Un diario con divagazioni su varie mie passioni. Tra le quali la musica, la matematica, la scrittura, la cucina, i viaggi, la Germania e i balli popolari del centro-sud Italia.
domenica, maggio 02, 2010
venerdì, aprile 30, 2010
Falafel italianizzate
Ho provato una nuova ricetta per le Falafel. Quella vecchia non funzionava molto bene, ma comprendeva ingredienti mediorientali. Mentre questa nuova contiene solo ingredienti italiani.
Il risultato non è stato eccezionale, ma neppure pessimo. Zucchero dice che si possono rifare.
Ingredienti per 4 persone
ceci lessati 250 g (il che significa la metà circa di ceci da mettere in ammollo e lessare), spinaci fresci puliti 300 g, pane grattugiato 30 g, 2 uova, semolino, olio per friggere (io ho usato l'olio di oliva della Sabina prodotto da mio padre), sale e pepe.
Preparazione
Fate bollire gli spinaci per 3', quindi scolateli, strizzateli bene (altrimenti non riuscirete a formare le palline) e frullateli con i ceci.
Incorporate 2 tuorli, il pane grattugiato, un pizzico di sale e il pepe. Amalgamate bene e poi formate 12-16 palline. Se la consistenza è troppo floscia e non riuscite a formare le palline aggiungete del pane grattugiato e amalgamate di nuovo.
Passate le palline negli albumi leggermente battuti, poi nel semolino e infine friggeteli in abbondante olio (fin quasi a metà pallina) (con l'olio di oliva una buona temperatura di frittura è intorno ai 150°): 3' ruotatele e poi altri 3' (a meno che le palline non siano completamente immerse, in tal caso basterebbero anche 3', ma comunque sui tempi si va anche un po' a occhio).
Scolate disponete su carta da cucina e servite.
Il risultato non è stato eccezionale, ma neppure pessimo. Zucchero dice che si possono rifare.
Ingredienti per 4 persone
ceci lessati 250 g (il che significa la metà circa di ceci da mettere in ammollo e lessare), spinaci fresci puliti 300 g, pane grattugiato 30 g, 2 uova, semolino, olio per friggere (io ho usato l'olio di oliva della Sabina prodotto da mio padre), sale e pepe.
Preparazione
Fate bollire gli spinaci per 3', quindi scolateli, strizzateli bene (altrimenti non riuscirete a formare le palline) e frullateli con i ceci.
Incorporate 2 tuorli, il pane grattugiato, un pizzico di sale e il pepe. Amalgamate bene e poi formate 12-16 palline. Se la consistenza è troppo floscia e non riuscite a formare le palline aggiungete del pane grattugiato e amalgamate di nuovo.
Passate le palline negli albumi leggermente battuti, poi nel semolino e infine friggeteli in abbondante olio (fin quasi a metà pallina) (con l'olio di oliva una buona temperatura di frittura è intorno ai 150°): 3' ruotatele e poi altri 3' (a meno che le palline non siano completamente immerse, in tal caso basterebbero anche 3', ma comunque sui tempi si va anche un po' a occhio).
Scolate disponete su carta da cucina e servite.
mercoledì, aprile 28, 2010
domenica, aprile 25, 2010
Norvegia 12: Trondheim
Sabato 6 giugno
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Verso mezzogiorno ci reimbarchiamo sulla Midnatsol.
Altre foto...
Giornate precedenti ....
venerdì, aprile 23, 2010
Eyjafjallajökull permettendo oggi si torna in patria
...e magari con l'aiuto di Eyjafjallajökull ci si rimane...
giovedì, aprile 22, 2010
Sessantenni
Circa un mese fa avevo raccontato della fruttivendola teutonica esuberante (un ossimoro).
Oramai la signora mi saluta con enfasi anche quando mi sta servendo una sua collega.
Inoltre negli ultimi giorni la signora della copisteria che frequento da tempo, vedendo che stampavo testi in italiano, mi ha attaccato bottone nella mia lingua.
Pare che sia un'italiana di seconda generazione nata in Germania in una famiglia di gelatai trentini.
E io che mi lamentavo della difficoltà nei contatti sociali!
Oramai la signora mi saluta con enfasi anche quando mi sta servendo una sua collega.
Inoltre negli ultimi giorni la signora della copisteria che frequento da tempo, vedendo che stampavo testi in italiano, mi ha attaccato bottone nella mia lingua.
Pare che sia un'italiana di seconda generazione nata in Germania in una famiglia di gelatai trentini.
E io che mi lamentavo della difficoltà nei contatti sociali!
lunedì, aprile 19, 2010
Eyjafjallajökull … si ma come si pronuncia?

File audio con la pronuncia di Eyjafjallajökull
Chiaro no!?
Eyjafjallajökull - You're doing it wrong!
Un percorso storico tra Numeri e Geometria - Parte 19: secolo XIII e XIV - traduzioni, grafici, e serie numeriche
Nell’ultima puntata abbiamo parlato di Fibonacci e di come gli europei del XII secolo cominciarono ad abbattere la barriera linguistica che li separava dalla cultura islamica.
In questo contesto va sicuramente citata l’opera di Giovanni Campano da Novara (Novara, 1220 – Viterbo, 1296) a cui si deve l’autorevole traduzione degli Elementi di Euclide dall’arabo al latino. Essa fu utilizzata nella forma di manoscritto per circa due secoli prima di divenire, dopo l'invenzione di Gutenberg, e precisamente nel 1482 a Venezia, la prima edizione in stampa degli Elementi. Quella di Giovanni Campano non fu però la prima traduzione degli Elementi dall’arabo al latino. Il primato spetta ad Adelardo di Bath (Bath, 1080 – Bath, 1152), la cui traduzione era ben nota a Giovanni Campano.
Complessivamente il XIII secolo rappresenterà un momento di svolta per l’Europa occidentale. È infatti in questo secolo che la cultura matematica latina torna a rivaleggiare con quella delle altre civiltà per il livello dei suoi risultati.
Ma la svolta non riguardò solo la cultura matematica. Molte delle più famose università vennero fondate proprio in quel periodo. E in quei luoghi venivano insegnate la filosofia e la scienza aristoteliche, recuperate da un lungo oblio proprio attraverso le traduzioni dall'arabo.
Anche le grandi cattedrali gotiche di Chartres, Reims, Notre-Dame e Westminster vennero costruite in quel periodo e diverse conoscenze ed invenzioni si diffusero in quegli annni: la bussola, la polvere da sparo, le lenti da vista, gli orologi meccanici.
Anche nel secolo successivo, il XIV, si registrano alcuni significativi progressi nella matematica. Uno di essi fu l'intuizione di quella che oggi descriviamo come rappresentazione grafica di una funzione. Cioè la rappresentazione in una figura, o grafico, del modo in cui varia una certa quantità a fronte della variazione di un'altra quantità correlata. La paternità di tale intuizione è contesa tra Giovanni da Casale (1320 – 1374 circa) e Nicole Oresme (1323 – 1382). Quest'ultimo riuscì addirittura ad ottenere l'equazione della retta, precedendo così Cartesio di circa tre secoli.
Un altro progresso del XIV secolo è quello relativo all'idea di prendere in considerazione anche delle somme di un numero infinito di addendi.
Quello della considerazione e dell'accetazione del concetto di infinito fu uno dei pochissimi passi avanti rispetto ai greci avvenuti nel medioevo. È noto infatti che gli antichi greci abborrivano l'infinito. L'idea di questa estensione concettuale partì soprattutto dai filosofi scolastici e aprì la strada per l'appunto ad un'infinità di nuovi sentieri matematci futuri ancora inesplorati.
Uno di questi primi sviluppi fu la considerazione delle somme di un numero infinito di addendi, successivamente denominate serie numeriche. Qualcuno potrebbe obiettare: ma che interesse ha considerare le somme di un numero infinito di addendi? Il risultato non è sempre infinito? No, non lo è.
E il primo ad accorgersene fu probabilmente Richard Swineshead detto "The Calculator" intorno al 1350. Swineshead si accorse che oltre alle somme di infiniti addendi che vanno all'infinito, oggi denominate serie divergenti, esistono anche le somme di infiniti addendi che danno come risultato un numero finito, oggi denominate serie convergenti. Ma questo lo vedremo meglio nella prossima puntata.
Indice della serie
In questo contesto va sicuramente citata l’opera di Giovanni Campano da Novara (Novara, 1220 – Viterbo, 1296) a cui si deve l’autorevole traduzione degli Elementi di Euclide dall’arabo al latino. Essa fu utilizzata nella forma di manoscritto per circa due secoli prima di divenire, dopo l'invenzione di Gutenberg, e precisamente nel 1482 a Venezia, la prima edizione in stampa degli Elementi. Quella di Giovanni Campano non fu però la prima traduzione degli Elementi dall’arabo al latino. Il primato spetta ad Adelardo di Bath (Bath, 1080 – Bath, 1152), la cui traduzione era ben nota a Giovanni Campano.Complessivamente il XIII secolo rappresenterà un momento di svolta per l’Europa occidentale. È infatti in questo secolo che la cultura matematica latina torna a rivaleggiare con quella delle altre civiltà per il livello dei suoi risultati.
Ma la svolta non riguardò solo la cultura matematica. Molte delle più famose università vennero fondate proprio in quel periodo. E in quei luoghi venivano insegnate la filosofia e la scienza aristoteliche, recuperate da un lungo oblio proprio attraverso le traduzioni dall'arabo.
Anche le grandi cattedrali gotiche di Chartres, Reims, Notre-Dame e Westminster vennero costruite in quel periodo e diverse conoscenze ed invenzioni si diffusero in quegli annni: la bussola, la polvere da sparo, le lenti da vista, gli orologi meccanici.Anche nel secolo successivo, il XIV, si registrano alcuni significativi progressi nella matematica. Uno di essi fu l'intuizione di quella che oggi descriviamo come rappresentazione grafica di una funzione. Cioè la rappresentazione in una figura, o grafico, del modo in cui varia una certa quantità a fronte della variazione di un'altra quantità correlata. La paternità di tale intuizione è contesa tra Giovanni da Casale (1320 – 1374 circa) e Nicole Oresme (1323 – 1382). Quest'ultimo riuscì addirittura ad ottenere l'equazione della retta, precedendo così Cartesio di circa tre secoli.
Un altro progresso del XIV secolo è quello relativo all'idea di prendere in considerazione anche delle somme di un numero infinito di addendi.
Quello della considerazione e dell'accetazione del concetto di infinito fu uno dei pochissimi passi avanti rispetto ai greci avvenuti nel medioevo. È noto infatti che gli antichi greci abborrivano l'infinito. L'idea di questa estensione concettuale partì soprattutto dai filosofi scolastici e aprì la strada per l'appunto ad un'infinità di nuovi sentieri matematci futuri ancora inesplorati.
Uno di questi primi sviluppi fu la considerazione delle somme di un numero infinito di addendi, successivamente denominate serie numeriche. Qualcuno potrebbe obiettare: ma che interesse ha considerare le somme di un numero infinito di addendi? Il risultato non è sempre infinito? No, non lo è.
E il primo ad accorgersene fu probabilmente Richard Swineshead detto "The Calculator" intorno al 1350. Swineshead si accorse che oltre alle somme di infiniti addendi che vanno all'infinito, oggi denominate serie divergenti, esistono anche le somme di infiniti addendi che danno come risultato un numero finito, oggi denominate serie convergenti. Ma questo lo vedremo meglio nella prossima puntata.Indice della serie
giovedì, aprile 15, 2010
Il mio primo (e probabimente ultimo) articolo in tedesco: “Se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo“ oder: … die Opfer dieser Welt
Da tempo compro più o meno regolarmente l'OBDACH-Blätt'l: la "Zeitung" ("rivista") dei senzatetto di Heidelberg. Il mio rivenditore di fiducia è un "ragazzo", forse mio coetaneo, attivo presso la panchina del mercato del mio quartiere. Una copia costa 1,70 € e 1 € per copia rimane al rivenditore. I rivenditori sono persone che cercano di uscire da situazioni di disagio sociale. E l'editore è l'organizzazione-cooperativa OBDACH e.V., attiva appunto nel supporto agli abitanti dei ghetti metropolitani.Leggendo le storie raccontate sul Blätt'l mi è venuta l'idea di tradurre questo post e mandarglielo. Per la traduzione sono state necessarie alcune ore di lavoro insieme alla nostra amica/insegnante/interprete, ma è stato divertente. In particolare mi ha divertito la traduzione delle frasi in romanesco.
L'articolo uscirà con il prossimo numero del Blätt'l. Qui c'è la bozza che mi hanno mandato: pagina 1, pagina 2.
L'unica perplessità è che per motivi di spazio mi hanno rimosso le note che secondo me erano necessarie per il lettore tedesco medio. Mi piacerebbe sapere il parere del mio germanista di fiducia (Fabio R.).
Ecco le note:
1) Aus einem Lied des italienischen Sängers Fabrizio De André: „Sind sie auch keine Leuchten, so sind sie doch Kinder, Opfer dieser Welt“ (http://de.wikipedia.org/wiki/Fabrizio_De_Andr%C3%A9)
2) Ein altes italienisches Kartenspiel (eine Variante von Tressette: http://en.wikipedia.org/wiki/Tressette)
3) Der Dialekt aus Rom wurde versucht, durch einen Dialekt aus der Gegend von Frankfurt wiederzugeben
4) Gangsterfilmparodie aus dem Jahr 1973 mit Bud Spencer und Giuliano Gemma in den Hauptrollen (http://de.wikipedia.org/wiki/Auch_die_Engel_essen_Bohnen)
5) Lied aus der faschistischen Ära mit dem Titel „Faccetta Nera“ (von http://de.wikipedia.org/wiki/Faccetta_Nera: Faccetta Nera (italienisch für "schwarzes Gesichtchen") ist der Titel eines anlässlich des Italienisch-Äthiopischen Krieges 1935 von Giuseppe Micheli geschaffenen Marschliedes der italienischen Truppen bzw. der faschistischen Milizionäre.)
6) Bekannter italienischer Schriftsteller (http://de.wikipedia.org/wiki/Ignazio_Silone)
7) Marxistischer italienischer Politiker, Mitbegründer der neuen Kommunistischen Partei Italiens (http://de.wikipedia.org/wiki/Fausto_Bertinotti)
mercoledì, aprile 14, 2010
Carnevale della Matematica #24
Oggi è il 14 aprile e la nuova puntata del Carnevale della Matematica, la n. 24, è ospitata dal blog Gravità Zero.
Io ho contribuito con: "Un percorso storico tra Numeri e Geometria - Parte 17: il basso medioevo in Europa: Anselmo d'Aosta e Guglielmo di Ockham".
Calendario con le date delle prossime edizioni del Carnevale
Pagina fan del Carnevale su Facebook
martedì, aprile 13, 2010
Gli anziani della rete
In questo articolo dell'Espresso leggo:
"... Il che dovrebbe ricomporre in un unico target (pubblicitario ma non solo, come vedremo) i due grandi segmenti in cui ultimamente si sono divisi gli utenti del Web: quelli più 'anziani' (sopra i 35 anni) che usano ancora la posta elettronica, e quelli più giovani che l'hanno abbandonata da tempo per conversare direttamente all'interno dei social network."
È stato interessante venire a conoscenza che nella rete appartengo già alla generazione degli anziani. Sono in buona compagnia però eh!? ;-)
Sto meditando di abbandonare posta elettronica e blog ed esprimermi solo attraverso Twitter e Facebook. Che dite funzionerebbe?
"... Il che dovrebbe ricomporre in un unico target (pubblicitario ma non solo, come vedremo) i due grandi segmenti in cui ultimamente si sono divisi gli utenti del Web: quelli più 'anziani' (sopra i 35 anni) che usano ancora la posta elettronica, e quelli più giovani che l'hanno abbandonata da tempo per conversare direttamente all'interno dei social network."
È stato interessante venire a conoscenza che nella rete appartengo già alla generazione degli anziani. Sono in buona compagnia però eh!? ;-)
Sto meditando di abbandonare posta elettronica e blog ed esprimermi solo attraverso Twitter e Facebook. Che dite funzionerebbe?
lunedì, aprile 12, 2010
Cammino
Il bosco. I pini. La salita infinita.
Il mio sudore. Il mio respiro. La mia solitudine.
Il ritmo del mio cammino. Il ritmo del mio cuore. Il ritmo della musica.
Avanti. Avanti. Avanti.
Fino all'infinito. Fino al finito. Fino alla fine.
Fino all'incoscienza. Fino alla coscienza. Fino all'annullamento.
Il mio sudore. Il mio respiro. La mia solitudine.
Il ritmo del mio cammino. Il ritmo del mio cuore. Il ritmo della musica.
Avanti. Avanti. Avanti.
Fino all'infinito. Fino al finito. Fino alla fine.
Fino all'incoscienza. Fino alla coscienza. Fino all'annullamento.
sabato, aprile 10, 2010
Stabat mater
Stabat mater dolorosa
juxta Crucem lacrimosa,
dum pendebat Filius.
giovedì, aprile 08, 2010
Intervista su IOL Radio: quarta parte
L'ultima parte della mia intervista è stata trasmessa sulla webradio di italiansonline.net.
Per chi fosse interessato è possibile riascoltare le quattro parti su
IOL Radio. La mia intervista è la prima in tutte e quattro le puntate.
Per ascoltare direttamente la quarta parte
Per scaricare la quarta parte
Per ascoltare tutta l'intervista:
Per chi fosse interessato è possibile riascoltare le quattro parti su
IOL Radio. La mia intervista è la prima in tutte e quattro le puntate.
Per ascoltare direttamente la quarta parte
Per scaricare la quarta parte
Per ascoltare tutta l'intervista:
mercoledì, aprile 07, 2010
Festa zuccheresca
martedì, aprile 06, 2010
Ricongiungimenti fisici seconda parte
L'altro chiese: sei tu il mio fratello perduto?
Sì eccomi, sono io, fratello non nato.
Sì eccomi, sono io, fratello non nato.
venerdì, aprile 02, 2010
Pizza di Pasqua in cantiere
Con l'arrivo odierno di mia madre, come da tradizione del venerdì santo: missitura + preparazione dell'impasto per la Pizza di Pasqua.
Sarà lasciata stanotte a lievitare e domani, dopo rilavorazione e 3-4 di rilievitazione si infornerà.
Qui trovate la ricetta del mio tentativo del 2007.
Sarà lasciata stanotte a lievitare e domani, dopo rilavorazione e 3-4 di rilievitazione si infornerà.
Qui trovate la ricetta del mio tentativo del 2007.
Campane "legate": ticchettavola e raganella
Oggi è venerdì santo e qui è festivo. Eccezionalmente siamo riusciti a svegliarci dopo le 9.
Durante la colazione a base di muffin zucchereschi abbiamo sentito i rintocchi delle campane. Al che Zucchero mi ha chiesto: ma il venerdì santo le campane non dovrebbero essere "legate"? Effettivamente questo è anche il mio ricordo d'infanzia.
Insieme a quello sono affiorati altri ricordi risalenti alla seconda metà degli anni '70 e collegati a una tradizione arcaica che, come quella dei "carruzzuni", trovò probabilmente nella mia generazione la sua ultima espressione.
La tradizione prevedeva che i bambini scorrazzarssero per le vie del paese dotati di "ticchettavula" e raganella per sostituire il suono delle campane legate.
Per curiosità mi sono messo a ricercare per la rete: per la raganella si trovano molte occorrenze (questa ad esempio); mentre invece per la ticchettavola si trovano poche occorrenze. Il fatto mi ha provocato qualche perplessità e qualche domanda: ma sono così vecchio se i miei ricordi d'infanzia si trovano oramai solo nei musei?
In ogni caso mi sono detto che era necessario colmare questa lacuna della rete e aumentare il numero di occorrenze relative alla ticchettavola. Rimarrà la lacuna in fatto di immagini.
Cerco di rimediare con una breve descrizione: la ticchettavola è composta da una stecca di legno di una trentina di centimetri di lunghezza e 3-5 cm di larghezza dotata di manico alla quale sono legate con dei lacci altre due stecche laterali mobili di uguali dimensioni. Lo strumento si suona scuotendolo in modo che le due stecche laterali vadano a percuotere alternativamente la stecca fissa centrale.
Poi alla fine sono andato anche a controllare su Wikipedía la domanda sul suono delle campane (Le campane il Venerdì Santo) e pare che ci siano tradizioni differenti a seconda dei diversi riti cattolici.
Nel rito romano le campane non suonano in segno di lutto, mentre nel rito ambrosiano le campane suonano fino alle 3 del pomeriggio.
Dati questi fatti si possono fare tre considerazioni:
1. appartengo ad una specie ineluttabilmente in via d'estinzione;
2. sia Zucchero che io siamo cresciuti nella tradizione del rito romano;
3. essendoci qui sia chiese cattoliche che protestanti, da quali provenivano i rintocchi? E che tradizione hanno i protestanti in merito?
Buone feste pasquali a tutti!
Durante la colazione a base di muffin zucchereschi abbiamo sentito i rintocchi delle campane. Al che Zucchero mi ha chiesto: ma il venerdì santo le campane non dovrebbero essere "legate"? Effettivamente questo è anche il mio ricordo d'infanzia.
Insieme a quello sono affiorati altri ricordi risalenti alla seconda metà degli anni '70 e collegati a una tradizione arcaica che, come quella dei "carruzzuni", trovò probabilmente nella mia generazione la sua ultima espressione.
Per curiosità mi sono messo a ricercare per la rete: per la raganella si trovano molte occorrenze (questa ad esempio); mentre invece per la ticchettavola si trovano poche occorrenze. Il fatto mi ha provocato qualche perplessità e qualche domanda: ma sono così vecchio se i miei ricordi d'infanzia si trovano oramai solo nei musei?
In ogni caso mi sono detto che era necessario colmare questa lacuna della rete e aumentare il numero di occorrenze relative alla ticchettavola. Rimarrà la lacuna in fatto di immagini.
Cerco di rimediare con una breve descrizione: la ticchettavola è composta da una stecca di legno di una trentina di centimetri di lunghezza e 3-5 cm di larghezza dotata di manico alla quale sono legate con dei lacci altre due stecche laterali mobili di uguali dimensioni. Lo strumento si suona scuotendolo in modo che le due stecche laterali vadano a percuotere alternativamente la stecca fissa centrale.
Poi alla fine sono andato anche a controllare su Wikipedía la domanda sul suono delle campane (Le campane il Venerdì Santo) e pare che ci siano tradizioni differenti a seconda dei diversi riti cattolici.
Nel rito romano le campane non suonano in segno di lutto, mentre nel rito ambrosiano le campane suonano fino alle 3 del pomeriggio.
Dati questi fatti si possono fare tre considerazioni:
1. appartengo ad una specie ineluttabilmente in via d'estinzione;
2. sia Zucchero che io siamo cresciuti nella tradizione del rito romano;
3. essendoci qui sia chiese cattoliche che protestanti, da quali provenivano i rintocchi? E che tradizione hanno i protestanti in merito?
Buone feste pasquali a tutti!
mercoledì, marzo 31, 2010
Ricongiungimenti fisici
La maturità dei tempi si era materializzata.
Lui avrebbe incontrato l'Altro.
Lui avrebbe incontrato l'Altro.
martedì, marzo 30, 2010
Intervista su IOL Radio: terza parte
La terza delle quattro parti della mia intervista è stata trasmessa ieri sera sulla webradio di italiansonline.net.
Per chi fosse interessato è possibile riascoltare le tre parti su
IOL Radio. La mia intervista è la prima in tutte e tre le puntate.
Per ascoltare direttamente la terza parte
Per scaricare la terza parte
Per chi fosse interessato è possibile riascoltare le tre parti su
IOL Radio. La mia intervista è la prima in tutte e tre le puntate.
Per ascoltare direttamente la terza parte
Per scaricare la terza parte
lunedì, marzo 29, 2010
Grigorij Perelman rifiuta 1 milione di dollari!?
Nel 2002 Grigorij Perelman (Григорий Яковлевич Перельман) dimostra la congettura di Poincaré (uno dei più importanti problemi insoluti della matematica). Dopo lunghissime verifiche operate dai migliori matematici del mondo, al matematico russo viene assegnata nel 2006 la medaglia Fields (il nobel della matematica). Grigorij Perelman decide di rifiutare la medaglia, di dimettersi dal suo posto a San Pietroburgo, e di andare a vivere con la madre in una casa popolare, lontano da università e interviste, e con la sua pensione come unica fonte di sostentamento. In una intervista, spiega la sua scelta così: "Non voglio essere uno scienziato da vetrina e troppi soldi in Russia generano solo violenza".
Dopo questa decisione scompare. Viene fotografato solo una volta nella metropolitana di Mosca nel 2007.Il Clay Mathematics Institute nel 2000 aveva messo in palio 1 milione di dollari (Clay Millennium Prize Problems award) per chi avesse dimostrato la congettura di Poincaré. Il 18 marzo 2010 finalmente l'istituto ha reso noto che la dimostrazione di Perelman soddisfa tutti i requisiti per l'assegnazione del premio.
Pare che Perelman sia orientato a rifiutare il milione di dollari.
domenica, marzo 28, 2010
Domanda ciberesistenziale: Facebook blogghicida?
Facebook ucciderà i blog? O i blog si feisbuccheranno?
venerdì, marzo 26, 2010
Intervista a Dioniso su IOL Radio: seconda parte
La seconda delle quattro parti della mia intervista è stata trasmessa ieri sera sulla webradio di italiansonline.net.
Per chi fosse interessato è possibile riascoltare le due parti su
IOL Radio. La mia intervista è la prima della puntata.
Per ascoltare direttamente la seconda parte
Per scaricare la seconda parte
Per chi fosse interessato è possibile riascoltare le due parti su
IOL Radio. La mia intervista è la prima della puntata.
Per ascoltare direttamente la seconda parte
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mercoledì, marzo 24, 2010
Contatti sociali
Da qualche tempo uno dei miei motivi di insoddisfazione è il fatto che il mancato padroneggiamento della lingua produce quella mancanza di immediatezza che contribuisce a rendere più difficili i contatti sociali con un popolo che già di per se non è particolarmente noto per la sua estrema socievolezza.
Oggi è stata una giornata piena di sole. Il nostro termometro è arrivato fino a 25°. Alle 11:30 sono andato all'appuntamento per sistemare il problemino che ho alla spalla. La fisioterapista era molto in vena di chiacchiere. Non è che la cosa mi dispiacesse. L'unico problema della signora però è che riesce a fare una sola cosa alla volta. Quindi ogni chiacchiera le faceva interrompere la manipolazione.
Poi sono passato a comprare il prosciutto e il signore, che di solito non sprizza simpatia tantomeno socievolezza, mi ha intrattenuto con le sue considerazioni relative ad un corso di cucina italiana pubblicizzato nel suo negozio e in particolare sull'inopportunità di proporre ricette a base di funghi porcini in questa stagione.
Ma la ciliegina sulla torta è stata aggiunta dalla fruttivendola che quando mi ha visto, in uno slancio di socievolezza, è corsa verso di me parlando ad alta voce e gesticolando ed è arrivata quasi a toccarmi. Dopo una prima fase di disorientamento sono riuscito a decifrare il suo accento badense:
- Ieri l'ho vista! Mentre faceva la camminata nordica! Mi sono detta: quello lo conosco!
- Eh sì, vado 3-4 volte a settimana...
- Ah, così spesso! Anch'io ci vado! Ma perché le mele le ha messe in quel modo? Non è meglio metterle dentro la sua busta?
- Eh, sì. La scarola potrebbe mettermela in una busta di plastica?
- E certo non è il caso di metterla così bagnata nella sua busta di stoffa. Ci vediamo sabato allora eh!
Mentre tornavo a casa mi son chiesto: ma sarò io o sarà la primavera?
Oggi è stata una giornata piena di sole. Il nostro termometro è arrivato fino a 25°. Alle 11:30 sono andato all'appuntamento per sistemare il problemino che ho alla spalla. La fisioterapista era molto in vena di chiacchiere. Non è che la cosa mi dispiacesse. L'unico problema della signora però è che riesce a fare una sola cosa alla volta. Quindi ogni chiacchiera le faceva interrompere la manipolazione.
Poi sono passato a comprare il prosciutto e il signore, che di solito non sprizza simpatia tantomeno socievolezza, mi ha intrattenuto con le sue considerazioni relative ad un corso di cucina italiana pubblicizzato nel suo negozio e in particolare sull'inopportunità di proporre ricette a base di funghi porcini in questa stagione.
Ma la ciliegina sulla torta è stata aggiunta dalla fruttivendola che quando mi ha visto, in uno slancio di socievolezza, è corsa verso di me parlando ad alta voce e gesticolando ed è arrivata quasi a toccarmi. Dopo una prima fase di disorientamento sono riuscito a decifrare il suo accento badense:
- Ieri l'ho vista! Mentre faceva la camminata nordica! Mi sono detta: quello lo conosco!
- Eh sì, vado 3-4 volte a settimana...
- Ah, così spesso! Anch'io ci vado! Ma perché le mele le ha messe in quel modo? Non è meglio metterle dentro la sua busta?
- Eh, sì. La scarola potrebbe mettermela in una busta di plastica?
- E certo non è il caso di metterla così bagnata nella sua busta di stoffa. Ci vediamo sabato allora eh!
Mentre tornavo a casa mi son chiesto: ma sarò io o sarà la primavera?
Intervista a Dioniso su IOL Radio: prima parte
Sono stato intervistato dalla webradio di italiansonline.net. L'intervista è stata spezzata in quattro parti.
Per chi fosse interessato è possibile riascoltare la prima parte dell'intervista su
IOL Radio. La mia intervista è la prima.
Per ascoltare direttamente
Per scaricare
Per chi fosse interessato è possibile riascoltare la prima parte dell'intervista su
IOL Radio. La mia intervista è la prima.
Per ascoltare direttamente
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domenica, marzo 21, 2010
Sveglia espressa?!
Stamane dopo diverse nottate di sonno agitato e costellato di veglie stavo finalmente riuscendo a dormire con la serenità di un poppante. ...forse a causa della sopraggiunta primavera...
Quando un suono acuto e lancinante mi perfora il timpano per andare a conficcarsi al centro della mia massa cerebrale.
Dopo il soprassalto e qualche secondo di smarrimento guardo la veglia: 6:15. L'incessante sibilo proviene dalla cucina...
Ebbene sì, la colpevole è proprio lei!
Oggi ho imparato due cose:
Quando un suono acuto e lancinante mi perfora il timpano per andare a conficcarsi al centro della mia massa cerebrale.
Dopo il soprassalto e qualche secondo di smarrimento guardo la veglia: 6:15. L'incessante sibilo proviene dalla cucina...
Ebbene sì, la colpevole è proprio lei!
Oggi ho imparato due cose:
- ogni progresso tecnologico include intrinsecamente reconditi nocumenti
- se si stacca la spina l'orologio continua a funzionare ma la la sveglia no. Con la spina attaccata invece funzionano tutti e due anche senza caffettiera inserita!! Quindi si viene svegliati senza neppure la consolazione del caffè.
Equinozio di Primavera
Buon Equinozio di Primavera a tutti!Mi mantengo nella tradizione delle immagini kitschissime.
Purtroppo gli auguri sono un po' in ritardo, visto che l'equinozio è stato ieri alle 17:32. Ma io continuo ancora a chiedermi perché la maestra ci diceva che l'equinozio di primavera cade il 21 marzo e quello d'autunno il 21 settembre. Lo diceva pure a voi la vostra maestra?
Guardate qua! Non capitano quasi mai il 21.
Ad ogni modo, maestre a parte, auguro di nuovo che porti fortuna e prosperità a tutti!
sabato, marzo 20, 2010
Il Dottor Djembe
Se una giornata va storta e avete addosso rodimenti, tristezze o preoccupazioni, scaricatevi un paio di puntate del Dottor Djembe sul vostro lettore mp3 e andate a fare un po' di movimento con le cuffiette alle orecchie.Per me funziona. Magari funziona pure per voi.
giovedì, marzo 18, 2010
Frittélli di broccolo romanesco
L'idea mi è venuta mentre lavoravo.
Detto.
Fatto.
La ricetta della pastella è come questa. L'unico neo è stato che ho dimenticato di metterci il sale.
La ricetta della pastella è come questa. L'unico neo è stato che ho dimenticato di metterci il sale.
mercoledì, marzo 17, 2010
Sveglia espressa
Ora finalmente si è presa la sua rivincita. Domattina sarà lei a svegliarci alle 6 con il suo allettante aroma e il suo soave e melodioso canto odisseo.
lunedì, marzo 15, 2010
Manifestazione Francoforte, fini fini reloaded e Agorà
Principali attività finesettimanali
Manifestazione a Francoforte all'ingresso della prima sede del parlamento tedesco.
Video
Pensavamo che lo spiegamento di forze fosse stato pianificato dagli efficientissimi tutori dell'ordine teutonici per fronteggiare la pericolosissima folla di italiani.
Invece ci siamo dovuti rassegnare ad accettare il ruolo di comparse: gli animalisti erano più numerosi e più arrabbiati.
Domenica
Zucchero, dopo quasi dieci anni, è riuscita a procurarsi la ricetta del condimento dei fini fini del nostro banchetto nuziale e l'ha provata con la pasta congelata la scorsa settimana.
Visione di Agorà. Ne avevo parlato qui. È la storia di Ipazia di Alessandria, "matematica, astronoma e filosofa greca, seguace della filosofia neo-platonica, uccisa barbaramente da parte di monaci cristiani" a causa delle sue idee.
Il film ci è piaciuto. Abbiamo verificato che tutti i personaggi (il prefetto Oreste, e i vescovi Teofilo, Cirillo) e i fatti principali sono documentati storicamente.
Video
Pensavamo che lo spiegamento di forze fosse stato pianificato dagli efficientissimi tutori dell'ordine teutonici per fronteggiare la pericolosissima folla di italiani.
Domenica
Visione di Agorà. Ne avevo parlato qui. È la storia di Ipazia di Alessandria, "matematica, astronoma e filosofa greca, seguace della filosofia neo-platonica, uccisa barbaramente da parte di monaci cristiani" a causa delle sue idee.
Il film ci è piaciuto. Abbiamo verificato che tutti i personaggi (il prefetto Oreste, e i vescovi Teofilo, Cirillo) e i fatti principali sono documentati storicamente.
domenica, marzo 14, 2010
Carnevale della Matematica #23
Non solo oggi è il 14 del mese e quindi c'è l'appuntamento con il Carnevale della Matematica, ma essendo il 14 marzo oggi è anche pigrecodì.
L'edizione del Carnevale è la numero 23. Stavolta ad ospitarlo è il blog Popinga.
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Il numero e la qualità degli articoli cresce sempre di più.
Il mio contributo viene introdotto in questo modo:
Dioniso, che insiste a chiamare Blogghetto un blog di tutto rispetto e Dulcinea la sua bici, è stato il primo a inviare il proprio contributo, che prosegue una panoramica sulla storia della matematica intrapresa da tempo. Il protagonista di questo articolo, dal titolo Un percorso storico tra Numeri e Geometria - Parte 16: il basso medioevo in Europa: Gerberto di Aurillac, Logica e Filosofia scolastica, è Gerberto di Aurillac (ca. 940 – 1003), che fu probabilmente il primo ad insegnare l'uso delle cifre indo-arabiche nell'Europa cristiana. Dioniso fa anche notare come i pochi progressi degli inizi del nuovo millennio nell'Europa cristiana, piuttosto che nel campo della matematica, avvennero soprattutto nell'ambito della logica.
L'edizione del Carnevale è la numero 23. Stavolta ad ospitarlo è il blog Popinga.
Il numero e la qualità degli articoli cresce sempre di più.
Il mio contributo viene introdotto in questo modo:
Dioniso, che insiste a chiamare Blogghetto un blog di tutto rispetto e Dulcinea la sua bici, è stato il primo a inviare il proprio contributo, che prosegue una panoramica sulla storia della matematica intrapresa da tempo. Il protagonista di questo articolo, dal titolo Un percorso storico tra Numeri e Geometria - Parte 16: il basso medioevo in Europa: Gerberto di Aurillac, Logica e Filosofia scolastica, è Gerberto di Aurillac (ca. 940 – 1003), che fu probabilmente il primo ad insegnare l'uso delle cifre indo-arabiche nell'Europa cristiana. Dioniso fa anche notare come i pochi progressi degli inizi del nuovo millennio nell'Europa cristiana, piuttosto che nel campo della matematica, avvennero soprattutto nell'ambito della logica.
giovedì, marzo 11, 2010
Norvegia 11: Geiranger, Åndalsnes e Molde
Venerdì 5 giugno
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La prima tappa del nostro viaggio in autobus verso Molde è su una terrazza panoramica che sovrasta il fiordo e che è a sua volta sovrastata da una cascata.
La terrazza offre una stupenda vista del fiordo.

La nostra guida è una giovin svedese sui venti anni che vive in Norvegia (a Molde) da qualche anno. Ispira simpatia. Ci informa minuziosamente anche su fatti di interesse un po' discutibile. Tipo: "here you can see the place where you can play bowling". Un commento che invece mi risulta interessante, soprattutto perché significativo dal punto di vista della comprensione di prospettive culturali diverse, è quello che la giovane fa quando ci descrive l'agricoltura locale. Ci informa che il microclima di quell'area è molto mite e quindi, oltre a consentire l'enorme produzione di ottime fragole, frutto di cui i norvegesi sono ghiotti, consente anche la produzione di "frutti esotici" come pesche e albicocche. Ho ritenuto opportuno informare mio padre del suo finora ignoto attributo di produttore di frutti esotici.
Dopo una breve sosta a Gudbrands Bru riprendiamo il viaggio e abbiamo la nostra prima esperienza di attraversamento di una galleria "subfiordica". In seguito ne attraversermo molte. Si tratta di una sorta di galleria/montagnarussa sottomarina con improvvisa ripida discesa seguita da altrettanta speculare risalita.
Raggiungiamo quindi una montagna di circa 1000 m dove troviamo un paesaggio innevato con laghetti semighiacciati.
Sull'autobus conosciamo due coppie di sposini italiani in viaggio di nozze: F. e M. (Chieti, Bari) e D. e C. (Macerata). Durante il viaggio ci accorgeremo che la quasi totalità degli italiani che incontriamo appartengono alla categoria viaggi di nozze.
Dopo una sosta con rituale battaglia di palle di neve tra me e Zucchero (strano farlo a giungo) risaliamo sull'autobus che ci riporta al livello del mare scendendo per gli undici tornanti scavati nella roccia della tortuosissima Trollstigvegen (scala dei troll - nella foto sovrastante).
Dopo la tappa ad Åndalsnes riprendiamo il viaggio con l'attraversamento di un fiordo per mezzo di un piccolo traghetto e raggiungiamo infine Molde. Dove è prevista la cena in un ristorante.
A tavola capitiamo vicino a un gruppo di maturi britannici: una coppia ed un signore con una fluente criniera, tutti probabilmente in una fascia d'età intorno ai 60. Dopo un po' di conversazione la signora si complimenta con Zucchero per il suo buon inglese. Le chiede: dove lo avete imparato? La risposta di Zucchero suscita un ventata di ilarità: in Germania!
Il signore dalla fluente criniera risulta invece essere un poeta scozzese. Ci racconta un simpatico aneddoto capitatogli durante un viaggio in Sicilia. Aveva il desiderio di visitare l'Etna e si avventurò alla ricerca del vulcano senza neppure una carta stradale: è il vulcano più grande d'Europa, vuoi che non lo trovi a vista!? Ovviamente non lo trovò ed ebbe bisogno di chiedere indicazioni, ma non riusciva a trovare nessuno che capisse la sua lingua. Quando finalmente riuscì a trovare un siculo semianglofono che capiva la sua domanda si sentì rispondere in un'urlante anglosiculo: "You first go to Misterbianco!!", "You first go to Misterbianco!!!". Al che il poeta scozzese si allontanò timoroso e perplesso pensando che l'indicazione stradale comprendesse la richiesta di un permesso al Signor Bianco e abbandonò l'idea della visita al vulcano.
Dopo cena passeggiamo un po' per Molde con F., M., D. e C.
e quindi ci reimbarchiamo sulla Midnatsol.
Questa è una delle ultime fotografie che scatto verso le 11:30 prima di andare a letto.
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La nostra guida è una giovin svedese sui venti anni che vive in Norvegia (a Molde) da qualche anno. Ispira simpatia. Ci informa minuziosamente anche su fatti di interesse un po' discutibile. Tipo: "here you can see the place where you can play bowling". Un commento che invece mi risulta interessante, soprattutto perché significativo dal punto di vista della comprensione di prospettive culturali diverse, è quello che la giovane fa quando ci descrive l'agricoltura locale. Ci informa che il microclima di quell'area è molto mite e quindi, oltre a consentire l'enorme produzione di ottime fragole, frutto di cui i norvegesi sono ghiotti, consente anche la produzione di "frutti esotici" come pesche e albicocche. Ho ritenuto opportuno informare mio padre del suo finora ignoto attributo di produttore di frutti esotici.
Sull'autobus conosciamo due coppie di sposini italiani in viaggio di nozze: F. e M. (Chieti, Bari) e D. e C. (Macerata). Durante il viaggio ci accorgeremo che la quasi totalità degli italiani che incontriamo appartengono alla categoria viaggi di nozze.
A tavola capitiamo vicino a un gruppo di maturi britannici: una coppia ed un signore con una fluente criniera, tutti probabilmente in una fascia d'età intorno ai 60. Dopo un po' di conversazione la signora si complimenta con Zucchero per il suo buon inglese. Le chiede: dove lo avete imparato? La risposta di Zucchero suscita un ventata di ilarità: in Germania!
Il signore dalla fluente criniera risulta invece essere un poeta scozzese. Ci racconta un simpatico aneddoto capitatogli durante un viaggio in Sicilia. Aveva il desiderio di visitare l'Etna e si avventurò alla ricerca del vulcano senza neppure una carta stradale: è il vulcano più grande d'Europa, vuoi che non lo trovi a vista!? Ovviamente non lo trovò ed ebbe bisogno di chiedere indicazioni, ma non riusciva a trovare nessuno che capisse la sua lingua. Quando finalmente riuscì a trovare un siculo semianglofono che capiva la sua domanda si sentì rispondere in un'urlante anglosiculo: "You first go to Misterbianco!!", "You first go to Misterbianco!!!". Al che il poeta scozzese si allontanò timoroso e perplesso pensando che l'indicazione stradale comprendesse la richiesta di un permesso al Signor Bianco e abbandonò l'idea della visita al vulcano.
Questa è una delle ultime fotografie che scatto verso le 11:30 prima di andare a letto.
mercoledì, marzo 10, 2010
Concessione e revoca
La Console del Consiglio lo aveva sottoposto alla dolorosa prova e si era rimessa alla clemenza del Gran Consiglio dei giudicanti.
Dopo un'interminabile attesa il gran consiglio dei giudicanti formulò finalmente la sentenza:
che il Permesso non sia revocato!
Non era la prima volta che la spuntava.
Altre prove arriveranno seguite da altre sentenze, nei secoli dei secoli.
Dopo un'interminabile attesa il gran consiglio dei giudicanti formulò finalmente la sentenza:
che il Permesso non sia revocato!
Non era la prima volta che la spuntava.
Altre prove arriveranno seguite da altre sentenze, nei secoli dei secoli.
domenica, marzo 07, 2010
Nuova fissa zuccheresca: pasta stesa e tagliata a mano
sabato, marzo 06, 2010
Auspicando la primavera ce ne andiamo al cinema
Where is home? Home is wherever we are
Un paio di giorni fa in preda ad uno slancio ottimistico-propiziatorio avevo riposto gli scarponi che indosso solo quando nevica.
Stamane Zucchero si è alzata prima di me. Sono stato richiamato dalle sue imprecazioni ed andando alla finestra ho trovato questi paesaggi.
Ho dovuto ritirare fuori gli scarponi. Inoltre scendendo le scale ci siamo accorti che i vicini antipaticissimi del primo piano, Mortisia e Mortimer, avevavo spostato la pala e il foglietto dei turni per spalare la neve mettendoli ben in evidenza per sottolineare la mancanza del nostro amico/vicino Claude che si era sottratto al dovere antelucano. Sapendo che Claude si trova attualmente in Francia sono stato io a dilettarmi nell'amena attività della spalatura del marciapiede.
Nel pomeriggio ci siamo fatti i nostri bei venti minuti di camminata sulle strade ghiacciate per andare a vedere Julie & Julia in versione originale.
Il film è piaciuto molto sia a me che a Zucchero. È entrato molto in risonanza con le corde di entrambi. A momenti mi è sembrato quasi che parlasse di noi. La pellicola è basata su due storie vere: quella di Julia Child, ambientata principalmente in Europa nel periodo macartista degli anni '50; e quella di Julie Powell ambientata in America tra il 2004 e il 2006.
Uno dei protagonisti del film è il blog di Julie Powell. Qui se ne trova una copia.
Stamane Zucchero si è alzata prima di me. Sono stato richiamato dalle sue imprecazioni ed andando alla finestra ho trovato questi paesaggi.
Il film è piaciuto molto sia a me che a Zucchero. È entrato molto in risonanza con le corde di entrambi. A momenti mi è sembrato quasi che parlasse di noi. La pellicola è basata su due storie vere: quella di Julia Child, ambientata principalmente in Europa nel periodo macartista degli anni '50; e quella di Julie Powell ambientata in America tra il 2004 e il 2006.Uno dei protagonisti del film è il blog di Julie Powell. Qui se ne trova una copia.
lunedì, marzo 01, 2010
The real Avatar: Mine - Story of a Sacred Mountain
Interessante.
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