprile 22, 2008

Burocrazia ieratico-kafkiana e Progetto Intelligente

Pare che negli ultimi tempi varie manifestazioni di burocrati mi stiano un po' perseguitando.
L'assurda, contraddittoria (e qui autocriticamente non risparmio neppure me stesso) e paradossale vicenda si può riassumere così: la mia cuginetta preferita mi ha chiesto di fare da padrino alla mia neonata nipotina e probabilmente me lo impediranno adducendo uno stupido cavillo degno della peggiore burocrazia kafkiana come pretesto.

Ulteriori dettagli.
Mia cugina sa benissimo come io la pensi in fatto di religione cattolica. Io sono cresciuto in una famiglia cattolica osservante e sono stato quindi educato a quei principi. Posso dire che anche ora i miei principi non si discostino di molto da quelli del Vangelo. La base è quella. Si discostano sicuramente da quasi tutte le sovrastrutture, le interpretazioni e le aggiunte della chiesa cattolica.
Nonostante ciò, mia cugina mi ha chiesto di assumere questo ruolo perché immagino ci tenga e sappia che ci tengo anch'io. Avrà inoltre pensato che io abbia le carte morali ed affettive in regola per seguire il cammino di crescita della bambina. Io, più che da un punto di vista religioso, la vivo come un'investitura simbolica ma con anche una concreta valenza sociale ed affettiva.
Mia cugina è andata quindi a comunicarlo al parroco della parrocchia in cui io sono stato battezzato, ho fatto la prima comunione e la cresima e in cui ho trascorso i primi venti anni della mia vita. Quel prete mi conosce da quando avevo 9 anni e per anni ho fatto il chierichetto con lui.
Questo parroco ha detto a mia cugina che avrei avuto bisogno di un'autocertificazione in cui dichiaro di aver ricevuto tutti i santi sacramenti e che tale autocertificazione deve essere firmata dal parroco del luogo in cui risiedo.
A nulla sono valse le obiezioni che i santi sacramenti da me ricevuti sono tutti registrati nel registro contenuto nell'armadio alle sue spalle e che comunque io sono ancora registrato come residente all'anagrafe di quel paese.

Ora vi devo svelare un altro aspetto della paradossale vicenda. Qui in Germania vige una legge secondo cui, se uno si dichiara credente cattolico o protestante deve pagare una tassa aggiuntiva dell'otto per cento (per cento avete letto bene, non per mille) per finanziare tali chiese. Io mi sono chiaramente dichiarato non credente.
Ora però viene il bello. L'autorità civile ha trasmesso la dichiarazione all'autorità religiosa tedesca, la quale l'ha trasmessa all'autorità religiosa italiana. La dichiarazione è quindi arrivata nelle mani del mio parroco.
Il mio parroco sa quindi benissimo che il parroco tedesco non non mi firmerà mai l'assurda autocertificazione.

L'aspetto che più mi irrita di questa vicenda è che il parroco del mio paese natío vuole impedirmi di fare da padrino alla mia nipotina, ma non vuole prendersi la responsabilità di tale decisione e da perfetto burocrate vigliacco nasconde la sua volontà dietro uno stupido e contraddittorio cavillo burocratico.

Per vendicarmi riporto il primo paragrafo di un interessante articolo che ho letto oggi nella sala d'attesa dell'ortopedico prima che mi diagnosticasse una borsite prepatellare, meglio nota come ginocchio della lavandaia: mi mancava.


argomento del progetto divino- Il Dizionario dello Scettico



di Robert Todd Carroll


Versione italiana a cura di Dario Ventra


Da Il dizionario dello scettico

L’argomento del progetto divino sarebbe una delle “prove” dell’esistenza di Dio. Nella sua forma più semplice, esso deduce, dall’ordine e dalla bellezza dell’universo, l’esistenza di un suo progettista e creatore intelligente. L’argomento è stato accusato di essere una petizione di principio: al fine di dimostrare l’esistenza di un creatore, si presuppone che l’universo sia stato progettato. Esso inoltre ignora l’evidenza: oltre che di bellezza e magnificenza, l’universo è anche pieno di… Beh, per essere delicati diciamo che è pieno di oscenità! Forse dovrei essere più preciso, ma suppongo che il lettore capisca a cosa alludo: bambini che nascono senza cervello; brava gente che patisce torture mostruose come le neurofibromatosi; gente un po’ meno brava che prende la tintarella godendosi potere, reputazione, ecc.; vulcani che esplodono; terremoti che squassano il pianeta; uragani e trombe d’aria che spazzano via migliaia di vite in un solo giorno. Se è ingiusto definire oscenità cose del genere, a che si riferiscono i teisti parlando sconsideratamente di male morale e fisico?? L’affermazione fatta da molti sostenitori del “Progetto Intelligente”, che tali miserie ci sembrano tali solo perché ne ignoriamo la visione divina, non potendone dunque apprezzare il vero valore, si confuta da sé: se non possiamo distinguere fra ciò che è bene e ciò che è male, ammesso che vi sia un progetto, non possiamo nemmeno giudicare se esso sia buono o cattivo.

Ulteriori articoli.