domenica, febbraio 23, 2020

La corona-virus

– Babbu lo sai che c’è la coronavirus? Però solo a Roma. Qui non c’è.

– Ma veramente!? Babbu è stato a Roma. Quindi se l’è presa la corona – dice sagomando le mani a cerchio sulla testa.
– No, tu non ce l’hai. Sennò eri morto e vuomitavi.
– Ma prima vuomitavo e poi ero morto? Oppure prima ero morto e poi vuomitavo?
– Tutte e due.

lunedì, febbraio 17, 2020

I puntualissimi treni tedeschi

– Prenota quello che parte un’ora prima. Non si sa mai.
– Dici, eh? Con i treni tedeschi…

Lunedì mattina, 8:43, treno regionale tre minuti di ritardo.
– Beh, poco male. Ho 20 minuti per la coincidenza – pensa dando uno sguardo all’App delle ferrovie tedesche che mostra uno strano testo evidenziato in rosso: journey cancelled.

– Sarà un errore – pensa. – Un ICE soppresso?
Ma poi, guardando meglio durante il viaggio col regionale, nota anche proposte di treni alternativi per raggiungere l’aeroporto. Giunto in stazione decide di recarsi in biglietteria.
– Sì, quello delle 9:21 è stato soppresso – gli conferma l’impiegata. – il prossimo è alle 9:30. No, scusi. È stato soppresso anche quello. Il prossimo è alle 9:36.
– Due ICE soppressi? Come mai?
– Non ho informazioni a riguardo.
– E la mia prenotazione del posto a sedere? L'ho persa?
– Ehm, sì… aspetti. Forse posso rimborsargliela.

La vulgata nazionale vuole che le ferrovie tedesche siano per definizione migliori di quelle italiane.
Sarà la dea Fortuna che lavora sensi alterni. Ma quando ci troviamo in Italia troviamo sempre treni in buoni condizioni e in orario mentre quando siamo qui…
Per quanto riguarda la soppressione dei treni pare che sia una politica tedesca per migliorare le statistiche dei ritardi. In quanto i treni soppressi non risultano nelle statistiche.

#soloinitalia

Sullo stesso tema vedi:
Mezzi pubblici in Germania
Le proverbiali infrastrutture tedesche

Sull'attitudine "tutta nazionale a enfatizzare gli aspetti negativi della nostra vita collettiva"

venerdì, febbraio 07, 2020

Diventiamo veramente noi stessi superando noi stessi - Vito Mancuso

“… Quello che è decisivo non è la concettualizzazione della trascendenza ma la sua esperienza. Soprattutto in quanto auto-trascendenza. È decisivo il superamento di sé. È decisivo avvertire un ideale come più importante di sé e il conseguente fargli spazio al proprio interno assegnando a tale ideale il posto d’onore. Quando ci si apre a questa idea più importante di sé l’io trova una direzione. Se non si apre rimane in balia della ridda di voci interiori come un mercato dove vince chi grida di più. Se invece lo fa acquisisce un’idea guida e raggiunge l’unificazione interiore. Qualcosa più importante dell’ego diviene la condizione di realizzazione dell’ego. Perché dell’ego senza questa dimensione ulteriore a sé non è più nemmeno ego, ma solo la confusione di tanti piccoli e contrastanti io. Sembra paradossale ma diventiamo veramente noi stessi superando noi stessi…”

Vito Mancuso da "La vita giusta: la coscienza e le quattro virtù cardinali"

venerdì, gennaio 31, 2020

Coronavirus 2019-nCoV

L'irrazionalità con cui si sta reagendo alla comparsa del Coronavirus 2019-nCoV, almeno stando al racconto dei media del nostro paese, è preoccupante.
Cercare di capire un po' meglio i dati relativi al contagio e alle possibili conseguenze può essere sicuramente utile.

Radio3 Scienza ne sta parlando da alcuni giorni.

Corsa al vaccino

31/01/2020
La corsa al vaccino contro il coronavirus della nuova epidemia

Livello 4

30/01/2020
Si chiamano laboratori di biosicurezza, quelli dove, in questi giorni, si analizzano campioni biologici di pazienti sospetti di aver contratto il coronavirus

Il coronavirus va di corsa

29/01/2020
I casi di coronavirus confermati sono più di seimila. Che cosa abbiamo capito finora di questa epidemia?

martedì, gennaio 28, 2020

Presentazione de "Il volo delle chimere" con la partecipazione di ADMO

La presentazione de "Il volo delle chimere" di dicembre a La Traccia è andata molto bene. Parte degli incassi derivanti dalla vendita del libro è stata devoluta all'ADMO. Qui sotto trovate il video della presentazione.

lunedì, gennaio 27, 2020

Il traditore e Judy

Sabato abbiamo visto “Il traditore”.

Il racconto delle vicende di Tommaso Buscetta mi ha tenuto incollato allo schermo e in tensione per due ore. Mi è piaciuto molto. Ma forse il mio giudizio non è dei più obiettivi, visto che ho sempre trovato molto interessante la storia dell’ascesa e del declino di Cosa Nostra. Di certo però l’interpretazione di Favino è eccezionale.


Un altra un’interpretazione straordinaria che abbiamo vito di recente è quella di Renée Zellweger in Judy.


venerdì, gennaio 24, 2020

I muri della gentilezza

In un periodo di muri che separano fa piacere sapere che esistano anche muri che uniscono: i muri della gentilezza,

Sono muri a cui si appendono abiti, libri e altri beni. E vige una sola regola:
“Se non ne hai bisogno lascialo, se ne hai bisogno prendilo”.
Ne ho sentito parlare oggi per la prima volta ma pare che l'inizativa sia nata in Iran a dicembre del 2015 ad opera di uno sconosciuto e che si sia diffusa rapidamente in tutto il paese.
L'anno successivo i muri della gentilezza si sono diffusi in Pakistan, in Cina e sono arrivati anche a Palermo e a Roma, attraverso gli studenti della Marymount International School of Rome.

Pare che adesso in Italia ce ne siano molti. Per chi volesse saperne di più, questo articolo fornisce informazioni aggiuntive:
Ecco i «muri della gentilezza»: dove sono e come funzionano.

giovedì, novembre 28, 2019

Giapponese per principianti: numeri, aggettivi passati e paralleli con il dialetto sabino

Alla fine della lezione di oggi l’insegnante ci ha parlato di nuovo del complicatissimo sistema di conteggio giapponese.
Il sistema numerico per i numeri come concetto astratto non è complicato. Ma quando si vogliono contare oggetti bisogna usare categorie di termini diversi a seconda della categoria di oggetti.

Ad esempio c’è una categoria numerica per contare le persone, una per gli animali, una per le bevande, una per gli oggetti lunghi, una per gli oggetti larghi, ecc.

Ci ha anche detto che le otto categorie che ci ha mostrato sono una estrema semplificazione di tutte le categorie esistenti.

Penso che non ci proverò neppure a memorizzare queste tabelle.

Altre particolarità del giapponese


Esiste la coniugazione/declinazione degli aggettivi. Per cui gli aggettivi si coniugano/declinano al passato. Quindi, quello che noi esprimiamo con una frase, “è stato bello”, loro lo esprimono con una sola parola: l’aggettivo bello coniugato/declinato al passato.

Inoltre esiste anche la distinzione tra questo, codesto e quello. E si usano parole diverse quando sono pronomi rispetto a quando sono aggettivi, come nel mio dialetto:

kore (vistu), sore (vissu), are (villu)
kono (stu), sono (ssu), ano (llu)

venerdì, novembre 22, 2019

Mattia Santori e le Sardine

Ieri ho sentito parlare Mattia Santori, l'ideatore delle Sardine bolognesi. Mi sono piaciuti il contenuto e i toni pacati delle sue risposte. Mi è piaciuta l'equilibrata sintesi tra pragmatismo e idealismo che emergeva dal suo discorso. Mi è piaciuta la sua capacità di discernere tra politica buona e politica distruttiva. Mi è piaciuta la sua distanza dal populismo dei messaggi semplici ma falsi.

Mi piace l'idea dell'opposizione ai messaggi rancorosi e violenti con occupazioni di piazze fatte di presenze silenziose e pacifiche, musica e messaggi scritti su sardine di carta.

Mi piace il messaggio inclusivo che un ridimensionamento della destra populista gioverebbe anche alla destra moderata.


Spero che questo movimento riesca a produrre un'aggregazione virtuosa e che non finisca dimenticato o infiltrato da violenti, come già accaduto in passato.

Puntata Sardine in piazza di Tutta la città ne parla dove ho sentito parlare Mattia Santori.

mercoledì, novembre 20, 2019

Čajkovskij e i compositori italiani

“Non mi piace che Busoni faccia violenza alla propria natura e si sforzi ad apparire tedesco ad ogni costo. Qualcosa di simile appare anche in Sgambati. Entrambi si vergognano di essere italiani e hanno paura che nelle loro composizioni appaia qualcosa che possa anche solo somigliare a una melodia”

Pëtr Il’ič Čajkovskij - Il compositore a cui sarà dedicato il nostro prossimo concerto monografico di febbraio

Reti di micro-saperi che ti fanno sapere come “si sta al mondo”

Interessantissime riflessioni di Tiziano Bonini dall'articolo Il lavoro culturale ha bisogno di una lotta (creativa) di classe.

"Io e mia sorella siamo stati i primi laureati di una famiglia fatta di figli di contadini, a loro volta figli di figli di figli di figli di contadini senza terra, da secoli. E in questa Italia dove la mobilità sociale è sempre più ferma rappresentiamo un’eccezione.
Per una serie di fortunati incroci della vita sono finito a lavorare per tredici anni nell’industria culturale milanese
...
Non ho mai capito bene come mai quelli con cui diventavo più amico, nel senso di amico sincero, alla fine scoprivo essere molto simili a me: degli outsider venuti dalla provincia, figli di genitori non laureati, schegge saltate fuori da percorsi poco ortodossi. La stessa identica sensazione ce l’ho ora che lavoro in università, in maniera più stabile rispetto al passato. I colleghi europei con cui divento più facilmente amico sono tutti degli outsider, spesso figli di genitori non laureati. E siamo sempre in minoranza. Minoranza cioè rispetto a un esercito di menti brillanti, divertenti, blasé, figli di laureati a loro volta figli di laureati o imprenditori di città. In tutti questi anni non ho mai smesso di sentirmi un po’ a disagio, fuori posto, con la vaga paura di non essere all’altezza della situazione.
...
Ci ho messo anni a capire l’ethos del creativo urbano, quella invisibile rete di micro-saperi che ti fa sapere come “si sta al mondo” in certe scene o micro-comunità governate da regole non scritte che fanno sì che i simili si riconoscano al volo e si assumano a vicenda. L’unica forma di difesa era la morettiana “vengo, ma sto in disparte”, una timidezza sociale dura a morire, anche con la maturità. La sensazione di essere lì per sbaglio, un errore della macchina sociale, che il “tuo” posto nella società fosse da un’altra parte, non è mai andata via del tutto."
...
Qualche giorno fa sul The Guardian esce questo articolo: “Impostor syndrome’ is a pseudo-medical name for a class problem”.
L’autrice, Nathalie Olah, riflette sulla recente popolarità della cosiddetta “sindrome dell’impostore” e sostiene che, lungi dall’essere il prodotto di una patologia, la sindrome dell’impostore è una reazione piuttosto naturale di chiunque provenga da un background “working class”, svantaggiato o minoritario, ai vari pregiudizi che affronta quotidianamente. L’autrice prosegue citando il caso delle industrie creative inglesi, dove soltanto una porzione molto marginale degli impiegati in queste industrie proviene dalle classi lavoratrici, o minoranze etniche o varie intersezioni di queste minoranze...

lunedì, novembre 18, 2019

Matera capitale della cultura: settembre 2019


Mercoledì 12 settembre volevamo visitare S. Pietro Caveoso ma ci stanno girando delle scene del nuovo 007.







Ceramica materana con felino











Murgia, timo selvatico e chiese rupestri
























Orientarsi in un labirinto tridimensionale (che alcuni chiamano i sassi di Matera) non è semplice. Neppure se si dispone di una mappa... A meno che questa non sia dotata di isoipse.









Chiese rupestri, architettura simulata e Salvador Dalì





domenica, novembre 17, 2019

La fortezza di Ecbatana

“La fortezza di Ecbatana è costituita da una serie di mura concentriche. Essa è studiata in modo tale che ogni giro di mura superi il precedente solo per l'altezza dei bastioni. ...

کاربر:Technoarya - wikimedia
In tutto le mura di cinta sono sette: l'ultima racchiude la reggia e i tesori; la più ampia si estende all'incirca quanto il perimetro di Atene. I bastioni del primo giro sono bianchi, quelli del secondo neri; sono rosso porpora al terzo, azzurri al quarto e rosso arancio al quinto; i bastioni delle prime cinque cerchie sono stati tinti con sostanze coloranti, invece le ultime due hanno bastioni rivestiti rispettivamente di argento e d'oro.”


Erodoto - Le storie

lunedì, ottobre 28, 2019

Lo sapevate che l’ora legale verrà abolita? - Dati e numeri sul cambio di orario

Quasi tutti sappiamo come e quando spostare le lancette. Anche se spesso qualche dubbio viene.

Ma era in avanti o all’indietro? Dormiremo un’ora in più o un’ora di meno?

Ed è per questo gli anglosassoni hanno inventato un sistema mnemonico, “Fall back, spring forward”, molto difficile da tradurre in italiano visto che non abbiamo coincidenze simili tra verbi di movimento e stagioni dell’anno.

Ma se tutti sappiamo come e quando spostare le lancette, forse pochi sanno, almeno in base a un piccolo sondaggio personale condotto tra amici, parenti e colleghi, che il cambio d'orario verrà abolito e che l’ultimo avverrà nel 2021. Voi lo sapevate?

Da quanto sono riuscito a ricostruire, le cose dovrebbero essere andate più o meno così.

In seguito a richieste di cittadini, di parlamentari europei e di alcuni Stati membri (principalmente Finlandia e Polonia, ma forse anche Estonia, Lettonia e Germania), la Commissione Europea ha deciso di lanciare una consultazione pubblica sull’ora legale invitando i cittadini a compilare
questo questionario tra il 4 luglio e il 16 agosto 2018. Da quanto mi è dato sapere ben pochi cittadini italiani ne erano al corrente e ancora meno si sono espressi partecipando alla consultazione.

Infatti, secondo Rapporto sui risultati pubblicato dalla Commissione avrebbero votato circa 4,6 milioni di cittadini europei, cioè meno dell'1% delle popolazione dell'UE. Il che renderebbe questa consultazione la più partecipata di sempre.
I tassi di risposta sono stati molto vari, con i più alti tassi provenienti da tre paesi: Germania (70% di tutte le risposte pari a 3,1 milioni, cioè il 4% della popolazione tedesca), Francia (8,6%; 393.000) e Austria (6%; 259.000). Altri paesi le cui risposte hanno rappresentato più dell'1% del totale sono stati Polonia, Spagna, Repubblica Ceca, Belgio, Finlandia e Svezia.

Ecco un grafico che mostra paese per paese la percentuale dei votanti rispetto alla popolazione del paese. Come vedete, l'Italia si trova al terzultimo posto.


Complessivamente 3,8 dei 4,6 milioni di votanti (circa l'83%) si sono dichiarati contrari al cambio di orario.
Solo in Grecia e a Cipro i favorevoli sono risultati in lieve maggioranza (56% e 53%). Mentre, oltre il 90% delle risposte provenienti da Finlandia (95%), Polonia (95%), Spagna (93%), Lituania (91%) e Ungheria (90%) si sono per l'abolizione del cambio di orario.



Interessanti sono anche le ragioni dei contrari al cambio di orario. Come evidenzia il grafico, la ragione predominante è stata il supposto effetto deleterio che il cambio di orario avrebbe sulla salute. 


Più goduriose, invece, sembrerebbero essere le ragioni dei favorevoli al cambio di orario: le attività ricreative serali.



Ma una volta abolito il cambio di orario che facciamo? Manteniamo per tutto l'anno l'ora legale o l'ora solare?

L'opzione preferita è stata l'ora legale permanente con 2 529 000 degli intervistati (55%).


Ma che è successo dopo la consultazione del 2018?

Nei primi mesi del 2019, il Parlamento europeo ha accolto la proposta della Commissione per l'abolizione del cambio di ora e ha lasciato a ogni Stato libertà di scelta rispetto a quale orario adottare, se solare o legale. Per cui gli Stati membri che decideranno di mantenere l'ora legale dovranno cambiare l'orario per l'ultima volta a marzo del 2021, mentre quelli che preferiranno mantenere l'ora solare dovranno farlo l'ultima a ottobre 2021. Ma "per proteggere il mercato interno da perturbazioni, i deputati hanno chiesto che gli Stati membri e la Commissione coordinino le loro decisioni su quale ora adottare."

Infine qualche riflessionede tutto soggettiva e personale

Per il piccolo sondaggio personale che citavo all'inizio ho indagato tra contatti sia italiani sia europei e gli orientamenti del mio piccolo campione sono molto in linea con gli esiti della consultazione. Nell’Europa del nord la notizia dell'abolizione è molto più nota e sentita rispetto all’Europa mediterranea. I contatti dell’Europa del nord e dell'est hanno espresso forte opposizione nei confronti del cambio di orario citando gli enormi effetti deleteri che questo avrebbe sui loro bioritmi e anche il fatto che gli animali delle fattorie ne sofrirebbero perché devono ricalibrare le loro abitudini due volte l'anno.
I contatti dell’Europa mediterranea, invece, generalmente non erano a conoscenza della consultazione ed erano increduli relativamente all'esito e alle ragioni.
Personalmente, la storia dei bioritmi mi convince poco. Sicuramente può volerci qualche giorno per adattarsi e magari le reazioni  possono essere molto soggetive. Ma alcune domande mi sorgono spontanee:

  • Gli oppositori del cambio di orario si svegliano, mangiano e vanno a letto sempre esattamente alla stessa ora del giorno?
  • Non fanno mai viaggi verso luoghi che si trovano in fusi orari diversi?
  • I bioritmi di umani e animali, più che sull'orario in sé, non dovrebbero essere regolati sull'alternanza luce/tenebra?

Infine, la cosa che mi ha più sorpreso rispetto al fatto che la grande maggioranza degli italiani non sa nulla dell'abolizione (ammesso che la mia assunzione sia corretta) è che il tema si sarebbe prestato molto a quei dibattiti infiniti e inutili che tanto appassionano alcuni media nazionali. Quindi ho trovato strano che nessuno abbia ancora portato il tema al centro del circo dei dibattiti inutili. Forse hanno ritenuto che fosse ancora troppo presto per farlo?
E mi sono anche chiesto come reagirà la maggioranza del paese se e quando il tema entrerà nel dibattito, visto che, a occhio, la barra della percentuale dei votanti rispetto alla popolazione pare essere sotto allo 0,1% per l'Italia.

Altre fonti

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:52018SC0406&from=IT

martedì, ottobre 08, 2019

sabato, settembre 28, 2019

Ius culturae

Lo ius culturae è una delle leggi più importanti da approvare per il futuro dell'Italia. Spero che riesca a essere approvata in questa legislatura.

Lo ius culturae NON significa dare la cittadinanza italiana a chiunque. NON significa neppure dare la cittadinanza a chiunque sia nato in Italia.

Lo ius culturae significa che i minori stranieri nati nel nostro Paese – o arrivati entro i 12 anni – che abbiano frequentato, per almeno cinque anni, le scuole italiane, e conseguito il titolo conclusivo del relativo ciclo scolastico potranno diventare cittadini italiani.

lunedì, settembre 16, 2019

Un'esperienza emozionante che non ripeterò mai più... forse - Il Volo dell’Angelo

Il Volo dell’Angelo da Pietrapertosa a Castelmezzano e viceversa

Per l'andata da Pietrapertosa a Castelmezzano abbiamo volato per più di 150 m di dislivello
La quota di partenza è di 1020 m slm e quella di arrivo a Castelmezzano di 859 m slm. Il percorso è di 1415 m e la velocità massima intorno ai 120 Km/h.

Visto che in passato avevo provato un forte disagio nel camminare su un pavimento trasparente a qualche decina di metri di altezza, mi aspettavo una sensazione molto più forte.
Invece sono riuscito a godermi il paesaggio senza grosse tensioni.

Per il ritorno (130 m di dislivello) invece, forse a causa del vento contrario e della maggiore profondità dell'abisso, qualche tensione in più c'è stata. Ma non tale da compromettere la godibilità del volo.
Il video del nostro volo per ora non lo condivido. In compenso si può vedere l'esperienza simile di qualcun altro.

giovedì, settembre 05, 2019

Presentazione de "Il volo delle chimere" con canti del Coro Naima e offerta ad ADMO

Con grande piacere Roberta Fulci, redattrice e conduttrice di Radio3Scienza,

Silvia Ceccarelli, direttrice del coro Naima,

Luca Laurenti, Co-Direttore Laboratorio Tipizzazione Tissutale Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Umberto I Roma, e

Giulio Corradi, Presidente dell’ADMO Lazio, mi hanno confermato la loro disponibilità a collaborare alla serata con presentazione de "Il volo delle chimere" e canti del Coro Naima della John Coltrane Music School.

L'evento è programmato per domenica 15 dicembre alle ore 17:30 presso l’Associazione Culturale Ricreativa Romana La Traccia (Via Tor de Schiavi 222 Roma, a 100 metri dalla fermata metro C Gardenie a Centocelle). L'ingresso sarà gratuito e parte degli incassi derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti all'ADMO.

Ringrazio infine Max Cerbini che si sta occupando della parte logistica.

Dandomi conferma Silvia Ceccarelli mi ha anche scritto queste righe.

Caro Flavio, sono giorni che voglio dirti che ho letto il tuo libro, finalmente ci riesco!!! Diciamo che più che letto l'ho divorato subito da quando me lo hai dato. Mi è piaciuto moltissimo, una gran bella emozione che mi porto ancora dentro con piacere. Ho già pensato ad alcuni brani adatti per la sua presentazione.

Recensioni a "Il volo delle chimere": 2019

Pagina Amazon de "Il volo delle Chimere"

4 settembre 2019
Con grande piacere Silvia Ceccarelli, direttrice del coro Naima, mi ha confermato la partecipazione sua e del coro alla presentazione del libro che stiamo organizzando per dicembre a Roma. Dandomi conferma Silvia mi ha anche scritto queste righe.

Caro Flavio, sono giorni che voglio dirti che ho letto il tuo libro, finalmente ci riesco!!! Diciamo che più che letto l'ho divorato subito da quando me lo hai dato. Mi è piaciuto moltissimo, una gran bella emozione che mi porto ancora dentro con piacere. Ho già pensato ad alcuni brani adatti per la presentazione del libro.


8 agosto 2019
Irene ha scritto a Spartaco Mencaroni:
Ho finito il libro che avevo iniziato appena due giorni fa e volevo complimentarmi con voi per la scorrevolezza nella lettura e la chiarezza espositiva anche nelle brevi descrizioni medico-scientifiche.
Ho apprezzato molto la varietà delle tematiche relazionali che avete così brillantemente analizzato.
Il rapporto con la malattia, le dinamiche che legano ciascun paziente a tutto l’universo che incontra in questo viaggio di rabbia e di speranza. Non da ultimo l’umanità e l’empatia dei professionisti... merce ahimè ancora rara in certe realtà sanitarie.
Ma anche il coraggio del protagonista, le sue radici e le sue aspettative. Chi di noi, pur non avendo affrontato patologie così importanti o esperienze dall’altra parte del mondo, non si è sentito almeno una volta nella vita una chimera? Oppure la brutta copia della propria storia? È una bella lezione di coraggio e voglia di scoprire la propria strada, per mettere in “bella coppia“ il proprio io. Grazie mille davvero. Vi auguro tante soddisfazioni. Avanti tutta.


9 giugno 2019
Elisa, chimico:
Toccante, universale e molto attuale. L'autore conduce il lettore attraverso un processo di trasformazione, introspezione e crescita tramite le vicende personali dei due protagonisti che, distanti ma vicini allo stesso tempo, intraprendono percorsi di vita che li porteranno ad una nuova consapevolezza di sé e della realtà che li circonda. Lancia inoltre un messaggio di speranza e di coraggio, ma, soprattutto, di grande umanità. Mi ha fatto emozionare. Lo consiglio vivamente.

13 aprile 2019
Ail Lucca
Disponibile su ordinazione nelle librerie in tutta Italia. Oppure telefonate in Sede. Imperdibile, una vera “coccola”per il cuore e anche per la testa!


Recensioni a "Il volo delle chimere": 2018

martedì, settembre 03, 2019

Il caffè, la moka e le cialde

La preparazione del caffè con la moka è per me un piacevole rito. In ogni caso, per un’idiosincrasia personale, cerco di evitare le cialde.

Per questa vacanza ho pensato di portarmi la mia solita moka Bialetti in alluminio. Ma mi sono ritrovato in un appartamento dotato di cucina a induzione sprovvisto dell’adattatore per la moka di alluminio. Conseguenza: nonostante la buona qualità del caffè che ho portato, la moka per induzione del padrone di casa è di pessima qualità e rende il risultato una via di mezzo tra espresso e americano.

Morale della favola: per ottenere un buon risultato aver dei buoni ingredienti è necessario ma non sufficiente. Serve pure un buon processo di trasformazione degli stessi.

Per un approfondimento indispensabile all’uso corretto della moka c’è un imperdibile articolo di Bressanini: La scienza del caffè con la Moka

Riporto qui solo il capitolo sulla scelta del tipo di caffè.

Quale caffè?
Ovviamente quello che vi piace. Esistono due specie di piante di caffè sfruttate commercialmente. Coffea arabica, originaria dell’Etiopia, è coltivata nelle regioni montuose tropicali fino a 2500 metri e rappresenta i due terzi della produzione mondiale di caffè. Ha un gusto delicato, leggermente acido, aromatico e poco amaro. Una percentuale di caffeina (nei semi) tra lo 0,9% e 1,2%. Il chicco è di forma allungata e appiattita di un bel color verde. Il caffè arabica arrivò a Venezia agli inizi del ‘600 e da lì si diffuse in tutta Europa diventando la bevanda preferita degli intellettuali.
La robusta (Coffea canephora) rappresenta un terzo della produzione mondiale. È originaria dell’Africa occidentale e arriva in Italia solo nel ‘900. È coltivata tra i 200 e i 600 metri d’altezza ed è capace di sopravvivere nei difficili ambienti della foresta africana. Ha un gusto più astringente e amaro dell’arabica, più caffeina (1,6-2,4%) e un chicco tondeggiante con un solco dritto.
Io uso un’arabica 100% ma non necessariamente una miscela con una certa percentuale di robusta è di minore qualità: dipende da come volete il vostro caffè.