mercoledì, marzo 30, 2016

Una mia lezione su musica e numeri

La prima esperienza di lezione interattiva su musica e numeri per una terza media romana è andata bene.
Molto gentilmente la professoressa di matematica nonché vicepreside mi ha fatto trovare la situazione ideale per predisporre la lezione: aula vuota con chitarra, tastiera elettronica e proiettore. Quando gli studenti sono entrati tutto era stato sistemato. E già dopo la mia prima domanda per loro ho capito che non c'era motivo di temere la reazione che tra tutte quelle possibili più mi preoccupava: il disinteresse. A tentare di rispondere alle domande, e molto spesso in modo giusto, erano solo tre o quattro ma, a giudicare dai volti e dal linguaggio del corpo, tutti mi sembravano attenti.

L'esperimento iniziale con i suoni della chitarra e conseguente misura delle corde da parte di una volontaria ha funzionato ed è sembrato averli coinvolti. Qualche piccolo segno di disattenzione mi è parso invece di coglierlo solo durante la prima lettura. Penso che dovrò accorciare, snellire e alleggerire quelle tre pagine.

La maggioranza dei ragazzi non aveva origini italiane e le più sveglie e intelligenti mi sono sembrate proprio due ragazze: una di origine asiatica e una di origine est-europea.

Abbiamo parlato di musica, numeri, acustica, frazioni, storia, geografia, astronomia, metodo scientifico, Pitagora e numeri irrazionali. A partire dall'età del ferro fino ad arrivare alla prima chiusura del cerchio ad opera principalmente di Galileo, che reiterò e confermò il fatto che l'universo è scritto nella lingua della matematica e alla seconda chiusura del cerchio della seconda metà del 1800 ad opera di Dedekind che dimostrò definitivamente come Pitagora avesse ragione anche in ambito strettamente matematico. Qui una ragazza si è mostrata sorpresa: così di recente è stato risolto quel problema!? - ha esclamato, fornendomi la sponda per un commento su vivacità e creatività nell'ambito di una materia da loro spesso percepita come monolitica e immutabile. Avrei potuto anche citare la storia del teorema di Fermat come ulteriore esempio ma in quel momento non mi è venuto in mente. Lo includerò per la prossima volta.

Alla fine, attraverso misurazioni di un triangolo di carta, ho cercato si spiegar loro il concetto di non misurabilità della diagonale del quadrato di lato uno.
Purtroppo il tempo non è bastato per proseguire con l'approfondimento (pseudo)-storico/biografico su Pitagora.

Il bilancio è stato sicuramente positivo e, se ne avrò l'occasione, ripeterò con piacere l'esperienza anche in altre scuole. Avevo molto sopravvalutato le difficoltà ma, alla fine, posso dire che i ragazzi sono stati molto educati, curiosi e interessati. E, dopo averne riparlato con gli studenti, la professoressa mi ha riportato la loro impressione: "a parole hanno solo detto che è stato interessante e che si sono divertiti. Per fargli dire di più forse potrei provare a chiedere alla collega di lettere di fargli fare una sorta di componimento su questa esperienza". Ma poveri ragazzi! Vogliamo fargli fare pure il componimento?! No!!!

Nel frattempo preparerò una quasi-replica per adulti per il circolo culturale italo-tedesco.

Secondo l'EFSA la Xylella è la causa del disseccamento degli olivi

La Xylella è responsabile del CoDiRO (Complesso del Disseccamento Rapido degli Olivi), quella malattia che sta colpendo gli ulivi pugliesi e li porta velocemente alla morte. A confermarlo sarebbe un nuovo studio dell'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare).





Questo è l'articolo dell'EFSA: Pilot project on Xylella fastidiosa to reduce risk assessment uncertainties. Da lì si può anche scaricare l'articolo scientifico in formato PDF: Pilot project on Xylella fastidiosa to reduce risk assessment uncertainties.

Qui potete scaricare la traduzione in italiano dell’indice e delle conclusioni del rapporto

In italiano se ne parla anche qui e qui.

"Da un lato il CoDiRO, il complesso del disseccamento degli ulivi che sta colpendo gli alberi del Salento; dall’altra laXylella fastidiosa, un batterio “da quarantena”, considerato pericoloso e da combattere. Quello che mancava, fino a questo momento, era la prova che queste due cose fossero collegate, cioè che fosse proprio la Xylella a causare la malattia.
Ora questa prova c’è. E’ arrivata grazie a una ricerca dell’EFSA (European Food Safety Authority), che ha messo la parola fine a mesi di illazioni e accuse di complotto
.
Il CoDiRO, comunque, non sembra colpire tutte le varietà di olivo allo stesso modo: ad esempio, il batterio impiega più tempo a colonizzare cultivar come il Leccino, la Coratina e il Frantoio; mentre particolarmente suscettibile sembra essere il Cellina di Nardò, una delle varietà più diffuse nella zona dell’epidemia. Fra le altre piante, quelle del genere Citrus (arance, mandarini e pompelmi) e le viti (varietà Cabernet sauvignon) sembrano immuni al contagio, a differenza di oleandri e Poligala myrtifolia, che risultano invece molto suscettibili. Per quanto riguarda mandorli, peschi e ciliegi, occorrono invece ulteriori studi.
Confermato il ruolo della sputacchina, l’insetto che nutrendosi della linfa degli olivi agisce da vettore trasmettendo il batterio alle altre piante.
Questo studio si aggiunge a quello pubblicato il 2 marzo sull’European Journal of Plant Pathology, che aveva smontato un altro caposaldo delle teorie complottiste sul tema: all’origine dell’epidemia in atto sembra esserci un unico ceppo di Xylella importato dal Costa Rica e non nove (“innocui” e presenti da sempre sul territorio, come ipotizzato dalla Procura di Lecce nell’ordinanza di sequesto delle piante).
Sulla base di questi risultati, rinnoviamo ancora una volta il nostro appello: se le perizie della Procura dicono qualcosa di diverso devono essere rese pubbliche, in modo che la comunità scientifica possa studiarle e valutarle."

Quindi penso che non valga più quello che avevo scritto su Xylella: Presa diretta, Le Scienze e l'idea che mi sono fatta. E cioè che ancora non si sa con certezza quali siano le cause del CoDiRO.
Ora possiamo affermarlo con maggiore certezza.

Qui le mie altre considerazioni sulla Xylella

lunedì, marzo 28, 2016

Umberto Eco e la mia formazione

Con Umberto Eco se n'è andato un altro mito della mia adolescenza. E con la mia proverbiale prontezza mediatica mi trovo a parlarne a più di un mese di distanza.

Di solito quando muore qualche personaggio illustre mi astengo sia dal glorificarlo sui social media sia dal rompere le palle e chi invece glorifica. Ma per Eco, ho apprezzato anche la glorificazione social mediatica perché mi ha fatto (ri)scoprire varie perle come questa Bustina di Minerva che è una deliziosa sintesi di ironia, leggerezza e profondità. Sarebbe un perfetto epitaffio per Eco.
E poi, contano anche le emozioni. E la morte di Eco ha coinvolto abbastanza le mie emozioni.

Eco è stato sicuramente l'intellettuale che più ha influito sulla mia formazione. Pur non avendolo mai incontrato fisicamente a lui devo la passione per la lettura, il periodo di passione per le lingue antiche, la scoperta di Borges, e furono i suoi testi a innescare molti salutari dubbi su varie certezze che avevo.
La lettura de "Il nome della rosa" mi folgorò e divenni un accanito lettore di Bustine di Minerva e di tutto ciò che il professore pubblicasse. Ogni volta che mia madre si trovava a spostarsi verso la capitale le lasciavo una lista di saggi da comprare e per l'esame di maturità portai una tesina su "Il nome della rosa".
Quando uscì "Il pendolo di Foucault" mi precipitai a comprarlo con la stessa foga con cui i patiti di Apple rincorrono l'uscita di un nuovo modello della casa di Cupertino. Nel gioco dei contrari mi verrebbe da paragonare quella sensazione a quella speculare provata alla morte di Sergio Leone: ora non potrò più vedere un suo nuovo film. Invece con Eco ho almeno la consolazione di non aver ancora letto diversi suoi libri: sia saggi sia romanzi. E penso che li leggerò con lentezza. Distanziandoli sapientemente in modo da ottenere un prolungamento personalizzato della vita di Eco.

E poi Eco mi stava simpatico pure perché aveva ricevuto la sua prima formazione musicale attraverso l'apprendimento di uno strumento a fiato in una banda.

Per concludere lascio la pagina con tutte le sue Bustine di Minerva e un "duetto fenomenale sul conformismo" tra Umberto Eco e Paolo Poli (RIP entrambi) del 1970 trasmessa dalla Rai solo sei anni dopo perché era stata ritenuta inopportuna.

venerdì, marzo 25, 2016

I numeri sul terrorismo nel mondo e attraverso gli anni

Statista ci fornisce i dati sul terrorismo nel mondo tra il 2001 e il 2014:



e attraverso gli anni in Europa:

Che conclusioni se ne possono trarre?

Credo che nella paura di oggi ci sia sicuramente una componente molto mediatica. Però credo pure che rispetto al terrorismo del passato ci sia pure una differenza che rende quello di oggi più imprevedibile, difficile da combattere e quindi più spaventoso. E cioè la presenza di attentatori suicidi. Potrai mettere i controlli che vuoi. Si cererà sempre una coda prima dei controlli e lì è dove l'attentatore potrà colpire.
Detto questo io non sto comunque cambiando il mio stile di vita.






mercoledì, marzo 16, 2016

La questione dell'olio tunisino

Qualche giorno fa ho scritto questa considerazione su facebook:
Da L’olio di oliva tunisino | Notiziole di .mau.

Ecco, oggi, parlando della questione dell'olio tunisino, esprimevo idee molto simili a queste:

"l’Italia nel 2010 produceva il 17% dell’olio totale e nel 2005 ne consumava il 30%. È vero che i dati non sono direttamente confrontabili, ma direi che possiamo affermare senza troppi dubbi che Xylella o non Xylella noi siamo degli importatori d’olio, presumibilmente dalla Spagna. Diciamo che più che gli italiani dovrebbero essere gli spagnoli a preoccuparsi di vedersi eroso il mercato, e che chi vuole olio d’oliva italiano continuerà a trovarlo esattamente allo stesso modo di prima."


Poi, dopo aver visto i video sottostanti  (soprattutto il primo) condivisi dall'amico Roberto, non sono più che cosa pensare. Qualcuno ha idee più precise?

L’Europa ci fa invadere dall’olio tunisino
Passa al Parlamento europeo la proposta di cancellare i dazi su 35mila tonnellate di extravergine l’anno…LA7.IT

La Gabbia - pt 24
Dal porto di Livorno, camion di olio tunisino congelato: una frode milionaria che specula sulla crisi dell'extravergine…LA7.IT

martedì, marzo 15, 2016

La Valle del Corese

Un breve documentario di 10 minuti girato tra le mie colline natie. Per cui non può che essere bellissimo!


Carnevale della Matematica #95 - il giorno Pi greco

L'edizione di marzo del Carnevale della Matematica, la numero 95, è ospitata da Gianluigi Filippelli su dropseaofulaula e il tema è quello del giorno Pi greco.
Io ho contribuito con la cellula melodica "stavolta luminosa e tritonale"



E con un articoletto così introdotto:

Ed è proprio di Dioniso il primo contributo del Carnevale, L'Italia tra i primi dieci paesi più ignoranti al mondo?
Qualche settimana fa ho visto questo titolo di articolo: "Italia nella top ten dei Paesi più ignoranti al mondo". Mi sono chiesto: può essere credibile un titolo che ci posiziona tra i dieci paesi più "ignoranti" al mondo? È possibile che siamo risultati "più ignoranti" anche rispetto ai paesi il cui tasso di analfabetismo è superiore al 50%? Sono andato a leggere l'articolo ed ecco che ho trovato...

Il mese prossimo l'edizione numero 96 del 14 aprile 2016 (“canta, canta, canta, canta, canta il merlo”) verrà ospitata da MaddMaths! e il tema è ancora incognito.

Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale
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giovedì, marzo 10, 2016

PIL, economia, wikipedia e condivisione

Tra ieri sera e stamane ho letto il post di .mau. Wikipedia fa crollare il PIL e ho visto la puntata del 07/03/2016 di Pane quotidiano con Maurizio Pallante.

Ho trovato interessante questa considerazione di .mau.

Però, almeno dal punto di vista di un economista, la cosa ha perfettamente senso. Quando io lavoro gratuitamente migliorando l’enciclopedia non sto generando ricchezza misurabile: allo stesso modo, chi usa il contenuto di Wikipedia anziché comprare un’enciclopedia non sta generando ricchezza misurabile e persino chi usa Wikipedia per generare contenuto che poi vende non genera tutta la ricchezza possibile, perché c’è solo una transazione economica e non due.
E quindi? Quindi dobbiamo sperare che prima o poi si riesca a trovare una migliore misura della ricchezza del mondo, non tanto per considerare Wikipedia ma anche tutte le cose che ci migliorano ma non richiedono scambio di denaro.

Nella puntata di Pane quotidiano oltre a questo tema, di cui si parla intorno al 13° minuto, si trattano anche altri temi tra cui diseguaglianza, solidarietà, felicità e condivisione che probabilmente sono parte del contenuto del libro di Pallante:
Destra e sinistra addio. Per una nuova declinazione dell'uguaglianza

domenica, febbraio 28, 2016

L'Italia tra i primi dieci paesi più ignoranti al mondo?

Qualche settimana fa un amico ha condiviso su FB questo titolo di articolo: "Italia nella top ten dei Paesi più ignoranti al mondo".
Che significa? - mi sono chiesto. Può essere credibile un titolo che ci posiziona tra i dieci paesi più "ignoranti" al mondo? È possibile che siamo risultati "più ignoranti" anche dei paesi il cui tasso di analfabetismo è superiore al 50%? Sono andato a leggere l'articolo ed ecco che ho trovato:
"E il Bel Paese è entrato nella top ten. Questo quanto emerge dal report pubblicato dall'istituto di ricerca Ipsos Mori, che prendendo in considerazione alcuni fattori come l'obesità, l'ineguaglianza sociale e l'immigrazione, attraverso 25mila interviste fatte in 28 paesi, ha constatato come in merito a queste problematiche la popolazione abbia una percezione reale oppure estremamente falsata."
Un capolavoro di confusione!


Leggendo il titolo uno che è indotto a pensare? Forse che in un’indagine sulle conoscenze in varie discipline scolastiche effettuata sulla popolazione di tutti i paesi del mondo l’Italia sia risultata tra gli ultimi 10 paesi?
Invece i paesi in esame sono 28, o forse dovremmo dire i G28. E poi uno si chiede: ma che c’entrano l'obesità, l'ineguaglianza sociale e l'immigrazione con l’ignoranza? Ecco, se uno riesce a risalire alla fonte, cosa un po’ ardua perché quel quotidiano nazionale si guarda bene dal citarla, pare che la ricerca volesse misurare la percezione di alcuni fatti del presente da parte delle popolazioni di quei 28 paesi e fra questi fatti: immigrazione, ineguaglianza e obesità.

Dal punto di vista del titolo fanno meglio altri due quotidiani: «I 10 "paesi più ignoranti del mondo": anche l'Italia in classifica per percezione sbagliata del pericolo»; «I paesi più "ignoranti" del mondo su migranti e obesità: l'Italia è nella top ten». Ma non è molto meglio, ad esempio, il titolo dell’Indipendent: «The world's most ignorant countries revealed». Ma allora è solo ignoranza numerica dei giornalisti italiani a produrre questi svarioni o c’è dell’altro?
Quello che personalmente leggo in questa confusione tra titoli, contenuto degli articoli e dati sono tre aspetti:

1. Sì, forse un po’ c’è anche la nota incompetenza numerica (solo italiana?) di alcuni giornalisti.
2. Ma c'è anche la nota tendenza (non solo italiana!) di scrivere titoli che, anche se fuorvianti, catturino il lettore. (Vedi titolo dell’Indipendent)
3. Una tendenza masochistica tutta italiana di godere nel vedere il proprio paese nelle liste dei cattivi.

Tema e conclusioni simili si possono osservare anche nell'ambito quest'altra notizia di un paio di settimane fa: Ocse, è un «analfabeta matematico» un ragazzo italiano su quattro.

Un'interessante discussione su questo tema la potete trovare nella puntata del 11/02/2016 di Tutta la città ne parla.

Ho trovato particolarmente interessante la posizione del matematico Carlo Sbordone. Sbordone cerca di andare un po' oltre e, contestualizzando quei dati, mostra anche di conoscere bene la psicologia collettiva predominante nel nostro paese.
Chissà perché - si chiede Sbordone (intorno al minuto 23 della puntata) - le notizie che danno l'Italia agli ultimi posti hanno sempre molto più successo di quelle che la danno ai primi posti? Come, ad esempio, quando uno studente italiano, Francesco Sala, si classifica ai primi posti delle Olimpiadi della matematica vincendo la medaglia d'oro.
Intorno al minuto 30 c'è anche la testimonianza di Luca Macchiaroli, studente del liceo scientifico 'Mercalli' di Napoli e finalista delle olimpiadi mondiali di matematica.

Per chi fosse interessato ecco le diapositive dello studio di Ipsos MORI sulla percezione di alcuni fatti del presente del proprio paese.

sabato, febbraio 27, 2016

The Danish Girl

Ieri sera abbiamo visto The Danish Girl.
Ne consiglio la visione. Ma attenzione! Potrebbe inquietare animi troppo, troppo poco, o cripto- sensibili. Bravissimo Eddie Redmayne nell'interpretazione di Lili Elbe/Einar Wegener.

giovedì, febbraio 25, 2016

Pillole di una vita da emigrante

Cerchietto d'argento infilzato nella parte alta dell'orecchio destro e forse un po' più giovane di me, la Oberdottoressa si è presentata con un atteggiamento e un modo di comunicare piuttosto ruvido e distanziato.
- Eccone un'altra - ho pensato. - Ma almeno, rispetto al giovane dottore di un mese e mezzo fa, lei mostra precisione e competenza.

Poi quando le ho detto che avrei preferito parlare in inglese il suo atteggiamento è cambiato ed è diventata più gentile. Sempre distanziata ma un po' più gentile.
Ho avuto l'impressione che in quel momento il pensiero della Oberdottoressa mi abbia inconsciamente promosso da immigrato di serie B a immigrato di serie B+.
Magari mi sbaglio. Potrebbe anche essere che la mia percezione delle due lingue sia diversa e/o che la Oberdottoressa si sentisse un po' più in difficoltà a parlare una lingua non sua.

martedì, febbraio 23, 2016

Una fune sull'abisso: colpa, pena, rieducazione

"Mai un uomo è interamente santo o interamente peccatore. Sembra così perché noi siamo soggetti all'illusione che il tempo sia qualcosa di reale. Il tempo non è reale, Govinda. E se il tempo non è reale, allora anche la discontinuità che sembra esservi tra il mondo e l'eternità, tra il male e il bene, è un'illusione".
"Ma come?" chiese Govinda ansiosamente.
"Ascolta, caro, ascolta bene! Il peccatore ch'io sono e che tu sei è peccatore, sì, ma un giorno sarà di nuovo Brahma, un giorno raggiungerà il nirvana, sarà Buddha. E ora vedi: questo "un giorno" è illusione, è soltanto un modo di dire! Il peccatore non è in cammino per diventare Buddha, non è coinvolto in un processo di sviluppo, sebbene il nostro pensiero non sappia rappresentarsi le cose diversamente. Il peccatore è oggi stesso, già, il futuro Buddha, il suo avvenire è già tutto presente. Il mondo non è imperfetto o impegnato in una lunga via verso la perfezione: no, è perfetto in ogni istante, ogni peccato porta in sè la grazia [...] Ho appreso, nell'anima e nel corpo, che avevo molto bisogno del peccato, avevo bisogno della voluttà, dell'ambizione, della vanità, e avevo bisogno della più ignominiosa disperazione, per imparare la rinuncia a resistere, per imparare ad amare il mondo, per smettere di confrontarlo con un certo mondo immaginato, desiderato da me, con una specie di perfezione da me escogitata, ma per lasciarlo, invece, così com'è, e amarlo e appartenergli con gioia".


Consiglio l'ascolto di questa puntata di Uomini e Profeti in cui Elvio Fassone parla della sua esperienza, raccontata nel libro Fine pena: ora, di giudice impegnato in una corrispondenza durata ventisei anni tra un ergastolano da lui condannato.


venerdì, febbraio 19, 2016

O Germania

Oggi che la Germania
Non è più il mostro accucciato
Che ho conosciuto nell’infanzia,
Oggi che è tornata arrogante
E la sua
Meticolosità nell’efficienza
Mi appare per quel che è
– Nevrosi da obbedienza –
Io le ripeto: quieta, zitta, a cuccia
Già hai dato il meglio, non strafare.

giovedì, febbraio 18, 2016

Dialogo sull'evoluzionismo tra uno scienziato e una spiritualista new age: chi vincerà?

Trovo esilarante e anche un po' educativa questa sotto-storia di una puntata di Friends in cui Phoebe Buffay, la svampita con approccio alla vita di stampo spiritualista/new age, discute di evoluzionismo con lo scienziato paleontologo Ross Geller.

"Cos'è questo irrefrenabile bisogno di costringere tutti a pesarla come te?" - dice la stravagante Phoebe.

Chi vincerà la singolar tenzone? La svagata spiritualista o il preparatissimo e razionalissimo Ross?

Per chi la comprende la versione in inglese è molto più efficace e divertente.


Ma c'è anche quella in italiano.

lunedì, febbraio 15, 2016

Carnevale della Matematica #94 - Matematica e Sesso

L'edizione di febbraio del Carnevale della Matematica, la numero 94, è ospitata da Rudi Matematici e il tema è "Matematica e Sesso"
Io ho contribuito con la cellula melodica "stavolta tenebrosa e tritonale"


E con un articoletto così introdotto:

... anche perché siamo famosi per fare pasticci. Ecco, ci siamo infatti quasi persi anche il contributo di Dioniso, che ci scrive:
Sperimentazione animale: dove ha senso opporsi? (alcuni numeri) - Come funzionerebbe il mondo se non si utilizzassero più gli animali e i prodotti da essi derivati? E soprattutto: è possibile pensare a una ricerca medica senza l'uso di animali? E quali ne sarebbero le conseguenze? Gli animali che vengono utilizzati per essere consumati come cibo sono circa il 98% del totale. Contro un dato di circa il zero lo 0,3% degli animali usati nella sperimentazione animale a scopi di ricerca medica. Quindi per ogni animale usato per la sperimentazione scientifica ce ne sono più di 300 che vengono uccisi per scopi alimentari. Ma il fatto ancora più interessante è che circa il 60-65% della popolazione abolirebbe totalmente la sperimentazione animale mentre solo il 25-30% abolirebbe l'uso di animali per scopi alimentari.
Lui dice che non è nemmeno matematico, ma si collega bene ai discorsi di mau sulle statistiche. E ci permette finalmente di chiudere con un articolo non a tema (almeno apparentemente, perché noi siamo un disastro.
Il mese prossimo l'edizione numero 95 del 14 narzo 2016 (“nella luce tra i cespugli”) verrà ospitata da DropSea e il tema sarà Pi day.

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martedì, febbraio 09, 2016

Cultura umanistica e cultura scientifica in Italia

Visto che per il festival di giugno stiamo organizzando un'intervento di un'amica storica che tratterà il tema Cultura umanistica e cultura scientifica in Italia, il post di .mau. lo 0,1% di 60 mamme cade a pennello.

È accettabile che un "caporedattore presso D La Repubblica" parli di un sintomo che in uno studio si è manifestato nello 0,1% di 60 mamme? Siamo ai limiti della disattenzione o dell'analfabetismo numerico.

Più volte mi è capitato di sentire che lo studio del latino e lo studio del greco sono molto importanti perché "aprono la mente". Sarà pure così. Ma se i nostri giornalisti oltre all'aoristo conoscessero anche un po' di aritmetica e di cultura scientifica non riuscirebbero a darci delle informazioni un po' meno approssimative?

lunedì, febbraio 08, 2016

Configlio invece di stepchild? Perchè no?

Rilancio la proposta di Francesco Sabatini rilanciata e ampliata da Licia Corbolante in Da stepchild a configlio.
Ho trovato molto efficace la proposta del linguista Francesco Sabatini di sostituire l’anglicismo stepchild con il neologismo configlio. Sintetizzo le sue riflessioni, che potete ascoltare nella registrazione del programma UnoMattina (da 1:46 in poi). 
Nel dibattito sulle unioni diverse dal matrimonio, il concetto “bambino che entra a far parte di una coppia, figlio di uno solo degli elementi della coppia, sia essa etero od omosessuale” avrebbe già un nome, figliastro, ma non è adatto perché ha connotazioni negative conferite dal suffisso –astro. 
Sabatini sottolinea che dobbiamo preoccuparci dell’effetto che producono le parole in uso e specialmente in questo caso è evidente una nuova sensibilità che richiede una nuova parola. Chi crede di aver trovato in stepchild un termine non offensivo in realtà non ha risolto nulla perché è una parola oscura e difficile da pronunciare.
Il neologismo configlio
Il linguista propone il neologismo configlio, una parola chiara e “affettivamente calda” perché formata con il prefisso con- che indica inclusione, partecipazione e quindi anche accoglienza, e che richiama una famiglia di parole che comprende coniuge, compagno, convivente, compare, comare… Sul modello di configlio si possono poi formare compadre ecommadre, in sostituzione di patrigno e matrigna, altre parole connotate negativamente. 
Aggiungo anche che la neoformazione configlio ci ricorda che l’italiano dispone di meccanismi di formazione di neologismi molto efficaci, purtroppo spesso ignorati dai paladini dell’itanglese.
Sabatini conclude ricordando che inizialmente i neologismi possono scuotere e non piacere, ma con l’uso vengono accettati da tutti i parlanti, e quindi suggerisce di provare a usare configlio in sostituzione di stepchild. Apprezzo e diffondo l’invito, augurandomi che anche politici e media lo accolgano. 

mercoledì, febbraio 03, 2016

Xylella: un nuovo articolo di Le Scienze

Cito due dei passi più interessanti dell'articolo di Le Scienze Emergenza Xylella. Il mistero dei nove ceppi inesistenti.

In un lavoro dello IAM del 2014 citato in perizia, gli autori analizzano 100 piante nella zona di Gallipoli, metà delle quali con sintomi di disseccamento, con il doppio intento di dimostrare un’associazione fra la presenza del batterio e la malattia e contribuire a descrivere la popolazione salentina del batterio da un punto di vista genetico. I risultati sono chiari. Si legge che 49 delle 50 piante malate sono risultate positive a Xylella, alle quali si aggiungono 9 piante asintomatiche “probabilmente infettate recentemente”. Non si può parlare di nesso di causalità, ma questi dati consentono ai ricercatori di affermare che c’è una “stretta associazione fra il batterio e la sindrome da disseccamento rapido”. Numeri poi confermati, come abbiamo visto, anche dalle analisi dei consulenti della Procura, seppure su un campione più ridotto
....
Alla luce delle novità emerse in conferenza stampa e dagli stralci delle perizie che sono stati resi disponibili, le domande aumentano. Da quali altri elementi scientifici si riscontra che nel Salento siano presenti perlomeno nove diverse popolazioni di X. fastidiosa? Quali prove conducono a considerare «altamente probabile» l’ipotesi che il consumo intensivo di prodotti fitosanitari abbia favorito la virulenza di funghi e batteri, tra cui Xylella fastidiosa? Per quali aspetti la consulenza ha posto in dubbio l’attendibilità delle conclusioni scientifiche rappresentate all'Europa? Quali elementi portano a considerare «dato acquisito» che la manifestazione della sintomatologia del disseccamento non sia necessariamente correlata alla presenza del batterio Xylella fastidiosa?

Riteniamo dunque a maggior ragione indispensabile che la Procura metta a disposizione della comunità scientifica e in particolare della task force incaricata di affrontare l’emergenza Xylella, il testo integrale delle perizie, come abbiamo richiesto nella lettera aperta al Procuratore Cataldo Motta.

domenica, gennaio 31, 2016

Sperimentazione animale: dove ha senso opporsi? (alcuni numeri)

Riporto qualche appunto, in cui parafraso e sintetizzo l'ascolto della puntata di Radio3 Scienza del 15 Dicembre 2015: La fine del topo.

L'ospite è Fabrizio Benedetti, neuroscienziato dell'università di Torino e autore del libro Un mondo senza animali. Nel libro Benedetti cerca di rispondere alla domanda: come funzionerebbe il mondo se non si utilizzassero più gli animali e i prodotti da essi derivati? E soprattutto: è possibile pensare a una ricerca medica senza l'uso di animali? E quali ne sarebbero le conseguenze?

Il conduttore della trasmissione, Pietro Greco, cerca di ottenere risposte in due dei diversi ambiti del problema: quello etico e quello pragmatico.
Fabrizio Benedetti - Dal punto vista etico la cosa importante da dire è che purtroppo siamo tutti utenti della sperimentazione animale anche se non ce ne rendiamo conto. Di certo il problema etico resta un problema aperto. Nel mio libro dimostro che ci sono dei fatti e delle relazioni ma la risposta la lascio fondamentalmente al lettore. Lui dovrà rispondere se dal suo punto di vista etico la cosa sia giusta o no."
Dalla quarta di copertina: "L’autore spiega le ragioni dei movimenti animalisti e di chi fa ricerca biomedica, cercando di evidenziare gli aspetti positivi di entrambe le parti, ma sottolineando che in molte situazioni la rinuncia ai prodotti di origine animale costituisce una scelta possibile, mentre in altre pone un enorme dilemma etico."

Pietro Greco pone quindi una domanda secondo me molto importante: quanti sono gli animali utilizzati in ricerca rispetto agli animali utilizzati dagli esseri umani per essere consumati come cibo o per altri scopi tipo abbigliamento, cosmesi, eccetera?
Fabrizio Benedetti - Ecco questo è un punto importantissimo. Se facciamo il paragone: se si considerano tutti gli animali che vengono utilizzati dall'uomo, circa il 98% viene consumato come cibo. Contro un dato di circa lo 0,3% usato nella sperimentazione animale a scopi di ricerca medica. Quindi, approssimando un po', si può dire che per ogni animale usato per la sperimentazione scientifica ce ne sono più di 300 che vengono uccisi per scopi alimentari. Ma il fatto ancora più interessante è che dei sondaggi effettuati negli Stati Uniti e in Germania mostrano che circa il 60-65% della popolazione abolirebbe totalmente la sperimentazione animale mentre solo il 25-30% abolirebbe l'uso di animali per scopi alimentari.

Pietro Greco - Quali sono gli effetti pratici di una ricerca senza sperimentazione animale?
Fabrizio Benedetti - Si potrebbero citare centinaia di tecniche mediche e centinaia di farmaci che salvano vite e che non si sarebbero potuti mettere a punto senza l'uso della sperimentazione animale. Cita quindi i trapianti di organo.

A questo punto una domanda che è legittimo porsi è la seguente: ha senso spendere energie in una battaglia per salvare un animale, quando si sa che il suo non utilizzo potrà avere come conseguenza perdite di pazienti o grosse sofferenze negli stessi; invece di utilizzare tali energie per salvare più di 300 animali il cui uso, nella stragrande maggioranza dei casi, potrebbe essere rimpiazzato o ridotto di molto senza provocare né morti né sofferenze?

Consiglio a tutti quelli che parlano o si interessano del tema della sperimentazione animale di ascoltare la puntata radiofonica in cui il tema viene approfondito e vengono citati altri esempi, tra cui i vaccini, la radioterapia e i dati relativi all'uso degli animali per i prodotti cosmetici. Ancor meglio sarebbe leggere il libro. Io l'ho appena acquistato.