La sveglia è per le 4:30. Senza colazione non riesco a far nulla. Dobbiamo quindi svegliarci 45 minuti prima della partenza.Partiamo da Arce alle 5:15: prima dell'alba. Si parte in discesa: una delle poche del percorso. Il gruppo passa davanti alla casa degli sugarparents verso le 5:30. La tentazione di unirci lì al gruppo era stata forte, ma poi varie pressioni ci hanno fatto accettare un passaggio in auto di sugarpapà fino al punto di partenza.
Alle 5:30 siamo a quota circa 100 m slm. Io sono dotato di altimetro, contapassi e cardiofrequenzimetro. Di lì comincia la lunga salita che ci porterà fino a quota 1500 m slm.
Questa è la mappa di tutto il percorso. 89,6 km?! Ce la faremo? Sopravviveremo ai 55 Km del primo giorno?
Il nostro spirito è di proseguire fino a quando le forze non ci abbandoneranno e nella peggiore delle ipotesi approfittare del buon cuore di sugarpapà impegnandolo in un'operazione di recupero.
Il primo tratto è piacevole. La temperatura dell'aria è ancora accettabile. Si cominciano a formare i primi gruppetti di socializzazione. Sugarpapà percorre con noi i primi 10 Km, e poi torna indietro alla base pronto ad entrare in azione.
Si intuisce subito che l'atmosfera nel gruppo è molto piacevole: collaborazione, solidarietà, esperienza e goliardia.
Per qualche chilometro faccio la lepre alla testa del gruppo. Fino al mio primo pipistop, che mi fa passare nelle retrovie.
La seconda tappa è a al Campo Boario di Sora: dopo 7 Km circa. Sono più di quattro ore e mezza che camminiamo e abbiamo percorso 22 Km. Le prime vesciche cominciano a comparire sui piedi di qualche pellegrino. È necessario oliare il motore e fare un po' di rifornimento. Ci rifocilliamo con pizza e mortadella di "Tutina" che fa rivivere a Zucchero i sapori della sua adolescenza.
Al Km 27, a circa metà strada del primo giorno, c'è un'ulteriore veloce pausa caffè. Sono passate ormai circa sei ore ed il caldo comincia a farsi sentire.
Dopo la pausa ristoratrice ammiriamo lo splendido Castello Piccolomini.
Al Km 42,7 ci fermiamo alla fontana di S. Restituta Rosce in prossimità di S. Vincenzo Valle Roveto. Anche Zucchero ha una vescica, ma purtroppo il medico, che la sera a cena ci apparirà fresco come una rosa di maggio, fa parte del gruppo di testa. Zucchero si deve quindi affidare alle mani del "sostituto". Dopo la dolorosa operazione ha qualche difficoltà a rimettersi in moto.
Riprendiamo comunque.
Al Km 49 c'è una pausa alla fontana del bivio Pero dei Santi in prossimità di Civita d'Antino. Sia Zucchero che io siamo stremati. Vesciche, dolori muscolari che irrigidiscono, piedi doloranti, pelle infiammata, sudore che appiccica. Cominciamo a pensare di arrenderci. Propongo l'autostop. Quelli del gruppetto ci incoraggiano a proseguire. Io penso che evitando gli ultimi sei Km magari potremmo avere più probabilità di ripartire il giorno dopo.
Alla fine ci convincono a proseguire.
Cominciano ad addensarsi nuvoloni neri. Comincia a piovere. Vorremmo piangere.Provo a fermare una macchina senza successo. Proseguiamo imprecando. Gli ultimi chilometri sembrano non finire mai.
Arriviamo per ultimi alla pensione di Civitella Roveto verso le 19 tra i clamori di lode e incoraggiamento. Dopo 55 Km, 63953 passi e quasi quattordici ore dalla partenza.
La cena sarà alle 21. Dopo la doccia e lo spalmamento di creme incontriamo Roberto il medico nei corridoi. Gli mostro di nuovo la vescica, mi dice che va incisa. Sono preoccupato per il dolore, ma l'incisione non mi procura dolori. Dopo l'applicazione del cerotto antivescica provo ad appoggiare il piede ed ho una visione dell'Arcangelo Gabriele che con voce di tuono mi dice: pagherai con il dolore!




