mercoledì, novembre 16, 2011

Bollani alla BCE

È una settimana di concerti questa. Martedì abbiamo assistito al secondo concerto di jazzisti italiani in tre giorni. Stavolta un po' più lontano: addirittura alla Alte Oper di Francforte per un evento organizzato dalla BCE (Banca Centrale Europea)!! È lì che alle Giornate della cultura della BCE, quest'anno dedicate all'Italia, abbiamo ascoltato il concerto di Stefano Bollani.
Bollani è da tempo un mio mito. Come musicista lo conoscevo già da tempo, ma poi con Il Dottor Djembe ho scoperto anche le sue grandi qualità di conduttore, comico, imitatore e istrione. Penso che la sua musicalità ed il suo orecchio siano prodigiosi. Lo si capisce anche da come riesce a cogliere immediatamente accenti e inflessioni e a riprodurli magistralmente. Per chi se le fosse perse consiglio sia le puntate del Dottor Djembe sia quelle di Sostiene Bollani.

Dopo aver rotto il ghiaccio con un primo pezzo lento ed un secondo un po' sperimentale, Bollani comincia a giocare con il pubblico. E il gioco va in crescendo: gioca con la musica, con le parole, con le diverse lingue (italiano, inglese, francese e tedesco); fino alla fine in cui per il bis chiede al pubblico una lista di autori e canzoni. Nelle risposte a volte imita gli accenti di chi parla. Zucchero gli propone Carosone e lui lo includerà. Bollani invece rifiuta la mia provocazione di Duccio Vernacoli con un sorriso. Un tedesco del pubblico propone una cosa che suona come "I said again" ma che nessuno capisce. Bollani interloquisce scherzando e poi trasformerà "I said again" nel tormentone della sua improvvisazione.
Alla fine ha improvvisato magistralmente e con molta ironia mescolando temi come Profondo Rosso, Norwegian Wood, malafemmena, Bob Dylan, Carosone, Peppino di Capri che si tramuta in Paolo Conte ...
Ecco l'improvvisazione finale per intiero:

Ah, come nota a margine: Zucchero e io, prima che entrasse Bollani, parlavamo come al solito italiano a voce sufficientemente alta (il tono del tanto-gli-altri-non-ci-capiscono) e tra le altre cose ci lamentavamo delle signore della prima fila che sembrava avessero il ballo di S. Vito. Poi ci siamo accorti che le signore erano italiane e guardando un po' meglio abbiamo visto che il signore seduto lì vicino era Bini Smaghi. Per farla breve davanti a noi c'erano i vertici italiani della BCE e le signore che criticavamo appartenevano a quel gruppo.
Non ho ancora chiesto a Zucchero, ma penso che quello di Rava e Petrella abbia già perso il primato.

lunedì, novembre 14, 2011

Rava e Petrella

Domenica 13 novembre siamo stati alla Alte Feuerwache di Mannheim per il concerto di Enrico Rava e Gianluca Petrella.
Di Rava si sa già molto: è uno dei jazzisti italiani più noti. Non penso si possa dire la stessa cosa per Petrella. Quasi sconosciuto al grande pubblico, il trombonista barese (e già il fatto che suoni il mio strumento, qualcuno mi dirà, mi fa essere forse un po' di parte) ha delle doti tecniche ed improvvisative prodigiose. Attualmente è considerato uno dei migliori trombonisti Jazz al mondo.

Petrella inizia suonando in una postura piuttosto rattrappita. Poi si distende. La mimica segue molto l'andamento della sua musica. Gioca molto anche con gli effetti timbrici producendoli con due diverse sordine, rivolgendo la campana in diverse direzioni, usando le labbra in modo quasi percussivo, ma anche attraverso un uso magistrale del microfono.
Esempio d'improvvisazione a due con Rava. Intervista.
Acrobazie petrelliane

Zucchero ha detto che è stato il concerto Jazz più divertente a cui abbia mai assistito.
Di certo è il trombonista più bravo che io abbia mai sentito dal vivo.

Grande evento! Il primo Carnevale della Matematica organizzato da me: il #43


Superando timori, indugi e tentennamenti mi son fatto coraggio e per la prima volta ho deciso di ospitare un Carnevale della Matematica. E così, quella che è stata definita la "salsa germanico-novembrina", l'edizione numero 43 del Carnevale della Matematica, la sto ospitando io ma non sul Blogghetto. Bensí sul mio nuovo blog Pitagora e dintorni. Il tema dell'edizione è Da dove proviene la matematica?

Ovviamente ho anche contribuito:

E per ultimo il mio contributo in tre parti dal Blogghetto, in cui è Pitagora stesso a leggerci un capitolo della sua biografia. Il capitolo ci mostra come i pitagorici approfondirono la relazione tra musica e numeri e come la visione proto-cognitivista di Ippaso venne repressa dalla visione pitagorica (o platonica come qualcuno un po' impropriamente dice oggi) di Pitagora stesso:
Dove Pitagora, Ippaso e Teano approfondiscono la relazione tra musica e numeri (primaseconda e terza parte)


Concludo ricordandovi che la prossima edizione, quella del 14 dicembre 2011, sarà ospitata da Popinga. Il tema facoltativo sarà "Storia e storie della matematica"

sabato, novembre 12, 2011

Mettiamo il Tricolore alle finestre: Berlusconi si è dimesso!

Aderisco all'iniziativa di Libertà e Giustizia: Il tricolore alla finestra quando B. si dimette.
"Appena saranno ufficiali le dimissioni di Berlusconi, esponiamo alla finestra la bandiera italiana (o in mancanza, un panno). Sarà il segno del nostro attaccamento per la Costituzione, che ha resistito al più violento attacco mai subito da quando i nostri Padri ce l’hanno affidata. Viva l’Italia! – Viva la Democrazia! – Viva la Costituzione! Passiamo parola."
Oltre che alla finestra espongo il tricolore anche sul mio blog.

Zenone e le dimissioni di Berlusconi

Le dimissioni di Berlusconi sono impossibili. In quanto prima di arrivare a Tdb dovremo passare per Tdb/2 e prima ancora per  Tdb/4 e prima per Tdb/8  .... e prima ancora per Tdb/2n e  e prima ancora per ...

giovedì, novembre 10, 2011

Le Grand Macabre ovvero le avventure di Spermando e Clitoria

Si narra che dopo aver visto l'anti-opera di Mauricio Kagel, e cioè il balletto per non-ballerini Staatstheater, György Ligeti giunse alla conclusione che non sarebbe più stato possibile scrivere anti-opere.

Sono all'impasse! - pensò quindi il compositore. - Come uscirne?

Dopo approfonditi studi di logica matematica egli decise che l'unica via d'uscita sarebbe stata la doppia negazione e scrisse così un'anti-anti-opera: Le Grand Macabre.
Evidentemente Ligeti non si era limitato allo studio della logica classica ed era quindi consapevole che nella logica musicale, come in altre logiche, la doppia negazione non coincide con l'affermazione. A distinguerla c'è l'ironia postmodernista che include sbeffeggiandole sia l'affermazione sia la negazione. Di sicuro l'ascolto della versione in tedesco (notare il Dies Irae) non vi lascerà dubbi sulla diversità della doppia negazione.
Una degli aspetti interessanti di quest'opera è anche il fatto che il libretto, scritto originariamente in tedesco, è stato pensato dall'autore per essere facilmente adattato ad altre lingue. Sinora ci sono state esecuzioni in inglese,francese, italiano, svedese e ungherese.






martedì, novembre 08, 2011

Torino: Eataly e altre impressioni

Eh già, mi trovo un po' indietro con questi racconti di viaggi. Ma dato che mi mancano ancora due giorni di racconti per concludere il nostro viaggio in Norvegia di giungo del 2009 (Ma lo concluderò. Ah se lo concluderò!) non è poi così scandaloso che racconto il viaggio a Torino più di un mese dopo.
E dopo questa breve autoassoluzione, andiamo a cominciar.


Lunedì 3 ottobre


Circa un mese fa, durante il nostro viaggio a Torino, abbiamo mangiato da Eataly.
Tempo fa avevo letto un articolo che ne parlava. Il fondatore di Eataly è Oscar Farinetti e la sua idea di base dovrebbe essere quella di contemperare la qualità di prodotti, prevalentemente di piccole realtà locali, con prezzi più accetabili rispetto a quelli delle gioiellerie gastronomie che di solito commerciano quei prodotti.
L'idea mi è piaciuta molto: cercare di rendere la qualità gastronomica un po' più accessibile anche a strati sociali diversi. Se poi l'idea funzioni non lo so.
Comunque alla fine abbiamo mangiato bene, speso poco e il ragazzo che ci serviva è stato molto gentile. Ci ha anche fatto provare una porzioncina di carne cruda piemontese fuori busta. Non sapevo neppure che fosse una tradizione gastronomica locale. A esser sincero però non mi ha esaltato.
Dopo il pasto ci siamo riforniti di varie specialità gastronomiche nell'annesso supermercato.

A Torino abbiamo visto e fatto molte altre cose interessanti, e complessivamente la città ci è piaciuta molto: storia, architettura, gastronomia, atmosfera: tutto.

Napoli?
No, mercato di ...
Torino.
Nel giro di pochi giorni ho visitato i due edifici di due diversi continenti che si contendono il titolo di più alto edificio in muratura del mondo. La Mole e il City Hall di Filadelfia.
Interno della Mole (museo del cinema).
Balòn.
Ne avevo sentito parlare nel bellissimo romanzo di Fruttero e Lucentini: La donna della domenica.
Museo egizio (inetressantissimo anche per le mie ricerche pitagoriche)
Alba
Casa del grande Lagrange (che alla nascita si chiamava Giuseppe Lodovico Lagrangia).
Quartiere liberty.

sabato, novembre 05, 2011

Elea (Velia)

Venerdì 2 settembre 2011

Due mesi fa, calpestando il suolo che calpestò Zenone, fui protagonista di un singolare fenomeno:
per quanto mi affannassi a camminare più veloce di Zucchero ...
... non riuscivo mai a raggiungerla.

giovedì, novembre 03, 2011

La megliocrazia di Gramellini

Alcuni stralci da La megliocrazia di Massimo Gramellini

Mai come in queste drammatiche ore ci sentiamo di dar ragione all’economista Luigi Zingales quando dice che l’Italia è una peggiocrazia, il governo dei peggiori. La prevalenza del cretino, o comunque del mediocre, raggiunge la sua apoteosi in quella caricatura di democrazia che è diventata la nostra democrazia. Oggi qualsiasi persona di buonsenso, di destra o di sinistra, riconosce che questa politica svilita dai clown e dalle caste dovrebbe affidarsi ai seri e ai competenti. Figure alla Mario Monti, per intenderci. E ce ne sono tante. Ma qualsiasi persona di buonsenso sa anche che, se i Mario Monti si presentassero alle elezioni, le perderebbero. Perché non sono istrionici né seducenti. Verrebbero surclassati da chi conosce l’arte della promessa facile e dello slogan accattivante, in quanto una parte non piccola degli elettori è così immatura da privilegiare i peggiori: per ignoranza, corruzione, menefreghismo. 

E su questa parte mi trovo in totale accordo. Coincide esattamente con quanto sostengo da molto tempo: attualmente abbiamo una classe politica dirigente che esprime il peggio del paese.
Poi c'è la parte successiva che è molto provocatoria.

Dirò una cosa aristocratica solo in apparenza. Neppure le sacrosante primarie bastano a garantire la selezione dei migliori. Per realizzare una democrazia compiuta occorre avere il coraggio di rimettere in discussione il diritto di voto. Non posso guidare un aeroplano appellandomi al principio di uguaglianza: devo prima superare un esame di volo. Perché quindi il voto, attività non meno affascinante e pericolosa, dovrebbe essere sottratta a un esame preventivo di educazione civica e di conoscenza minima della Costituzione? E adesso lapidatemi pure.

martedì, novembre 01, 2011

Flussi e riflussi del mediasocialismo

Amici che convinci ad aprirsi una casella di posta elettronica; e poi un blog; e dopo anni loro ti convincono a crearti un profilo su feisbuc. Chi esce dai blog perché sono vecchiume e cerca di farti entrare in Twitter. Chi si autodistrugge su feisbuc con riti esorcizzanti per poi rientrare sotto nuove spoglie. Gente che legge senza commentare e che commenta senza leggere. Fenomeni di buloanorressia da commento.
Vanno, vengono; ogni tanto si fermano. E quando si fermano...

venerdì, ottobre 28, 2011

Hautklinik: la vendetta

Di solito lei è molto empatica ed attenta. Stamane invece la prima cosa che ha detto è stata: - ma non potevano farglielo alla Hautklinik?
Poi svogliatamente si è messa lì a tirarli via con forbici e pinzette.
- Li ho tolti tutti mi sembra.... ah, no ecco, ne è rimasto uno.
No, cara dottoressa! Ora che ho appena tolto il cerotto e mi sto guardando allo specchio mentre ascolto la diretta di Experimentum Mundi. Ora le posso dire che ne era rimasto anche un altro. E non serviva il microscopio per vederlo.

mercoledì, ottobre 26, 2011

Che cosa se ne fa l'universo dei nostri pensieri?

"... pensò anche a Facebook, all'etere, alla Rete. A quanto l'umanità ormai affidi a questi luoghi inconsistenti i più reconditi pensieri perché arrivino a destinazione. I messaggi. Chissà dove finiscono i messaggi che ci scriviamo. Chi se li mangia. Se ci sia da qualche parte una bocca enorme spalancata che s'ingoia tutte le parole che ci lasciamo sfuggire, anche le più segrete, nella notte quando è buio, quando ci sentiamo soli, quando crediamo che nessuno pensi a noi né ci voglia, che l'intera galassia si dimentichi della nostra insignificante esistenza. Dove se ne vanno i pensieri, le idee, i ricordi che vagano a mezz'aria sospesi. Si può sapere dove, chi se li prende, che cosa se ne fa l'universo, ammesso che qualcosa se ne faccia di noi l'universo?"

Da Facebook in the rain" di Paola Mastrocola 

lunedì, ottobre 24, 2011

Dove Pitagora, Ippaso e Teano approfondiscono la relazione tra musica e numeri (prima parte)

In una delle nostre interviste Cerbero ci ha raccontato della scoperta di Pitagora nella bottega del fabbro. Secondo Giamblico, quella scoperta condusse i pitagorici ad immaginare una generalizzazione per cui partendo a ritroso dalla matematica si sarebbero potuti interpretare tutti i fenomeni fisici dell’Universo. L’idea era molto affascinante: attraverso la decifrazione delle proprietà dei numeri si sarebbe giunti a decifrare l’universo. 


La matematica è quindi l'espressione della razionalità dell'universo? E il suo senso è iscritto nelle leggi stesse che regolano la realtà in cui viviamo?

Questo Giamblico non ce lo dice. Però forse il racconto di come i pitagorici passarono da quella semplice osservazione nella bottega di un fabbro all'elaborazione della teoria del “Tutto è Numero” potrebbe aiutarci a capire. Vogliamo farcelo raccontare direttamente a Pitagora? 
Alcuni dei lettori conoscono già: l'adePhone 5, ma quello che nessuno ancora sa è che dopo giorni di trattative in cui ho dovuto acquistare diverse offerte di Cerbero sono riuscito finalmente ad ottenere il numero diretto di Pitagora, così non saremo più costretti a passare per quei fastidiosi centralini.


Allora, componiamo il numero: 101 010 10.
- Το Παν είναι Αριθμός!
- Maestro, che piacere risentirvi!
- Andiamo al dunque, mi dica che le serve stavolta.
- Vi ricordate che vi avevo chiesto di raccontarmi di come si svilupparono le ricerche dopo la scoperta nella bottega del fabbro, ma voi preferiste rispondere alla seconda domanda sulla scoperta dell'irrazionale?
- Certo che mi ricordo.
- Ecco, ora gradirei avere una risposta alla prima domanda.
- Oggi mi sento magnanimo e gliela concedo. Le leggerò il capitolo corrispondente sul libro del giovane Fulivao, quello basato sulle mie memorie che ormai lei dovrebbe conoscere bene. Vado a cominciar...


- Uno, due, tre... - Era la voce del maestro quella che proveniva dall'officina della scuola. - ... quattro, cinque, sei... - Quella era invece chiaramente la voce di Teano. Incuriosito Ippaso entrò.
- Ippaso, siediti pure - disse Teano mentre passava l'ultima corda a Trasibulo. Lo schiavo appese quel filamento di intestino di capra vicino agli altre sei. Sette corde ora pendevano dalla trave di una singolare struttura di legno.
- Vedo che l'esperimento con le corde si sta finalmente concretizzando - osservò Ippaso.
- Sì, solo che Pitagora non ha voluto darmi ascolto. Lui sostiene che per riprodurre le consonanze delle incudini si devono usare diverse corde di uguale lunghezza e spessore ed appendere un peso diverso ad ognuna di esse.
- Mi sembra chiaro Teano - intervenne il maestro. - Non capisco perché ti ostini a contraddirmi. Nella bottega di Gerone abbiamo visto che quando un'incudine era il doppio di una e due terzi dell'altra si producevano consonanze. Da cui abbiamo dedotto che i rapporti con i numeri 1, 2 e 3 danno luogo a consonanze. Mentre se i numeri in gioco erano più grandi, come nove e dieci, allora avevamo delle dissonanze. Con questi esperimenti sulle corde vorrei verificare che cosa succede quando si aggiungono altri rapporti con numeri più piccoli di nove, come ad esempio 4/3, 5/4 e 6/5.
 - Vedo le corde già disposte, ma non vedo i pesi - osservò Ippaso. - Li avete già fatti forgiare da Gerone?
- No, li ho fatti forgiare da Filippo l'orafo. Serviva un lavoro di precisione non una cosa da fabbri.
- Se ho ben capito il secondo peso dovrebbe essere il doppio del primo, il terzo 3/2 del primo e così via.
- Non esattamente. Il secondo è il doppio del primo ma il terzo è 3/2 del secondo, il quarto è 4/3 del terzo e così via.
- Mi sembra che il risultato non dovrebbe essere molto diverso rispetto a quello che si otterrebbe con i rapporti che dicevo io.
- No, si tratterebbe solo di far vibrare le corde nella sequenza giusta. Con i tuoi rapporti bisognerebbe fra vibrare la prima con la seconda, la prima con la terza, la prima con la quarta e così via. Con i miei rapporti invece si fa vibrare la prima con la seconda, la seconda con la terza, la terza con la quarta e così via. Ho scelto questa sequenza per facilitare il lavoro all'orafo.
Ippaso ci pensò un attimo. - Mi sembra ragionevole - disse. - Così il secondo peso sarà il doppio del primo, il terzo il triplo del primo, il quarto il quadruplo e così via. Decisamente più semplice. - Poi si volse verso Teano e continuò: - Come mai tu non sei d'accordo?
- Non so, l'intuito mi dice che non funzionerà. Secondo me i pesi dovrebbero essere identici mentre a variare con quei rapporti dovrebbero essere le corde a cui li appendiamo.
- Ma no! - ribatté Pitagora. - Se per le incudini la consonanza dipendeva dalle dimensioni, allora nel nostro esperimento essa dovrebbe dipendere dai rapporti tra i pesi. In ogni caso tra qualche istante saremo in grado di verificarlo. Trasibulo, portami i pesi.
Lo schiavo si avvicinò con un vassoio di legno su cui erano disposti sette cilindri d'argento ordinati dal più piccolo al più grande. La sommità di ogni cilindro era modellata ad occhiello. Il maestro legò ogni cilindro all'estremità inferiore della reciproca corda, facendo attenzione a usare la stessa porzione di corda per ogni nodo; e poi cominciò a far vibrare le corde con un plettro di corno. Pizzicò la prima e poi la seconda corda. C'era qualcosa di strano. Pitagora corrugò la fronte. Fermò la vibrazione della prima corda con un dito e pizzicò la seconda e la terza. Poi ripeté l’operazione con la terza e la quarta, la quarta e la quinta, la quinta e la sesta. Il maestro si fermò. Scosse la testa. No, c'era qualcosa di strano. Il risultato era chiaramente diverso da quello ascoltato nella bottega di Gerone. In quel momento si accorse che sua moglie lo stava guardando con un sorriso beffardo. 


…continua…

domenica, ottobre 23, 2011

Carnevale dei libri di scienza


Il 21 ottobre  è stato pubblicato il primo "carnevale dei libri di scienza" sul tema Storie di animali.
Lo trovate sul sito di scienza eXpress edizioni.

giovedì, ottobre 20, 2011

Hautklinik: il giudizio

Visto che nessuno si faceva vivo nel pomeriggio ho chiesto e la krankenschwester mi ha detto che mi stava venendo a chiamare per spedirmi nel girone OP.
Dopo un'interminabile attesa nella sala d'attesa OP, dopo un' altra interminabile attesa con camicia da notte e cuffia sul lettino OP e dopo aver reiterato più volte la fatidica domanda - la uno, la due o la trè? - mi hanno finalmente risposto.
E mi hanno detto... la uunooo signori miei! Mi hanno quindi prontamente ricucito.
Comunque, detto tra noi, il lavoro sartoriale è stato molto più lungo e doloroso di quello escissivo.
Ora spero solo non mi tocchi in sorte lo stesso destino del povero coinquilino costretto a reclusione hautklinikiana finesettimanale forzata e ingiustificata.

Hautklinik: in attesa del giudizio

Il signore che è stato inciso il giorno prima di me è stato giudicato, ha superato l'esame a pieni voti ed è stato ricucito ieri. L'ignaro pensava di poter essere rimesso in libertà il giorno stesso, ma nessun medico era presente per firmargli il rilascio.
Stamane, mentre io ero impegnato in altro, il mio coinquilino è rimasto in diligente e religiosa attesa dell'attimo superoberarztiano: non voleva mancare l'appuntamento con la libertà. Il meschino non sapeva che il Superoberarzt gli avrebbe comunicato un prolungamento della reclusione hautklinikiana fino a lunedì. Il motivo non è dato sapere. Sono gl'imperscrutabili disegni della sfera oberarztiana: spesso inaccessibili alle nostre menti umane ma sempre elaborati per il nosto bene.
Ora io sono in attesa del giudizio. Esso prevede tre casi principali con possibili variazioni:

1. Cucitura semplice del taglio - quella che è toccata al mio coinquilino
2. Ulteriore taglio seguito da cucitura
3. Ulteriore taglio senza cucitura seguito da analisi che reinnescherebbe il giudizio con triplice esito in un'interminabile spirale discendente e scorticante

Sto meditando un'evasione.

Hautklinik: cogli l'attimo

Mi sono appena perso il plotone, oggi numerosissimo, a seguito del Super-ober-herr-professor-arzt. E se uno perde l'attimo, l'appuntamento col destino non lo recupererà più. E poi passerai la vita a chiederti: ma quest'attimo doveva proprio arrivare mentre stavo seduto sul cesso? Vero è che a volte anche i grandi appuntamenti della storia sono andati persi per cause simili. E d'altronde il non aver colto l'attimo potrebbe anche essere stata una fortuna. Un contatto con cotanta oberarztità sarebbe potuto essermi letale.

mercoledì, ottobre 19, 2011

Hautklinik: inefficienze

Ieri Zucchero ha controllato il tempo impiegato per il taglio: da quando sono entrato a quando sono uscito sono passati 13 minuti.
Mi son detto: avrebbero potuto tranquillamente farmelo in ambulatorio come per la biopsia. Poi ho pensato: ma magari dovranno controllare e medicare la ferita.
Stamane c'è stata la prima visita del plotone di Oberärzte, Ärztinnen e Krankenschwestern. Come già sapevo l'Oberärzt mi ha confermato: domani arriveranno i risultati delle analisi e in base a quelli decideremo se togliere ancora o richiudere.
Al che io ho chiesto: - C'è un motivo per cui io debba rimanere qui oggi? Prelievi, medicazioni, elettrocardiogrammi o amenità varie?
- No.
Ho quindi chiesto il permessino per tornare a casa e rientrare nel pomeriggio. Nel contempo mi sono chiesto: qual'è il senso di questo protocollo che prevede un ricovero dell'imprescindibile durata di cinque giorni? Non è uno spreco inutile? Che senso ha tenermi lì solo per dormire la notte insieme ad altri due pazienti che ahimè hanno veri disturbi e quindi nottetempo sono piuttosto rumorosi?

martedì, ottobre 18, 2011

Adozione linguistica

La Società Dante Alighieri lancia una campagna per salvaguardare la nostra lingua e “diffonderne un uso corretto e consapevole”. Chiunque può scegliere un termine e adottarlo per un anno. Basta andare su http://adottaunaparola.ladante.it/ e riempire il modulo. Io volevo adottare "zurlare", ma non c'era. Allora ho cercato il suo sinonimo: "ruzzare" ma era già stata adottata. Allora, per le stesse motivazioni che mi spingevano ad adottare "zurlare", alla fine ho optato per "basto". Per ora adotto una parola poi si vedrà. Comunque mi considererò genitore adottivo anche per "zurlare" e "ruzzare". Ecco due delle mie risposte sul modulo. Perché ho scelto questa parola? È una parola che nella sua forma dialettale "mmastu" è appartenuta alla mia infanzia. Per anni ho pensato che non esistesse in italiano, poi ho scoperto che c'era. La mia citazione preferita in cui compare la parola scelta È un detto dialettale del mio paese: "da 'na parte u mmastu ha da penne"