domenica, ottobre 09, 2011

Pitagora (terza parte) - la famiglia, Muia, Teano e il ruolo delle donne nella scuola

Abbiamo visto che quando arrivò a Crotone Pitagora riuscì a guadagnarsi velocemente sia la stima dei principali esponenti della città sia l'ammirazione di molti giovani crotonesi. Con il sostegno dei primi e la partecipazione dei secondi egli fondò la sua scuola.
Autorità cittadine e giovani allievi non furono tuttavia gli unici a subire il fascino di Pitagora. Teano figlia di Pitonatte fu anch'essa fatalmente attratta dal Chiomato di Samo. E dopo qualche tempo lo sposò. La prima figlia, Muia, nacque un anno dopo. In seguito Pitagora e Teano ebbero un figlio maschio a cui, secondo Giamblico, vollero dare il nome del nonno paterno: Mnesarco. L'ultimo figlio, secondo Porfirio, fu Arignota.
Muia mostrò immediatamente una particolare predisposizione per la musica e per la matematica: due discipline di fondamentale importanza per i pitagorici. Le abilità vocali della piccola Muia fecero sì che ella assumesse la guida del coro delle fanciulle di Crotone; e dopo le sue nozze con Milone la figlia di Pitagora passò alla guida del coro delle adulte. Muia, insieme a sua madre Teano, viene anche citata nell'elenco, forse tramandato da Aristosseno, delle diciassette "illustrissime donne pitagoriche".


Ma quindi nella scuola pitagorica erano ammesse anche le donne? Come fu possibile in una società che escludeva totalmente la donna dalla vita pubblica relegandola ad una sorta di reclusione casalinga totalmente subordinata? Forse lo si deve ad una perfetta alchimia che si dovette instaurare tra le idee innovatrici di Pitagora e le doti intellettive e la voglia di emancipazione di sua moglie e di sua figlia.
Diogene Laerzio afferma che ai suoi tempi, III sec. d.C., (circa otto secoli dopo Pitagora) si trovavano ancora delle copie di libri scritti da Teano. Anche se si trattava probabilmente di apocrifi, il fatto lascia comunque affiorare quanto valore il mondo antico attribuisse al contributo di Teano alla scuola pitagorica. Soprattutto se si considera il fatto che, da quel che sappiamo, Pitagora non lasciò alcuno scritto.

Ma chi era invece questo Milone? L'uomo che riuscì a far innamorare una ragazza della statura di Muia? Be', Milone era un vero e proprio eroe. Su di lui circolavano decine di aneddoti leggendari che esaltavano le sue doti atletiche. Già da bambino Milone si mostrò dotato di una forza straordinaria. Si narra che da ragazzo si allenasse sollevando un vitello sulle spalle. Ben presto a Crotone si diffuse la voce che egli fosse il figlio di Eracle. Quell'Eracle che aveva pregato gli dei di far sorgere una florida città intorno al sepolcro del suo amico Crotone. E fu proprio dall'amico di Eracle che la città prese il nome.
Nel 540 a.C., a soli tredici anni, Milone vinse i giochi olimpici della sessantesima Olimpiade come lottatore nella categoria fanciulli; e tra il 532 e il 512 a.C. egli collezionò ben sei vittorie olimpiche consecutive. Quando intorno al 532 a.C. Pitagora fondò la scuola, Milone, allora poco più che ventenne, fu tra i primi ad essere ammessi. Negli anni successivi la gloria e la ricchezza di Milone crebbero enormemente. E vista la pratica di comunione dei beni materiali che vigeva tra i pitagorici si può facilmente immaginare che il ricco Milone contribuì non poco all'affermazione e al successo della scuola.

Nella prossima puntata parleremo del ruolo fondamentale che nella scuola pitagorica si attribuì al numero per l'interpretazione dell’universo.

... continua ...

Se poi qualcuno volesse leggere un episodio della vita di Muia quindicenne tratto da un frammento del libro che il giovane pitagorico Fulivao scrisse basandosi sulle memorie narrategli dal maestro pochi giorni prima della sua dipartita verso i Campi Elisi, non ha che da cliccare su Muia.


Indice della serie

sabato, ottobre 08, 2011

Successo e insuccesso, perdenti e vincenti

Stamane, dopo la colazione mi ero messo a scrivere mentre Zucchero nell'altra stanza riascoltava una vecchia puntata di Fahrenheit durante alcune faccende casalinghe. Dopo un po' i temi della puntata mi hanno calamitato.
Era un'intervista (accesso diretto all'audio) a Michela Marzano. Nell'intervista la filosofa parla del suo libro Volevo essere una farfalla ed espone alcune sue idee su temi molto interessanti quali: che cos'è il successo e l'insuccesso? chi sono i perdenti e i vincenti? a che serve essere i più bravi se poi si sta male?
Nell'intervista ho trovato una coincidenza quasi perfetta con quelle che sono le mie idee su tali temi. E anch'io per una parte della mia vita sono stato sopraffatto dal bisogno sentirmi il più bravo forse proprio per colmare quel profondo senso d'insoddisfazione interiore.

giovedì, ottobre 06, 2011

Lo sciopero/appello di Wikipedia italiana: aggiornamenti

Aggiornamento del 6 ottobre di Wikipedia italiana

Aggiornamento: l'oscuramento di Wikipedia ha suscitato una grande attenzione da parte di media, enti, associazioni e cittadini. Alcune personalità politiche hanno manifestato l'intenzione di presentare emendamenti che porrebbero Wikipedia al riparo dagli obblighi e modalità previsti dal comma 29 del decreto proposto. Il DDL in discussione si trova qui (approvato dalla Camera l'11 giugno 2009, modificato dal Senato il 10 giugno 2010).
Le voci rimarranno nascoste almeno fino alla discussione alla Camera dei Deputati, prevista per la mattinata del 6 ottobre 2011.
Il diritto di usare la Rete come fonte e luogo di conoscenza è e resta la nostra priorità.

In sostanza hanno modificato la parte relativa ai blog mantenendo l'obbligo di rettifica solo per le testate giornalistiche registrate, ma è una magra consolazione. Potete leggere paopasc per approfondimenti: Lo sciopero di Wikipedia e la cancellazione della norma "ammazzablog"

mercoledì, ottobre 05, 2011

Lo sciopero/appello di Wikipedia italiana

Comincio con la diffusione dell'appello di Wikipedia italiana, che ho copiato in parte alla fine del post, ma sto anche meditando azioni più incisive. Invito tutti a mobilitarsi in qualche modo, anche solo con commenti e condivisioni, contro questo disegno di legge liberticida.

Prima di tutto volevo porre l'accento sull'assurdità di quella parte del comma 29 del disegno di legge che  recita: «Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
Come fa osservare l'appello di Wikipedia italiana, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.

Poi volevo riportare qualche stralcio di conversazione avuta con amici blogghisti e non.

- E se aderissimo oscurando tutti i nostri blog?
- potrebbe essere un'idea, ma funzionerebbe solo con un'adesione massiccia
- non so voi, ma io comincio a sentire la mancanza di wikipedia...il coordinatore o i coordinatori dovrebbero essere i blog o i siti più conosciuti. Per essere efficace però deve coinvolgere quelli che raccolgono la maggior parte dei lettori altrimenti non serve a niente, tipo anche i siti dei giornali, tutti i primi delle classifiche di blogbabel, wikio, e via dicendo...(gli) si può lanciare l'idea e vedere cosa succede
- Anch'io sento molto la mancanza di wikipedia. Ma perché non coordinarci intanto tra di noi almeno per pubblicare un testo più o meno comune sui nostri blog? Qualcosa di semplice per rilanciare il messaggio di wikipedia.
- Io penso che, se la legge verra' approvata, bisognera' inondare i siti del governo, de Il Giornale, Libero e compagnia di richieste di smentite; ad esempio, se Brunetta dice che gli statali sono fannulloni io, che sono statale, mi sento diffamato e chiedo una smentita. Insomma, ripagarli con la loro stessa moneta. Potrebbe funzionare? 
- Effettivamente il comma dice "Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica...", ma potrai farlo solo "su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine". Bisognerà vedere se " lesivo della propria immagine" verrà applicata anche a categorie. Se sarà così è certo che si stanno dando la zappa sui piedi. 

E infine concludo con il riferimento a Gianluigi Filippelli che su dropsea ha scritto un bell'articolo con riferimenti alle varie discussioni e iniziative che stanno occorrendo in Rete; e con parte dell'appello di Wikipedia italiana.

Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
....
Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.
Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.

Concessione e revoca


La Camerlenga gli comunicò che era nelle magnifiche intenzioni del Pontefice Massimo rimettere in discussione la Concessione. Nei giorni che seguirono riuscì a parlare direttamente con Lui.

- No, io non pensavo ad una revoca - disse. - Le mie intenzioni sono state fraintese. Io volevo solo accertarmi che le speciali condizioni della Concessione fossero ancora accettabili; che non le causassero troppe preoccupazioni.
- Non me ne causano - rispose con levità. E nella consapevolezza della grande misericordia del Pontefice Massimo si abbandonò dolcemente tra le braccia della divina Alea.

martedì, ottobre 04, 2011

Stagioni confuse: equinozio o solstizio?

Andare in giro in sandali, pantaloni e maniche corte a Torino il 3 ottobre è molto inconsueto; ma tornare a Heidelberg il giorno dopo e sentire l'esigenza dello stesso abbigliamento per andare a fare la spesa in bicicletta, quando a luglio e agosto avevo bisogno di giacca a vento e stivali, è da annali. Proprio per questo voglio registrarlo sul blog.

Ma per concludere, visto che a questo punto non la si potrà evitare, vorrei innescare una serissima discussione scientifica sulle mutazioni climatiche che apro con un questionario.

La mezza stagione:

A. non esiste più
B. non è mai esistita
C. è mutata
D. ce l'hanno tolta Tremonti e Berlusconi

Quale che sia l'esito del dibattito penso sia necessaria una storica e definitiva riforma del calendario da affidare alle grandi menti del punto D.

giovedì, settembre 29, 2011

Segreti di famiglia

Nel mio ultimo viaggio in Sabina ho scoperto che se in quella notte di seconda metà di XIX secolo quella finestra fosse rimasta chiusa io probabilmente non sarei mai nato.

mercoledì, settembre 28, 2011

Pæstum: il museo

Anfora con raffigurazione della nascita di Afrodite. Ho trovato la forma di quest'anfora molto atipica e interessante.
Simile considerazione per questo candelabro.
Avevo letto di recente che i Greci antichi usavano anche piatti con decorazioni in tema con le portate. È stato molto interessante vederli dal vivo.
Frutta decorativa.
Riproduzione in gesso della cassetta di rivestimento in terracotta policroma del tempio di Hera (VI sec. a.C.).
A causa di un equivoco rinascimentale per alcuni secoli si è pensato che i templi greci e romani fossero privi di colorazioni. È impressionante vedere invece le ricostruzioni che mostrano i colori originali. A prevalere erano il rosso, il nero e il giallo. Ma anche il blu, il verde e l'oro.
Originale di un altro tratto di cassetta di rivestimento in terracotta policroma del tempio di Hera (VI sec. a.C.). Posta a decorare il tetto è costituita da finti gocciolatoi a testa leonina e da sima decorata da palmette e fiori di loto.
Svastiche nere e serie di riquadri rossi che decorano la veste dell'antefissa a forma di busto femminile. Questi busti di terracotta decoravano le parti terminali delle tegole di copertura nelle vicinanze dell'altare del tempio di Hera.
Coperchio in travertino della tomba del tuffatore (480-470 a.C.). È l'unica tomba rinvenuta in una città greca ad avere le pareti interne della cassa ed il coperchio decorati con scene figurate. Pare che il tuffo simboleggi il passaggio dalla vita all'oceano della morte.
Prima parete lunga della tomba del tuffatore. Uomini intenti a suonare la lira e il diaulos e a sorseggiare vino.
Seconda parete lunga della tomba del tuffatore. Uomini intenti a suonare la lira, amoreggiare e sorseggiare vino.
Tomba del tuffatore nella sua interezza.
Lira
Aulos Paestum

Lastre tombali: ritorno del guerriero e ...
...Vittoria alata su biga in corsa.
Abitazioni private.

martedì, settembre 27, 2011

Annarita Ruberto: una divulgatrice scientifica al WEBIT 2011 MOST INFLUENTIAL PEOPLE ONLINE

Conosco virtualmente Annarita Ruberto e mi trovo d'accordo con i commenti di Gravità Zero. Per questo motivo rilancio volentieri il loro appello. Per comodità ho copiato i punti essenziali qui sotto.


Votate e fate votare in modo che a Sofia sia presente una rappresentante dell'Italia.
Al primo posto attualmente c'è  una nostra conoscenza:Annarita Ruberto, docente di matematica e fisica e autore del blog scientificando.
Noi la sosteniamo volentieri, perché riteniamo che una persona come lei,  attiva nella divulgazione scientifica sul web rivolta ai più giovani sia una garanzia per le nuove generazioni.
Se volete potete farlo anche voi (un clic qui per votare),   inserite il codice sicurezza alla vostra sinistra e poi cliccate il rettangolo dove sta scritto " PLEASE CLICK TO CONFIRM".
Mancano pochi giorni per votare: c'è tempo fino al 1 ottobreIl Webit 2011 Most Influential People Online è un concorso a livello Europeo che cerca di stabilire quanto una persona è influente online, grazie anche all'aiuto dei social network come facebook e simili... oltre all'aiuto dei blog o siti...
Il vincitore parteciperà a Sofia al Webit Congress, importante appuntamento per chi si occupa di web e IT, che si svolgerà a fine ottobre a Sofia (Bulgaria). I primi cinque influenti per nazione, invece, vincono un pass per l’evento e la nomination a Webit Consuls 2011.



John Cage e il silenzio

Si narra che John Cage fosse ossessionato dall'idea di raggiungere il silenzio assoluto durante le sue esecuzioni. Sul fatto di poterlo raggiungere durante i concerti pubblici si era già rassegnato. Allora volle provare a raggiungerlo almeno durante le registrazioni in studio.
Dopo aver fatto licenziare decine di poveri tecnici si accorse che era impossibile ottenere il silenzio assoluto anche lì.
Volle quindi provare un'ultima possibilità. Nel 1951 si fece rinchiudere nella camera anecoica dell'università di Harvard. Stava per attaccare il pezzo quando si rese conto della presenza di un rumore. Fece più attenzione. I suoni erano due: uno acuto e uno grave. Imbestialito Cage chiamò il tecnico di Harvard. Questa fu la risposta dell'uomo:

 - Il suono acuto è dovuto all'attività del suo sistema nervoso e quello grave alla sua circolazione sanguigna. Ci faccia sapere se vuole che li facciamo cessare.

John Cage ebbe bisogno di anni di terapia per poter accettare quella nuova consapevolezza. Alla fine della psicoterapia per vendicarsi con il pubblico decise di scrivere il celeberrimo 4'33'' ed elaborò la sua profonda concezione dell'estetica musicale rivelataci durante l'intervista impossibile di gennaio:

"Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che tace!"

lunedì, settembre 26, 2011

Pæstum: fotoracconto

Domenica 28 Agosto 2011
Pæstum ė il nome latino, ma in realtà la colonia fondata dai greci nel VII sec. a.C. si chiamava Poseidonia: in onore del dio del mare.
Ma da dove provenivano questi coloni greci che fondarono Poseidonia?
- Ovvio! - uno direbbe. - Dalla Grecia.
E invece no. Provenivano dall'Italia. E per la precisione da Síbari, uno delle più antiche colonie greche in Italia meridionale, fondata circa un secolo prima, ma in questo caso da greci della penisola ellenica. I sibariti fondarono anche un'altra colonia: Metaponto. Ed è anche per questo che i fondatori di Poseidonia rivestono un ruolo non secondario anche nella storia del movimento pitagorico. Infatti sembra che la guerra contro Crotone che portò alla distruzione di Síbari fu causata anche da questioni riguardanti le dottrine politico-filosofiche di Pitagora. Inoltre Metaponto fu la patria di Ippaso: figura molto importante del movimento pitagorico. Chiusa questa breve parentesi pitagorica e volendo descrivere in estrema sintesi il processo di fondazione delle colonie greche, si può dire che dietro questa proliferazione di insediamenti greci nel mediterraneo non c'era un vero e proprio disegno politico panellenico. In generale funzionava così: in una qualche città si creavano le condizioni giuste affinché un gruppo di abitanti decidesse di sciamare e così i coloni individuavano l'area, partivano e costruivano la loro città. Kitty Ferguson infatti afferma che "sciamatura" sia un termine più corretto di "colonizzazione" per descrivere il fenomeno. Ma dopo questa non più tanto breve parentesi sulla "sciamatura" greca riprendiamo il breve fotoracconto della visita a Pæstum.
Tempio, olivi e colonna.
Impluvium
Colonna comunicante con impluvium.
Colonna forata (dalle intemperie?)
Cardo
Anfiteatro
Resti di intonaco colorato

Piscina
Né ad Atene, né ad Agrigento avevo visto qualcosa di simile al tempio di Poseidone/Apollo.

Oltre all'ottimo stato di conservazione penso che i due ordini di colonne della cella templare siano un esempio unico al mondo. Attendo smentite. Eccezionale anche il dipinto della tomba del tuffatore che mostrerò nel prossimo fotoracconto sul museo di Pæstum.

mercoledì, settembre 21, 2011

Filadelfia: fotoracconto

Ecco le cose interessanti viste domenica nei circa tre chilometri di cammino che separavano il mio albergo dal centro di Filadelfia.
Due chiese consecutive nel quartiere del mio albergo e della Drexel University

Scultura campanaria.
Stazione ferroviaria.
Sentiero pedonale lungo il fiume.
Arti culinarie.
 Chiesa tra i grattacieli.
Qui si capisce il perché della presenza di biciclette, piste ciclabili e auto parcheggiate in perfetto ordine.
Edificio al quale era apposta la targa.
City Hall.


Secondo questa targa il City Hall è il più alto edificio in muratura del mondo, mentre secondo wikipedia è il secondo dopo la Mole Antonelliana. La targa afferma che il City Hall.  Visto il periodo di costruzione mi è venuto da pensare: chissà quanti siciliani, calabresi, lucani, campani, veneti e anche sabini ci avranno sputato il sangue.

Imitazione del Pantheon e vecchia sede della Philadelphia Orchestra. Oggi albergo di lusso.
Ho mangiato un sashimi di fronte al municipio alle 11:30 e ho ripercorso i 3 Km verso l'albergo. Nel pomeriggio ho visitato l'Institute of Contemporary Art.
Institute of Contemporary Art 1
Institute of Contemporary Art 2
Institute of Contemporary Art 3


lunedì, settembre 19, 2011

Filadelfia: altre impressioni sulla città

Penso che oggi, con questo sole di una domenica di fine estate, questa temperatura intorno ai 20 gradi e questo vento fresco che fa correre le poche nuvole, Filadelfia desse il meglio di sé. La maledizione dei meridiani terrestri non mi ha colpito: mi sono svegliato alle 7:30 e alle 9:30 sono uscito. Questo girovagare solitario per le città del Nordamerica mi conferisce sempre un'inebriante sensazione di libertà. Ed il quartiere studentesco mi ha invece instillato una vena di nostalgia per gli anni universitari.
L'impressione di ieri sui tratti più europei di Filadelfia è confermata. Qui un europeo si adatterebbe molto più facilmente rispetto ad altre città nordamericane che ho visto. Oggi ho camminato per circa sei chilometri e non ho mai trovato tratti in cui il pedone non fosse considerato dall'architettura urbana. Ed ero contornato da gente che camminava. Una cosa che ho notato è che ormai qui i caffè hanno talmente acquisito il listino italiano come una cosa di tendenza, un marchio di qualità. Nel caffè dove ho fatto colazione, oltre alle miriadi di variazioni di "latte" (che non è solo latte), "macchiato", "cappuccino", "espresso" ed altro, ho anche letto: "caffè americano". Così! Tutto in italiano. Ho trovato il fatto molto interessante. Non so però agli studiosi di quale materia spetterebbe l'interpretazione: antropologi? sociologi? studiosi del consumismo? della globalizzazione? Comunque l'espresso non era male, il latte macchiato invece lasciava a desiderare.

Se domani troverò un buco tra la terrificante mole d'impegni lavorativi cercherò di pubblicare un fotoraccontino dei 6 Km di vagabondaggio.

domenica, settembre 18, 2011

Filadelfia

Tra le città americane che ho visitato Filadelfia è di certo tra quelle che possiedono un tocco più europeo. Questa è almeno l'impressione che ho avuto girovagando per le strade intorno al mio albergo. Erano le strade di un quartiere qualsiasi e c'era gente che andava a piedi e persino in bicicletta. E in una strada ho visto anche una bella pista ciclabile parallela alla corsia di parcheggio, con macchine parcheggiate in perfetto ordine. Ho intuito che si tratta di un quartiere di studenti universitari. E questo potrebbe spiegare alcune delle mie impressioni. Oltre l'incrocio ho trovato due chiese neogotiche. Una dopo l'altra. E la seconda era addirittura una Cathedral.

Ma in questa notte di metà settembre la sua americanità questo quartiere la esprime nei supermercati aperti 24 ore al giorno; nelle enormi buste di cubetti di ghiaccio in vendita; negli autisti di navette che se dimentichi la mancia rimangono a fissarti; nelle nubi di vapore sprigionate dai tombini, e non ho mai compreso appieno  il perché di questo fenomeno tutto americano; nel pollo di questo ristorante, che al primo boccone ho pensato: "buono! gustoso e tenero", ma poi mi sono accorto che per metà era costituito da grasso; nei camerieri estremamente gentili per guadagnarsi quel 20% di mancia quasi obbligatoria e spesso unica fonte di guadagno; nell'iPad messomi a disposizione dall'albergo; nella saponetta a forma di spazzola. In tutto questo, ma non di certo nella coppia di probabili studenti tedeschi che siedono alla mia destra, mangiano i noodles con i bastoncini e convertono i conti in euro.
E ora mi ritrovo alle 3:40 di mattina del mio orologio biologico a riattraversare il grazioso quartiere per poi cercare di sprofondare in un lungo sonno che possa proteggermi dalla maledizione dei troppo velocemente attraversati meridiani terrestri.

giovedì, settembre 15, 2011

Cantico dei Cantici

Lo avevano scelto ma gli fu negato

Il mio diletto è per me un sacchetto di mirra,
riposa sul mio petto.
Il mio diletto è per me un grappolo di cipro
nelle vigne di Engàddi.
Come sei bella, amica mia, come sei bella!
I tuoi occhi sono colombe.
Come sei bello, mio diletto, quanto grazioso!
Anche il nostro letto è verdeggiante.
Le travi della nostra casa sono i cedri,
nostro soffitto sono i cipressi.

Come un giglio fra i cardi,
così la mia amata tra le fanciulle.
Come un melo tra gli alberi del bosco,
il mio diletto fra i giovani.
Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo
e dolce è il suo frutto al mio palato.
Mi ha introdotto nella cella del vino
e il suo vessillo su di me è amore.
Sostenetemi con focacce d'uva passa,
rinfrancatemi con pomi,
perché io sono malata d'amore.
La sua sinistra è sotto il mio capo
e la sua destra mi abbraccia.

mercoledì, settembre 14, 2011

Carnevale della Matematica #41

Il Carnevale della Matematica del 14 Settembre, il numero 41, è ospitato da Roberto Zanasi sul blog Gli studenti di oggi.

Io ho contribuito usando il mio nuovo blog, Pitagora e dintorni, su cui ho duplicato la parte matematica del Blogghetto. Roberto Zanasi introduce così il mio contributo:
Sarebbe un nuovo blog, e quindi questo paragrafo andrebbe all'inizio. Ma l'autore è Dioniso, che è già comparso sulle pagine di vari Carnevali e che ha traslocato la parte matematica del suo blogghetto a un nuovo indirizzo. Dal quale ci propone Muia, che ci parla, bé, di Pitagora. E della sua famiglia.
Il carnevale 42 di ottobre sarà ospitato da .mau..

martedì, settembre 13, 2011

mercoledì, settembre 07, 2011

Marmellata di more 2011

Come lo scorso anno, ieri Zucchero ed io siamo andati a cogliere le more all'interno del Parco dei Monti Lucretili. Non distanti da "u Passionnaru". Quest'anno le nere bacche erano poche, piccole e bruciate dal sole. Per trovarne di decenti abbiamo dovuto sfrascare con le forbici da potatura. Dopo due ore e mezza, vari graffi, perforazioni epidermiche e imprecazioni, il nostro raccolto è stato di solo un chilo e duecento grammi. Lo scorso anno per un chilo e mezzo di more avevamo impiegato  poco più di un'ora. Sarà anche la vecchiaia che avanza?

Per la "marmellatificazione" abbiamo usato la stessa procedura dello scorso anno. L'unica differenza è stata la minore quantità di zucchero. Dopo averle lavate, fatte appassire ed aver eliminato i semini, abbiamo ottenuto 740 g di passato di more. Abbiamo aggiunto 480 g (65% contro il 72% dello scorso anno) di zucchero e dopo l'ebollizione necessaria (solo mezz'ora quest'anno) abbiamo ottenuto 1020 g marmellata. La prossima volta forse proveremo con il 60% di zucchero.

Bilancio: due ore e mezza per la raccolta più due ore e mezza per la preparazione per produrre circa un chilo di marmellata. Applicando una tariffa di 10 € l'ora, se dovessimo venderlo quel chilo di marmellata costerebbe 100 €. Qualche offerente?

Nota per il prossimo anno
Non dimenticare seguenti utilissimi strumenti: guanti da lavoro di tessuto e forbici da potatura.

martedì, settembre 06, 2011

Muia

Eratocle si era conquistato la prima fila e dall'inizio alla fine della cerimonia i suoi occhi erano rimasti puntati su di lei.
A quindici anni il suo corpo era già quello di una donna. Un'incantevole giovane donna. Somigliava a sua madre ma la sua bellezza era più prorompente. I lunghi e folti capelli corvini le scendevano fino ai larghi fianchi. A volte qualche ciocca di quei lucidi fili di seta andava ad intrecciarsi con le sue lunghe ciglia: splendide cornici di grandi occhi neri come una notte di tempesta. Le ciocche più ribelli arrivavano talvolta a sfiorarle il generoso seno. Le labbra rosse e carnose si stagliavano sulla pelle nivea e profumata come un papavero in un campo di gigli. Ogni parte del suo corpo era in armonia con tutto il resto. Persino quella lieve peluria sul labbro superiore.
Per la cerimonia che le avrebbe assegnato il titolo di matematica, Muia aveva voluto indossare il peplo turchese, quello che esaltava al meglio i suoi colori e le sue forme giunoniche. Due belle spille d'argento a doppia spirale fermavano l'abito sulle spalle e una cintura color zafferano, visibile solo sul lato aperto, lo fissava alla vita producendo eleganti drappeggi. Ad adornare le orecchie della ragazza due piccoli dischi d'oro cesellati con motivi floreali erano fissati ai perni che trafiggevano i suoi lobi e da ognuno dei due dischi pendeva un delicato cono, anch'esso d'oro, con superficie modellata a spiraloide. Sandali nuovi di pelle nera fasciavano i suoi graziosissimi piedi. Eratocle avrebbe saputo descrivere ogni minuscola porzione di quelle splendide candide dita.
A presiedere la cerimonia c'era Ippaso. Pitagora aveva preferito farsi sostituire visto che tra i divenendi matematici c'era anche sua figlia.
- Scordatela! - Il commento sussurrato da quella voce, che riusciva a mantenere una profonda sonorità anche se mormorata, lo fece trasalire. Eratocle, torvo in viso, si voltò. Dietro di lui vide l'enorme figura di Milone che lo sovrastava.
- Non vedi come guarda Ippaso? - continuò Milone.
- Di chi stai parlando!?
- Come di chi sto parlando? Di Muia. Non è lei che hai continuato a fissare per tutto il tempo?
- Ti sbagli! - Ora anche il bisbiglio di Eratocle andava facendosi più sonoro. - E poi è ovvio che Muia guardi Ippaso. Visto che lui sta per nominarla matematica.
- Si vede che con le donne hai poca esperienza, Eratocle.
Troppo presi dal loro bisticcio, Milone ed Eratocle non si erano accorti che Ippaso aveva smesso di parlare e li stava fissando.
- Eratocle e Milone! Avete qualcosa d'importante da discutere? Qualcosa d'interessare da condividere con noi? - ed allargò teatralmente le braccia ad indicare il vasto pubblico.
- Nulla d'importante Ippaso - tagliò corto Milone.
- Bene, allora possiamo continuare - disse Ippaso mentre il rimbombo della voce di Milone andava spegnendosi.

martedì, agosto 30, 2011

Pizzica, tammurriata, ballarella e... polenta.

Venerdì alla festa del vino di Rocca d'Arce ci siamo divertiti. Zucchero, io e un'amica dodicenne abbiamo ballato pizzica, tammurriata e ballarella dall'inizio alla fine. La ballarella non l'avevamo mai praticata, abbiamo quindi improvvisato molto. Con la pizzica e la tammurriata invece giocavamo in casa. Anche se qualche "votata" l'abbiamo dimenticata.
Io ero tra i pochissimi uomini danzanti. Ma la cosa non mi ha procurato imbarazzo. Solo tre anni fa non avrei fatto una cosa del genere neppure sotto tortura.
Verso mezzanotte un signore di una certa età mi ha detto:
- Ma 'ngora 'n te si stangato?
- Eh, quando uno è sotto certi effetti... - mi è venuto da rispondergli.

Peccato per il mezzo piatto di polenta e salsicce che avevo mangiato prima di ballare. Per non aver problemi avevo deciso di prendere solo un gelato, ma poi mi è stato gentilmente offerto quel piatto e non ho saputo dire di no. Vabbè, mezzo piatto, che mi farà - ho pensato? In effetti mentre ballavo non ho avuto problemi, ma dopo le danze mi sono chiesto più volte: perché non ho detto di no? ... Anche se a pensarci bene, magari gli effetti che ho citato al signore erano causati proprio dalla polenta.

venerdì, agosto 26, 2011

Deprivazioni del XXI sec. d.C.

- Rimarremo senz'acqua dalle 8 alle 16.
Alza gli occhi annoiato: - Ah, vabbè.
- E anche senza energia elettrica.
- Aha - e riabbassa lo sguardo sul giornale.
- ... e quindi anche senza accesso alla Rete.
La fissa con sguardo atterrito: - Che cosa!?!?

giovedì, agosto 25, 2011

Aggiornamenti vacanzieri

La risposta all'ultimo commento di Titti mi ha dato lo spunto per questo aggiornamento.
Ebbene sì, siamo in vacanza: vacanze italiane. Anche se stento un po' a definirle vere e proprie vacanze. Visto che le stiamo spendendo con le famiglie che si trovano a 150 km di distanza reciproca. Non che non siano piacevoli, ma gli spostamenti in auto con 38 gradi risultano a volte un po' pesanti. Aggiungendo poi i vari viaggi verso Roma o per fare i ciceroni o per incontrare amici... E poi quest'anno si è anche aggiunta una terza famiglia (una sorta di famiglia adottiva, è un po' lungo da spiegare ma magari un giorno lo farò) molto più impegnativa rispetto alle nostre due famiglie naturali.
Qui ho a disposizione solo il mio iPad, così mi risulta un po' complicato aggiornare il blog. E finora è mancato anche il tempo. Ora ne ho un po' di più visto che la terza famiglia è rientrata alla base. Così ho tentato questo aggiornamento.

La festa a u passionnaru, che quest'anno mi aveva procurato molti pensieri, tanto da farmi considerare la possibilità che potesse essere l'ultima della serie, alla fine ci ha dato soddisfazione.

Programma per i prossimi giorni: stasera si festeggia la suocera; domani festa popolare danzante con pizzica e tammurriata dove potremo praticare una delle nostre recenti passioni, sabato partenza per il Cilento, 5 settembre nozze numero 1, 9 settembre nozze numero 2 e 10 settembre viaggio di ritorno con arrivo l'11. Poi il 17 partenza per gli USA. E il 30 per Torino.

martedì, agosto 16, 2011

lunedì, agosto 15, 2011

Percorsi scolastici obbligati o liberi: la mia esperienza

Uno dei motivi per cui non mi stancherò mai di ringraziare i miei genitori è per non avermi mai imposto obblighi nella scelta dei percorsi scolastici e delle mia attività collaterali (restringendo chiaramente il campo a quello delle attività genitorialmente accettabili). Nei momenti delle scelte cruciali, quelle che avrebbero potuto influenzare la mia vita futura, loro hanno sempre rispettato la mia volontà.

Secondo i miei ricordi, la prima scelta del genere si presentò alla fine delle elementari. Mi chiesero se volevo continuare le medie con i miei compagnucci del paesello oppure se avrei preferito trasferirmi nella capitale. Non ebbi il neppur minimo dubbio: mi trovavo troppo bene con i miei amichetti.

Quando frequentavo la seconda media, il sindaco del paese si fece promotore della (ri)fondazione della banda musicale. Mio padre, coinvolto in una sorta di contrapposizione doncamillopepponesca, non ne era entusiasta, ma non era neppure contrario: tiepido diciamo. In ogni caso io mi volli unire. E dovetti combattere non poco con il maestro per farmi assegnare il trombone invece del flicorno contralto in Mib, che, seppur citato da Umberto Eco nel Pendolo di Foucault, a me non convinceva per niente. Visto soprattutto che ci trovavamo sei anni prima della pubblicazione del Pendolo.

La seconda decisione cruciale la presi alla fine delle medie. Volevo studiare il trombone. Il maestro della banda mi consigliò di portare avanti anche la scuola superiore, studiare la musica in privato e presentarmi agli esami del conservatorio come privatista. Seguii il suo consiglio.

Mio padre sarebbe stato più contento se avessi scelto il liceo; ma me lo disse solo perché glielo chiesi io esplicitamente. Alla fine decisi di iscrivermi all'IPSIA: Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato: la scuola più malfamata della provincia. In questa scelta fui influenzato principalmente da due fattori: l'amore che nutrivo a quei tempi per l'elettronica, soprattutto nei suoi aspetti più applicativi, e il timore che gli studi musicali mi avrebbero impedito di portare avanti scuole più impegnativi. Mi ritrovai così in un istituto che non apparteneva propriamente alla lista delle realtà d'eccellenza. Su questo tema avrei decine di aneddoti da raccontare. Sono sicuro che molti di questi, e soprattutto quelli concernenti il mio primo professore di matematica, che fortunatamente andò in pensione alla fine del mio primo anno, vi lascerebbero esterrefatti. Ma forse questa sarà materia per un'altra storia.
Adesso, col senno del poi, penso che la mia scelta sarebbe diversa. Ma allo stesso tempo sono abbastanza sicuro che un'eventuale imposizione di mio padre avrebbe irreversibilmente danneggiato la mia carriera scolastica.

La mia settimana a quei tempi era scandita da questi ritmi. Ogni mattina prendevo l'autobus per il capoluogo sabino alle 7 e tornavo a casa alle 14:30; e il sabato pranzavo velocemente, ripartivo in treno per la lezione di trombone a Roma e tornavo casa verso le 21:30. Quando poi alle lezioni di strumento cominciarono ad aggiungersi quelle di solfeggio prima e di armonia e storia della musica in seguito, i mezzi pubblici non furono più adeguati per farmi raggiungere i vari quartieri di Roma in un pomeriggio. Mio padre dovette quindi armarsi di coraggio e accompagnarmi in auto nel giro delle lezioni.

I mei insegnanti di musica appartenevano a classi socio-culturali poste a distanze variabili da quella da cui provenivo io. Si andava dalle poche decine di chilometri dell'insegnante di strumento, alle decine di anni luce dell'insegnante di Storia della Musica. Quando io, diciassettenne travagliato, entravo in quelle case mi ritrovavo catapultato in misteriose terra straniere: ricche di meraviglie, di novità e di insidie.
La più esotica tra queste terre era sicuramente quella dell'insegnante di Storia della Musica. Egli proveniva da una famiglia di antiche tradizioni musicali; era musicologo, direttore d'orchestra, autore di saggi e possedeva una cultura sconfinata. Subivo enormemente il suo fascino e nutrivo per lui un'ammirazione sconfinata. I suoi insegnamenti migliorarono molto le mie pessime capacità dialettiche di adolescente tormentato. Di tutte le sue lezioni non dimenticherò mai quella in cui, nel bel mezzo di una disquisizione sulla scuola veneziana, s'interruppe bruscamente e indicando mio padre in lettura su un divano nell'altra stanza mi disse:
- Tu  a tuo padre dovresti fargli un monumento!
Mio padre ed io ci guardammo perplessi.
- Non per i soldi che spende per le tue lezioni, ma per tutto il tempo che spende per te!

Sull'altro fronte la frequentazione del malfamato Istituto Professionale innescò in me un'inconsueta alchimia. In una scuola dove l'aspetto pratico e applicativo è dominante, i miei interessi cominciarono a spostarsi sempre di più verso questioni teoriche. E questo avvenne per buona parte grazie ad un ottimo professore di elettronica (che nutriva e condivideva con noi molteplici interessi scientifici) e in seguito grazie anche agli insegnanti di matematica, di fisica e di religione. L'insegnante di religione meriterebbe un capitolo a parte: comunista dichiarato, amante di Bach e delle lingue antiche, nonché compositore. Da lui fotocopiai un libro intero per imparare l'ebraico antico. A volte quando c'erano gli scioperi nei giorni in cui avevamo religione io entravo in classe solo per poter chiacchierare con lui. Poi arrivò un nuovo vescovo e il professore fu licenziato.
Alla maturità portai italiano come prima materia e matematica come terza (la seconda non la ricordo). Dopo un mese mi diplomai in trombone a S. Cecilia.

Poi m'iscrissi a matematica, mi laureai, ebbi una borsa di studio per un progetto di ricerca, cominciai a lavorare, vinsi l'ammissione ad un dottorato, dopo un anno capii che in quei modi e in quei tempi il dottorato non faceva per me, lo interruppi ed emigrai in Germania. Ma, come dice Lucarelli, questa è un'altra storia.

Sono consapevole del fatto che il mio percorso scolastico sia piuttosto insolito. Perché l'ho raccontato?
Principalmente come testimonianza del fatto che spesso le imposizioni nella scelta di un percorso scolastico piuttosto di un altro potrebbero rivelarsi molto dannose.
Qui in Germania, ad esempio, chi ha frequentato una scuola tecnica non può accedere all'università. Ed in particolare qui nel Baden-Württemberg a decidere se un bambino di nove anni abbia le capacità per frequentare le scuole di serie A (licei), di serie B (scuole tecniche) o di serie C (professionali) sono i maestri delle scuole elementari (si spera che presto il nuovo governo rosso/verde modifichi questo abominio). Quindi, un maestro di scuola elementare si trova schiacciato dall'enorme ed assurda responsabilità di stabilire se un bambino di nove anni possiederà dopo dieci anni le qualità giuste per poter accedere all'università. Un percorso come il mio in Germania sarebbe stato impossibile.

Nel sistema scolastico italiano fortunatamente non abbiamo norme così despotiche, ma a volte sono purtroppo i genitori con le loro imposizioni a rimpiazzare le norme.

domenica, agosto 14, 2011

Carnevale della Matematica #40

Il Carnevale della Matematica ha ormai raggiunto la maturità della quarantesima edizione. Ad ospitarla è  Popinga che come tema non vincolante ha scelto: “Quant’è bella geometria”.
Così Popinga introduce il mio contributo fuori tema:
Dioniso, musicista e grande intervistatore di matematici antichi, sul Blogghetto (e continuo a ripetere che il simpatico vezzeggiativo non rende giustizia a questa fonte preziosa di idee, spunti e riflessioni), invia dalla Germania due contributi tratti dalla serie (un vero e proprio libro) Numeri e Geometria attraverso la storia. Sono entrambi rivolti alla conoscenza di Pitagora, del quale Dioniso ci presenta Pitagora (prima parte): La nascita e i viaggi e Pitagora (seconda parte) - Crotone e la scuola: matematici ed acusmatici. Consiglio vivamente di consultare comunque l’indice dell’intera opera.

Il Carnevale del 14 Settembre, il numero 41, sarà ospitato da Roberto Zanasi su Gli studenti di oggi.

Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale

giovedì, agosto 11, 2011

Non c'è più il San Lorenzo di una volta

Buon San Lorenzo!
 
Dite che sono in ritardo? Che San Lorenzo era ieri? Ma la notte di San Lorenzo non è quella in cui si va a vedere le stelle cadenti?
Sembra però che il picco di meteore, circa 100 l'ora, lo vedremo la notte fra il 12 e il 13 agosto.
Come mai? Chi è che ha spostato San Lorenzo?

Come per altri misfatti della storia la colpevole è lei: la processione precessione degli equinozi. Che nel corso dei secoli ha spostato San Lorenzo di circa due giorni in avanti.

Ma allora, così come è successo per la diatriba tra tauisti e pigrecisti, in cui i tauisti sostengono che la scelta di pi greco sia sbagliata, sarebbe opportuno innescare un diatriba tra sanlorenziani e santeupliani, con la creazione di un Manifesto di Sant'Euplio in cui si sostiene che la scelta di San Lorenzo è sbagliata?

In ogni caso buona notte di Sant'Euplio per domani! ...Anche se quest'anno la Luna piena disturberà l'osservazione.

martedì, agosto 09, 2011

La la pizza è nata negli USA: confutazione della vulgata americana

Non tutti ne saranno al corrente, ma ci sono degli americani convinti che la pizza sia una loro invenzione. Io ne ho conosciuti.

Occorrenze di "pizza" e "spaghetti" nei libri inglesi digitalizzati da Google dal 1800 al 2008
Tedesco
Francese
Spagnolo

Purtroppo l'italiano non c'è tra le lingue di Books Ngram Viewer, ma il mio dizionario etimologico riporta che la prima occorrenza scritta della parola "pizza" risale al X secolo e si trova in un testo in latino medievale di Gaeta. Circa mezzo millennio prima del viaggio di Colombo.

venerdì, agosto 05, 2011

Ancora sull'omeopatia: ma in fondo... checcefrega?

Qui voglio provare a formulare una risposta breve ma un po' più articolata al commento di ziomassimo su "Farmaci omeopatici: la BOIRON minaccia querela contro un blog".
Personalmente non mi sono ancora fatto una precisa idea in merito. Tuttavia ritengo che se uno non ci crede possa molto semplicemente, quanto liberamente, non usufruire delle cure omeopatiche.
Non comprendo, sia da una parte che dall'altra, tutto questo accanimento. Insomma, ma in fondo... checcefrega??? ;-)
Il mio intento è anche quello di rimanere il più possibile aperto ai punti di vista diversi che potrebbero arricchire la discussione.

Caro ziomassimo, prima di cominciare il discorso penso sia necessario stabilire dei parametri condivisi. Altrimenti sarà inutile stare a discutere.

Secondo me qui il parametro fondamentale è il metodo scientifico. E l’idea da condividere è che esso permetta di distinguere un discorso scientifico da un discorso religioso o pseudoscientifico.

Si può tranquillamente decidere di non condividere questa idea e allora il discorso finisce qui.

Se invece la si condivide si dovrà anche accettare il fatto che il metodo scientifico sia il migliore (unico) criterio finora prodotto dal genere umano per poter stabilire la validità oggettività di una teoria. E che questo metodo ci dice che l'omeopatia è innocua ma inefficace. Detto in altri termini presi in prestito da un mio amico: ha la stessa efficacia di una zigulì.

E qui veniamo alla domanda "Non comprendo, sia da una parte che dall'altra, tutto questo accanimento. Insomma, ma in fondo... checcefrega??"

Non mi sembra io mi sia "accanito" contro chi usa l'omeopatia. Io non ho nulla contro chi vuole curarsi con il placebo. L'ho detto più volte. Io penso che sia positivo il fatto che qualcuno trovi giovamento usando un qualsiasi rimedio. In passato si usava la polvere di unicorno e rimedi analoghi e sicuramente c'era chi guariva: o per effetto placebo, allora ignoto, o perché sarebbe guarito anche senza alcun rimedio.
Però permetti che io mi possa "accanire" contro la Boiron? Una potentissima multinazionale che fa profitti spacciando acqua distillata per farmaco e che minaccia un semplice blogghista come me, che si permette di dire la verità?
Tu che di solito sei dalla parte dei deboli non ti sembra che in questa storia il debole sia Samuele di blog(0)?
Inoltre ti vorrei riportare la considerazione che ho tratto dall'articolo citato qui sotto: il dottor Ernst è convinto che prima di concedere la licenza per la vendita, anche per i farmaci alternativi, così come viene fatto per quelli convenzionali, dovrebbe essere dimostrata l'efficacia. Solo così si potrà evitare che, ad esempio, alcuni omeopati commercializzino trattamenti per la malaria, nonostante la mancanza di prove della loro efficacia, danneggiando così i loro pazienti.

Dopo questa considerazione mi posso spingere a dire che nella mia critica all'omeopatia  non solo non vedo i pazienti difensori dell'omeopatia come tifosi della squadra avversaria. No, li vedo come possibili vittime che dovrebbero trarre beneficio dalle voci critiche.

Per concludere riassumo brevemente anche qualche stralcio dell'interessantissimo articolo che Seb mi ha segnalato nella precedente discussione.

L’articolo parla del dottor Edzard Ernst, del suo gruppo di ricerca e del loro tentativo di effettuare uno studio rigoroso di tutti i metodi alternativi: dall’agopuntura alla cristalloterapia fino ai rimedi erboristici.

Il dottor Ernst dice che spesso si sono trovati di fronte a difficoltà: il denaro era difficile da trovare, i "medici" alternativi diventavano sempre più riluttanti a collaborare, mentre la ricerca medica tradizionale vedeva gli studi su cose come la guarigione ayurvedica come una perdita di tempo.

Nel corso degli anni il dottor Ernst e il suo gruppo hanno eseguito sperimentazioni cliniche e hanno pubblicato oltre 160 meta-analisi di altri studi. È risultato che circa il 95% dei trattamenti esaminati (in campi diversi come agopuntura, fitoterapia, omeopatia e riflessologia) si sono rivelati statisticamente indistinguibili dal placebo. Solo nel 5% dei casi l'efficacia rilevata era superiore al placebo.

mercoledì, agosto 03, 2011

Farmaci omeopatici: la BOIRON minaccia querela contro un blog

Un paio di volte l'argomento omeopatia è entrato nelle discussioni del Blogghetto (qui e qui ad esempio) o in quelle di blog amici (qui ad esempio). Leggendo quelle discussioni penso possa trasparire qual è il mio pensiero in materia.

Uno degli argomenti usati spesso dai sostenitori dell'omeopatia è il fatto che dietro i farmaci tradizionali ci sono le case farmaceutiche: radice di tutti i mali dell'umanità.
Come se dietro i farmaci omeopatici non ci fossero allo stesso modo aziende il cui obiettivo principale è quello di fare profitti.
La differenza è che un farmaco tradizionale deve passare per almeno cinque anni di sperimentazione sugli animali e cinque anni di sperimentazione sui pazienti (tra l'altro io sono incluso in uno di tali studi come paziente) per dimostrare la sua efficacia attraverso il metodo scientifico del doppio cieco. Mentre il farmaco omeopatico no. Anche perché le poche volte che un farmaco omeopatico è stato sottoposto a tali sperimentazioni il risultato è stato sempre lo stesso: non è stata rilevata differenza tra il farmaco omeopatico ed un bicchiere d'acqua fresca (effetto placebo).

Detto ciò, la storia di cui volevo parlare è la seguente. È capitato che Samuele di blog(0) aveva scritto due post molto interessanti (ecco i link al primo e al secondo) che parlavano di omeopatia e facevano il nome: Boiron, la multinazionale dell'omeopatia, il più grande produttore di farmaci omeopatici al mondo.
Ieri Samuele ha scritto un altro post in cui annuncia che l'Amministratore Delegato della Boiron ha mandato al suo provider una lettera dove gli viene intimato di rimuovere immediatamente, e comunque entro e non oltre 24 ore dal ricevimento della presente, tutti gli articoli [...].
Ora Samuele ha eliminato tutti i riferimenti alla suddetta multinazionale.
Come dice .mau.,
peccato che la Boiron non abbia voluto aggiungere riferimenti a sperimentazioni standard (col metodo del doppio cieco) che confrontino l'Oscillococcinum con un placebo, riferimenti che così avrei potuto pubblicare qui e confutare la famosa barzelletta "Il raffreddore ti dura una settimana se non ti curi, mentre se ti curi ti passa in soli sette giorni".
Per concludere, anch'io mi impegno a seguire .mau. e il dottor Fisk e dare un piccolo contributo nel caso in cui Samuele dovesse trovarsi querelato dalla Boiron.